Elezioni alla Vicepresidenza.

Riteniamo di fare cosa utile alla Società Chimica Italiana ed ai nostri lettori, ospitando qui tre brevi presentazioni dei candidati alla vicepresidenza, la cui fase elettorale si è aperta da pochissimi giorni. Le tre presentazioni sono in ordine alfabetico: G. Costantino, G. Farinola, G. Villani.

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Gabriele Costantino

                                                                                           Parma, 14 Novembre 2019

Cari soci della Società Chimica Italiana,

mi presento come candidato alla carica di Vicepresidente della SCI per il triennio 2020-2022 proposto dalla Divisione di Chimica Farmaceutica, cui appartengo senza interruzioni dal 1992, da socio affezionato e da orgoglioso past-president.

La ragione di questa mia candidatura si identifica in una traiettoria personale e professionale che ha sempre visto affiancare alle mie attività di didattica e di ricerca, il servizio e l’organizzazione della comunità scientifica che mi ospita. Sono stato membro del Consiglio direttivo della Sezione Umbria della SCI, poi membro del comitato scientifico della Scuola Nazionale per Dottorandi in Chimica Farmaceutica, membro del comitato direttivo della Divisione di Chimica Farmaceutica, Presidente della Divisione di Chimica Farmaceutica (2016-2018). Analogamente, sono stato per diversi anni rappresentate italiano nel Council della European Federation for Medicinal Chemistry (EFMC) e membro del suo Executive Committee (2010-2015). Sono attualmente membro dello scientific board della Divisione di Life Sciences di EuChemS. Dal punto di visto professionale, sono professore di chimica farmaceutica e Direttore del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco all’Università di Parma.

La disciplina che ho avuto l’onore di rappresentare in tanti ruoli e per tanti anni, la Chimica Farmaceutica, è innegabilmente una disciplina particolare nell’ambito delle scienze chimiche, per due motivi. Il primo è il suo chiarissimo connotato applicativo, il secondo è la sua forte interazione con discipline biologiche e (pre)cliniche. Questo posizionamento della chimica farmaceutica, lo dico per i Soci delle altre Divisioni, è talmente forte che in alcuni paesi Europei le ‘società di chimica farmaceutica’ rappresentano entità distinte dalle Società Chimiche nazionali. In Italia, per grande fortuna direi, non e’ così, e nel mio piccolo credo di aver sempre contribuito a livello nazionale ed internazionale ad una profonda identificazione nell’ambito delle scienze chimiche. Mi piace ricordare in questa occasione la spinta che ho dato, assieme ad altri colleghi di altri paesi, perche’ lo European Research Council (ERC) includesse esplicitamente (e finalmente!) il sottosettore ‘medicinal chemistry’ all’interno delle PE5, sancendo con ciò anche dal punto di vista formale una chiara ‘scelta di campo’.

Faccio questa introduzione perchè la mia ambizione, nel caso venissi eletto nel ruolo esecutivo di vicepresidente, è quello di contribuire a mettere a sistema per tutte le aree della chimica (incluso anche un aspetto molto, troppo, trascurato, quello della didattica) l’esperienza guadagnata in ambito interdisciplinare, tentando di promuovere in maniera ancora piu’ forte di quanto si sta già ben facendo, una ‘lettura chimica’ alla scienze del farmaco, della salute, dell’alimentazione.

La comunità chimico-farmaceutica italiana si e’ sempre riconosciuta compattamente all’interno della SCI, e da diversi anni ne costituisce la seconda Divisione più numerosa. Ciononostante, nessun chimico farmaceutico ha mai assunto ruoli esecutivi apicali all’interno della SCI. Dico questo, non certo per promuovere un approccio cencelliano alle elezioni delle cariche sociali, nè tantomeno per sottacere una responsabilità culturale che probabilmente la mia comunità ha avuto nel passato. Lo dico perche’ quando una comunità partecipa tanto numerosamente e tanto attivamente alla vita di una Società scientifica multidisciplinare come la nostra, la rappresentanza di un suo membro alla guida esecutiva è funzionale non certo ad una sua necessità di visibilità, ma ad un ampiamento e rafforzamento delle molteplici expertise ed esperienze della Società stessa.

E’ su questa considerazione che chiedo ai colleghi delle altre Divisioni e gruppi interdivisionali di valutare la mia candidatura, non solo per una, peraltro necessaria, esigenza di turnazione, ma soprattutto come occasione per rinforzare la presenza della Società Chimica in ambiti scientifico-tecnologici emergenti ma che rischiano di essere guidati da altri. Penso non solo, naturalmente, alle scienze del farmaco, ma alle scienze della salute in generale, all’alimentazione, alla sostenibilità e alla bioeconomia, tutti ambiti in cui non solo la chimica farmaceutica, ma tutta le branche della chimica, dall’analitica alla chimica inorganica, hanno molto da dire.

