Mary Elvira Weeks (1892-1972)

Rinaldo Cervellati

 

Non sapere cosa sia accaduto nei tempi passati, sarebbe come restare per sempre un bambino  (Cicerone)

Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo (George Santayana)

Nell’anno dedicato al 150° anniversario della Tavola Periodica mi sembra opportuno ricordare la figura di Mary Elvira Weeks, chimico e storica della chimica che scrisse fra il 1932 e il 1933 la serie di 21 articoli sulla scoperta degli elementi per il Journal of Chemical Education, poi raccolta   nel ponderoso volume Discovery of the Elements che dal 1935 al 1968 ha visto sette edizioni e numerose ristampe.

Mary Elvira nacque il 10 aprile 1892 a Lyons, una cittadina di poche migliaia di abitanti nella Contea di Walworth, Wisconsin. Frequentò il Ripon College, ottenendo il B.A. (Bachelor of Arts) in chimica nel 1913. Si recò quindi all’Università del Wisconsin, dove nel 1914 ottenne il Master in chimica lavorando con J. Howard Mathews[1]. Durante i successivi sette anni ha lavorato come insegnante di chimica in scuole secondarie superiori e analista in laboratori industriali.

Nel 1921 divenne istruttrice di chimica all’Università del Kansas, dove continuò il suo lavoro di ricerca per il dottorato che completò poco tempo dopo. Nel 1927 fu promossa assistant professor e, dieci anni dopo, associate professor. Anche se effettuava alcune ricerche sperimentali oltre ai suoi pesanti doveri di insegnamento, i suoi veri interessi erano storico-linguistici, quindi iniziò a combinare questi talenti spostando i suoi studi dalla ricerca sperimentale a quella in storia della chimica.Mary Elvira Weeks

Alla Kansas University conobbe Frank B. Dains[2] che aveva accumulato una splendida collezione di immagini di chimici famosi. Infatti, dopo aver conseguito il dottorato a Chicago nel 1898, Dains aveva trascorso un anno a Berlino e Friburgo e, com’era consuetudine tra gli studenti americani, aveva visitato numerosi chimici e chiesto foto. Dains continuò a collezionare immagini durante il resto della sua carriera ma a causa di un intenso programma di ricerca in chimica organica non aveva mai pubblicato nulla sulla sua collezione.

Elvira Weeks combinò il suo doppio interesse per la chimica e la linguistica preparando una collezione di articoli sulla scoperta degli elementi, che furono pubblicati come una serie di 21 articoli sul Journal of Chemical Education negli anni 1932-1933. La popolarità di questi articoli incoraggiò la Chemical Education Publishing Company di Easton (Pennsylvania) a raccogliere la serie in un libro: Discovery of the Elements (1° edizione 1934). Gli articoli e il libro furono generosamente illustrati con le immagini della collezione Dains, successivamente integrata da immagini raccolte da Weeks. Il libro infine ha visto sette edizioni; le ultime con la collaborazione di Henry M. Leicester[3].

Discovery of Elements 6th Edition

In realtà Discovery of the Elements è, per molti aspetti, una storia della chimica che si sviluppa attorno al tema principale della scoperta degli elementi. Vi sono lunghe interessanti digressioni su altre ricerche dei chimici che hanno scoperto nuovi elementi.

Nonostante il successo dei suoi scritti, il Dipartimento di Chimica della Kansas University non era disposto a premiarla per la sua “opera letteraria”. Le facoltà di chimica erano inclini a dare premi alle indagini sperimentali di laboratorio piuttosto che a ricerche storiche, a prescindere da quanto fossero accurate[4]. Weeks infatti rimase assistant professor per dieci anni prima della promozione a associate professor. Dopo altri sette anni come professore associato, decise di abbandonare l’insegnamento per sfruttare meglio i suoi interessi storici e linguistici. Nel 1944, Weeks divenne associato di ricerca in letteratura scientifica presso la biblioteca scientifica Kresge-Hooker in fase di sistemazione alla Wayne State University di Detroit. Alla Kresge-Hooker ebbe finalmente l’opportunità di utilizzare al meglio i suoi talenti.

