COP24, cosa ci aspettiamo.

Luigi Campanella, già Presidente SCI

E’ partito il 3 dicembre in Polonia, più precisamente in Slesia, Katowice, la COP 24 (Conferenza delle Parti all’interno della più generale Conferenza delle Nazioni Unite sul clima).

Sembra un’ironia, ma Katowice si trova a 150 Km dalla centrale elettrica a carbone, indicata nel 2014 dalla C.E. come la più dannosa nell’Unione Europea. Sono attese le linee guida, il cosiddetto Rule book, per rendere operativo l’accordo di Parigi del 2015.

Si tratta forse di uno degli ultimi appelli ancora validi per salvare il nostro pianeta. Gli scienziati parlano di solo 12 anni da ora rimasti per agire in modo decisivo per salvare in Pianeta.

Durerà 11 giorni e le attese per gli esiti dell’evento sono molto forti, anche se il carattere tecnico più che politico della manifestazione, raffredda molti entusiasmi. Il punto fondamentale riguarda il rispetto dell’intesa per limitare a due gradi centigradi il riscaldamento globale. Correlati ad esso sono i problemi relativi ai finanziamenti della decarbonizzazione, all’adattamento ed al trasferimento di tecnologie sostenibili innovative, ai meccanismi e agli attori delle fasi di controllo. Secondo gli esperti l’Europa si trova nelle condizioni, rispetto a questi problemi, di conseguire i risultati attesi ed, addirittura, di modificarli in meglio, andando ben oltre il 55% di riduzione delle emissioni entro il 2030.

All’evento partecipano 30000 fra delegati e visitatori provenienti da tutto il mondo. Il mancato carattere politico, a cui prima si accennava, ha fatto considerare da qualcuno COP24 come inutile. Credo sia errata tale valutazione. L’evento polacco fa parte di un percorso definito, ogni tappa del quale ha un suo significato: annullarla avrebbe effetti molto negativi rispetto alla fiducia dei cittadini nel buon esito del processo in atto. D’altra parte per esso si possono individuare elementi di fiducia quali il disaccoppiamento fra crescita del PIL e delle emissioni, l’aumento del ricorso alle energie rinnovabili, gli impegni di contenimento delle emissioni. Su quest’ultimo punto pesa il fatto che esso non riguarda tutti i Paesi firmatari dell’accordo di Parigi, dal quale in particolare gli USA si sono ritirati. Anche in questo caso però a parziale consolazione c’è da dire che ampie Regioni degli USA, come California, New York, Washington ed altre istituzioni americane hanno di fatto annunciato il loro continuato impegno. Quindi credo che sia necessario dare fiducia e credibilità all’incontro, alternativa al quale sarebbe solo sperare nelle singole iniziative con ben più scarse probabilità di successo.

Si veda anche

http://www.climalteranti.it/2018/12/09/un-momento-di-chiarezza-alla-cop24/

e

http://www.climalteranti.it/2018/12/02/raccontare-la-cop24-i-5-errori-da-non-commettere/

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