Da un punto di vista più ‘politico’, sono da sempre convinto che una Società debba svolgere una profonda azione di indirizzo scientifico verso gli stakeholder istituzionali, ed una altrettanto profonda azione di ingaggio dell’opinione pubblica su temi in cui l’evidenza scientifica e sperimentale deve essere il faro-guida e non semplicemente un punto di vista confutabile a piacere. A questo riguardo, i vari tavoli di lavoro istituiti dai passati Presidenti costituiscono un’iniziativa eccellente, che deve essere alimentata e resa ancora piu’ efficace. Egualmente,

credo sia fondamentale supportare il nuovo Presidente in un’azione, già iniziata ad esempio con il Chemistry meets Society and Industry dello scorso agosto, di coinvolgimento di colleghi chimici non accademici, dell’industria, della professione, del servizio pubblico.

Questo coinvolgimento deve naturalmente includere anche i colleghi insegnanti della scuola secondaria. Il forte lavoro, che coinvolge tutte le sezioni e la divisione di Didattica, sui Giochi della chimica costituisce senza dubbio uno dei fiori all’occhiello della SCI e un importantissimo veicolo di disseminazione della nostra scienza. L’interazione con i colleghi e con gli studenti dovrebbe però uscire dai confini, seppur prestigiosi, dei Giochi e diventare una delle mission della SCI e di tutte le sue Divisioni.

Chi di voi puo’ esser interessato, troverà un mio breve CV nella pagina del sito dell SCI dedicata alle elezioni, e sono sempre a disposizione per eventuali commenti o suggerimenti.

Con molti cordiali saluti

Gabriele

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Gianluca Maria Farinola

Dell’essere chimico mi ha sempre reso fiero, oltre che la straordinaria bellezza ed importanza pratica del nostro sapere, anche la capacità tutta nostra di analisi obbiettiva della realtà, di approccio pragmatico e creativo alla gestione di sistemi complessi, di linguaggio fattuale nella comunicazione. Per queste ragioni, sin da giovane laureato, ho sempre considerato la SCI come la mia comunità, il luogo naturale nel quale lavorare alla promozione ed alla diffusione degli aspetti culturali, etici, politici e professionali della Chimica nel nostro paese.

Ho avuto il privilegio di contribuire alla vita della nostra Società in vari ruoli. Sono stato componente del Consiglio Costituente del Gruppo Giovani della SCI (2002/2003), consigliere nel Consiglio Direttivo della Sezione Puglia per due trienni (2005-2007 e 2008-2010), consigliere e segretario del Consiglio Direttivo della Divisione di Chimica Organica per due mandati (2011-2013 e 2014-2016). Alla fine del 2016 sono stato eletto Presidente della Divisione di Chimica Organica, prestando servizio in questo ruolo dal gennaio 2017 sino alla fine di questo 2019. Inoltre, dal 2015, ho rappresentato l’Italia nella Divisione di Chimica Organica dell’EuChemS, di cui sono poi divenuto segretario e di cui sono stato eletto Presidente nel 2018, in carica fino alla fine del 2021.

Ho condiviso ed apprezzato le politiche di sviluppo e di apertura che la Società Chimica Italiana ha saputo condurre negli ultimi anni, concepite ed attuate con grande intelligenza, visione e sensibilità dalla nostra Presidente Angela Agostiano, in continuità con le precedenti presidenze, insieme al Comitato Esecutivo, con i due vice-Presidenti Giorgio Cevasco e Gaetano Guerra ed il past-President Raffaele Riccio, nonché allo staff degli uffici, con instancabile lavoro ed entusiasmo contagioso. Si deve a loro, ed a chi li ha preceduti, ciò che oggi è la Società Chimica Italiana, il suo volto vivace e giovane ed il suo sguardo lungo sul futuro. Un’ associazione in costante dinamica di crescita e di apertura a tanti ambienti, sia nazionali che internazionali, consolidata sempre più come la Società di tutti i chimici italiani, ed avviata ad un auspicabile ribilanciamento della sua composizione prevalentemente accademica a favore della inclusione ampia di tutti i chimici impegnati nei settori più diversi: le industrie, gli enti di ricerca, le professioni, le attività pubbliche, l’insegnamento.

Durante questi anni alla Presidenza della Divisione di Chimica Organica è stato per me un grandissimo privilegio sentire la forza ed il supporto della comunità della mia Divisone di appartenenza, e rappresentarla all’interno del Consiglio Centrale in armonia con le politiche di ampio respiro culturale tracciate dalla Presidente Agostiano.

L’elezione alla Presidenza di Gaetano Guerra punta nella stessa direzione, una direzione di crescita e di apertura con grande attenzione all’ampliamento della base sociale ed una sensibilità speciale a tutto ciò che la chimica italiana rappresenta per la crescita industriale, economica e sociale del nostro paese. Le politiche europee chiamano ad una integrazione sempre più efficace fra l’attività formativa e scientifica delle accademie ed il mondo produttivo in tutte le sue espressioni. Sono certo che il Presidente Guerra, seguendo le corde proprie della sua sensibilità scientifica e culturale, si muoverà con efficacia, mostrando ancora una volta la capacità della SCI di camminare al ritmo veloce del nostro tempo.