All’avvicinarsi del 75° anniversario della sua fondazione (1876) l’American Chemical Society decise che sarebbe stata un’ottima iniziativa scrivere e pubblicare una storia della Società. Nel 1944 affidò questo incarico a Charles A. Browne, membro dell’ACS fin dagli ultimi anni del diciannovesimo secolo, un chimico con esperienza nel mondo accademico (dottorato a Göttingen, 1901), industriale e governativo e uno dei fondatori della Divisione ACS di Storia della Chimica (HIST). Browne, durante la sua carriera come direttore del New York Sugar Research Laboratory, e successivamente come capo chimico dell’Ufficio USA di Chimica e Suoli, aveva maturato una vivace vocazione per la storia della chimica. Era quindi la persona giusta per scrivere la storia della Società e accettò questo incarico. Browne morì all’inizio del 1947 all’età di 76 anni con l’organizzazione del libro impostata e nove capitoli completati. Diversi mesi prima aveva persuaso Weeks a diventare co-autore. Weeks si trovò dunque responsabile per la maggior parte degli undici capitoli che restavano da scrivere e per la raccolta del materiale supplementare. Il volume A History of the American Chemical Society-Seventy-five Eventful Years, di Charles Albert Browne e Mary Elvira Weeks fu pubblicato nel 1952.

Mary Elvira Weeks si ritirò nel 1954 ma continuò a vivere nella sua casa di Detroit lavorando part-time come traduttrice scientifica. Nel 1967 ricevette il Dexter Award, premio assegnato dall’American Chemical Society in riconoscimento di una straordinaria carriera di contributi in storia della chimica.

Weeks era per natura una persona amichevole ma molto riservata, capace comunque di affrontare impegni di notevole portata. Morì il 20 giugno 1975 dopo diversi mesi in una casa di riposo.

Per la stesura di questo post ho attinto dalle seguenti opere:

A.J. Ihde, A Quarter Century of Dexter Awards, 1981, unpublished manuscript, estratto in

http://acshist.scs.illinois.edu/awards/Dexter%20Papers/WeeksDexterBioJJB1.pdf

A.J, Ihde, The History of The Dexter Awards. Part III: The Second Decade, Bulletin for the History of Chemistry, 1989, 3, 11–12.

[1] Joseph Howard Mathews (1881-1970) chimico fisico americano, professore universitario ed esperto di identificazione delle armi da fuoco. Nel 1914 Mathews aveva da poco completato il dottorato di ricerca in chimica a Harvard sotto la guida di Theodore W. Richards, primo americano a vincere il Premio Nobel “per le sue accurate determinazioni dei pesi atomici”. Mathews è stato preside del Dipartimento di Chimica dell’Università di Wisconsin-Madison per 33 anni, dal 1919 al 1952.

[2] Frank Burnett Dains (1869-1948) chimico organico americano ottenne il B.Sc. nel 1890 e l’M.Sc. nel 1981, entrambi alla Wesleyan University. Nel 1898 ottenne il dottorato di ricerca all’università di Chicago. Entrò nel Dipartimento di Chimica della Kansas University nel 1911, raggiungendo lo status di professore ordinario nel 1914. Si ritirò nel 1942. La collezione dei suoi scritti, foto e disegni è conservata all’University of Kansas Libraries, a Lawrence.

[3] Henry Marshall Leicester (1906 – 1991), statunitense, è stato un biochimico e storico della chimica. Particolarmente interessato alla storia della chimica in Russia, ha pubblicato diverse biografie di chimici russi sul Journal of Chemical Education e in varie enciclopedie. Tradusse anche opere di chimica classica russa, come quelle di Mikhail Vasilyevich Lomonosov (1711-1765) considerato il “Leonardo da Vinci russo”, del quale era considerato un esperto negli Stati Uniti. Dal 1951 al ritiro nel 1971 è stato professore di biochimica presso la Dental School dell’Università del Pacifico.

[4] Le cose sono molto migliorate negli USA, mentre in Italia non è cambiato quasi nulla, resta il micidiale pregiudizio per cui chi si occupa di ricerca in storia (o in didattica) della chimica è un fallito nella ricerca scientifica.

2 pensieri su “Mary Elvira Weeks (1892-1972)

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