Lettera aperta alla SAIPEM.

Con il permesso dell’autore pubblichiamo qui una lettera inviata al Corriere e non pubblicata.

Vincenzo Balzani

Bologna, 22 agosto 2018

SAIPEM: mai sentito parlare dell’Accordo di Parigi?

Caro Direttore,

Leggo sul Corriere di oggi a p. 37 l’articolo di Marco Sabella che annuncia con entusiasmo il rialzo del titolo Saipem in seguito a contratti relativi alla estrazione di petrolio e metano in varie zone del globo, fra le quali Congo, Uganda e Nigeria.

Non un cenno al fatto che il governo Italiano è fra i 195 firmatari dell’Accordo sul clima di Parigi, che prevede di ridurre l’uso dei combustibili fossili e lo sviluppo delle energie rinnovabili per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici. E’ un’ulteriore conferma di quanto ha scritto papa Francesco nell’Enciclica Laudato si’: “I combustibili fossili devono essere sostituiti senza indugioma la politica e l’industria rispondono con lentezza, lontane dall’essere all’altezza delle sfide”.

L’Africa ha un enorme potenziale di energia solare ed eolica, ed è nello sviluppo di queste energie che dovrebbe essere aiutata.

Secondo gli esperti, In base all’Accordo di Parigi la maggior parte delle riserve di combustibili fossili già note dovrà rimanere nel sottosuolo. Quindi, se l’Accordo di Parigi sarà osservato, Saipem avrà problemi economici perché parte delle sue attività saranno bloccate; forse chi ha acquistato le azioni Saipem non ha tenuto conto di questa eventualità. Se invece la politica permetterà alle aziende petrolifere di usare tutte le riserve, i problemi, purtroppo, li avremo noi,  abitanti della Terra.

Vincenzo Balzani

Professore Emerito, Università di Bologna

4 thoughts on “Lettera aperta alla SAIPEM.

  1. …ma non li avranno (o così pensano) i nostri dirigenti, e tutti i mebri del club di quell’ 1 % della popolazione che detiene il 50% della ricchezza del mondo, che continuano a ragionare come quella diva di Holliwood che richiesta di essere testimonial negli anni ’50 di una campagna per bloccare la caccia ai ghepardi per farne pellicce, essendo già allora in via di estinzione, rispose ” …estinzione ? allora è bene che ne comperi subito quattro o cinque di pellicce di ghepardo da tenere di scorta in guardaroba”…
    Le elite se ne son sempre fregate dei problemi delle masse, tanto sanno che per loro ce ne sarà sempre a sufficienza…

    antoniutti

  2. Nei telegiornali di questi giorni si sente parlare quasi esclusivamente di immigrati dall’Africa., un continente ricchissimo, oltre che di idrocarburi, di risorse minerarie. Ma perché, allora, la gente scappa da quel continente?
    Società che vanno là per prelevare le ricchezze naturali che sostengono la nostra economia, versano il giusto corrispettivo le popolazioni locali?

  3. E’ un classico esempio di doublethinking. Siamo tutti d’accordo sul fatto che l’uso dei combustibili fossili vada ridotto. Ma nessuno riesce a fare 2+2, e arrivare all’ovvia conseguenza che se devi ridurne l’uso, alla fine li devi lasciare sottoterra.

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