La tavola periodica sottosopra.

Claudio Della Volpe

Un recente articolo comparso su Nature Chemistry pone il problema di una ulteriore rivisitazione della Tavola periodica.

(Nature Chemistry | VOL 11 | MAY 2019 | 391–393 | http://www.nature.com/naturechemistry )

L’idea di base è che quando una persona guarda la Tavola non ne coglie subito la struttura e non ne riesce a coprire con un solo sguardo molti degli elementi; inoltre dato che l’idea che sta alla base alla tavola è quella del riempimento degli orbitali, l’aufbau, detto in tedesco, il riempimento di una cosa avviene dal basso verso l’alto; mentre l’attuale tavola è più una lista che si forma appunto scrivendo da sinistra a destra ma in direzione verticale opposta, cioè dall’alto verso il basso.

Dunque una tavola considerata come un contenitore da riempire di elettroni dal basso verso l’alto contro una tavola considerata come una lista e scritta invece dall’alto verso il basso. La tavola attuale è una lista; viene proposto un contenitore.

Contemporaneamente si pone anche il problema della posizione degli elementi di tipo f che vengono rappresentati separatamente; nella classica rappresentazione essi quasi scompaiono essendo elencati nella parte più bassa della Tavola, anzi al di sotto della Tavola, mentre in questo modo essi acquisterebbero una posizione centrale, il che non guasta pensando al ruolo che hanno in termini di tecnologia.

In alternativa, come mostrato qui sotto si può pensare ad una tavola extra-large che li mette nel posto a loro naturale, ma ovviamente a costo di avere bisogno di un foglio molto più largo che lungo.

L’articolo è supportato da una analisi basata su gruppi di persone a cui la proposta è stata fatta, sia fra gli specialisti che fra i non specialisti e sulle loro reazioni.

E’ una delle tante proposte che sarà dimenticata o invece che cambierà il nostro modo di vedere la tavola periodica?

A voi i commenti.

4 pensieri su “La tavola periodica sottosopra.

  1. Martin Poliakoff è il solito, ottimo provocatore. Sebbene non abbia letto il lavoro perchè non ho l’accesso alla rivista (e quindi non ne conosca tutti i dettagli), mi sembra in questo caso che la sua provocazione non sia altro che l’ennesimo, possibile elenco grafico degli elementi.
    La forma stretta e larga della cosiddetta tavola periodica “rettangolare” (a 18 o 32 colonne) circolano con vario successo (a tutto vantaggio della prima) da almeno 110 anni. Ne parlo anche io in un lavoro che è stato accettato (in febbraio) dalla Chimica e l’Industria ma che uscirà probabilmente dopo l’estate.
    Io non propongo una tavola upside-down di cui non vedo una maggiore utilità (sembra quasi voler dimostrare che la scrittura da destra a sinistra sia migliore di quella da sinistra a destra) ma sarei più favorevole ( e l’ho adottata come appendice a un mio libro del 2013) ad una, certamente meno pratica, a 32 colonne per rappresentare gli elementi attualmente (e lo sottolineo) noti.

  2. … in ogni caso, anche questa proposta sembra non prendere in considerazione la necessità (?!) di trovare un posto significativo all’H

  3. A prima vista direi che si capovolge anche la relativa importanza degli elementi a basso ed alto numero atomico, attenuando la prima, e la cosa non mi piace affatto. Mi bastava il fascino della struttura a 32 colonne “dritta”, che più di tutte evidenzia le regolarità, con H ed He a fare spazio al piacevole ritmo delle sottostrutture 2; +6, +6; +10, +10; +14, +14, un abbozzo di frattale che prelude all’autorganizzazione della materia.

  4. Sono d’accordo con quanto scrivono Neve e Tifi. Di seguito riporto brevemente le mie perplessità.
    1) Il criterio con cui sono riportati gli elementi nella Tabella è il crescente numero atomico. Criterio rispettato sia nell’usuale tavola sia in quella “capovolta”.
    2) Ammesso che il principio fisico alla base della Tavola è la configurazione elettronica in termini di aufbau (regola di Madelung), cioè il riempimento di orbitali a partire da 1s, mi sembra indifferente che l’idrogeno stia “sopra” o “sotto”.
    3) Gli elementi dei blocchi f. Nella proposta di tavola capovolta essi acquisterebbero una posizione centrale, il che non guasterebbe pensando al ruolo che hanno in termini di tecnologia. Vorrei far notare che gli elementi a più alto numero atomico, i transuranici più pesanti, sono artificiali, prodotti in acceleratori di particelle con tempi di vita anche molto brevi. Alle energie di questi acceleratori gli elettroni nei nuovi elementi hanno una velocità tale che il concetto di orbitale perde significato e di conseguenza lo perde l’aufbau.
    4) Ultima ma non meno importante. L’adozione della tavola capovolta avrebbe conseguenze didattiche difficilmente valutabili e sarebbe percepita dal pubblico perlomeno come un’ulteriore immagine di insicurezza dei chimici.
    Quindi, bene ha fatto Nature Chemistry a pubblicare la proposta di Poliakoff et al. nella rubrica COMMENT, tenendo conto che gli autori stessi pongono nel sottotitolo un bel punto interrogativo.
    Sono certo che la loro tavola periodica “capovolta” troverà spazio nell’Internet Database of Periodic Tables, il database più completo che raccoglie e aggiorna le centinaia di forme diverse di tavole periodiche proposte dopo Mendeleev fino ai giorni nostri.

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