La candidatura alla vice-Presidenza rappresenta la mia rinnovata disponibilità a porre il bagaglio di esperienza maturata nei miei precedenti ruoli nella SCI a servizio della nostra Società, attraverso un’azione di supporto al nuovo Presidente ed all’intera comunità, insieme all’altro vice-Presidente eletto ed alla past-President nel Comitato Esecutivo, ed insieme a tutti i rappresentanti degli Organi Periferici nel Consiglio Centrale. Le motivazioni e l’entusiasmo che mi spingono a farlo sono le stesse che, da giovane chimico, mi fecero aderire alla SCI: l’orgoglio di far parte di una comunità portatrice di alti valori culturali ed etici, ed il desiderio di vederla crescere , rinforzarsi e diventare sempre più incisiva nel panorama italiano ed internazionale.

Buon voto a tutti.

Gianluca Farinola

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Giovanni Villani

Mettiamo la Cultura Chimica al centro

Nei prossimi giorni ci saranno le elezioni dei due vicepresidenti della SCI. Io, da candidato, accolgo volentieri l’invito del blog “La Chimica e la Società” per esplicitare la mia idea programmatica. Da sempre, accanto al lavoro di ricerca di chimico teorico, mi sono occupato di didattica, divulgazione e diffusione della cultura chimica. Nel triennio 2016-2018 sono stato Presidente della Divisione di Didattica Chimica della SCI, ma per me la didattica della chimica, nella sua accezione più ampia possibile, è assolutamente interdivisionale e la sua sottovalutazione può portare grossi problemi per tutta la chimica.

Per evitare, tuttavia, una lista di “farei” in questa presentazione sul blog, preferisco mandare un lavoro che già avevo intenzione di scrivere per il Blog dove sono in primo piano alcune esigenze generali della Chimica. Essendomi da sempre occupato di queste problematiche, mi piacerebbe portarle al centro del dibattito in SCI e, con il supporto della più antica e grande associazione disciplinare scientifica, sostenerle.

La parola “cultura” è una delle più vaghe e con poliedrici significati. In questo contesto, però, per me essa significa semplicemente tutto quello che riguarda la “chimica e basta”, senza ulteriori specificazioni, senza gli aggettivi “organica”, “biologica” o “analitica”. Questo campo è ampio perché in esso, oltre agli aspetti fondanti e caratterizzanti della chimica, rientrano tutte le relazioni che questa disciplina ha con le altre discipline e, soprattutto, con la Società. Rientrano in questo ultimo tema, infatti, l’attenzione al ruolo che hanno la tecnologia e le applicazioni chimiche (attività che hanno un ruolo preponderante nella vita quotidiana di tutti), gli aspetti etici della chimica, l’immagine della chimica, eccetera.

Mettiamo la Cultura Chimica al centro significa, quindi, riappropriamoci dei temi caratterizzanti della chimica e diamo il giusto peso a tutte le problematiche del rapporto tra chimica e società. Diamo il giusto peso alla didattica della chimica, che è il modo in cui a scuola i cittadini (e possiamo dire proprio tutti i cittadini, fortunatamente) vengono in contatto con la chimica. Purtroppo non sempre la insegnano i chimici e in tanti casi da Presidente della Divisione di Didattica ho potuto rilevare grandi problemi di metodo. Se l’immagine della chimica è problematica nella società, una parte del problema è nella didattica della chimica. Diamo il giusto peso alla divulgazione chimica, a quei pochi che ci “provano”. Come sono desolanti gli scaffali delle librerie sugli argomenti chimici, rispetto a quelli ben più corposi che parlano delle altre discipline scientifiche!

Nessuno nega l’importanza di approfondire gli aspetti specifici della chimica e dell’esigenza, nella scienza del XXI secolo, di declinare la nostra disciplina in sotto-discipline e argomenti sempre più specifici. Nessuno, tuttavia, può negare l’importanza di creare una cornice unitaria alle ricerche/applicazioni su questi temi specifici, di lavorare anche su quello che unifica la chimica e non solo su quello che la divide (se ci pensate un attimo, anche la Società Chimica Italiana è articolata in Divisioni e il termine non è causale).

Per concretizzare questi discorsi facciamo due esempi, uno legato al “2019 Anno Internazionale della Tavola Periodica degli Elementi Chimici” dell’Unesco e l’altro alle problematiche plastic-free che si stanno diffondendo.

Il 2019 è stato un anno importante per la diffusione della chimica e la valorizzazione della sua cultura. La coincidenza dell’anno della Tavola Periodica, del centenario della nascita di Primo Levi e del centenario della IUPAC (e anche della nostra rivista La Chimica e l’Industria) ha portato a un fiorire di iniziative con la chimica al centro, sia negli aspetti divulgativi sia in quelli applicativi e industriali sia nei suoi aspetti più generali storico-filosofici. Per esempio in quest’ultimo ambito, per la prima volta è stata tenuta in Italia, a Torino città natale di Primo Levi, la 23° Conferenza annuale della International Society for the Philosophy of Chemistry, anche se di italiani non ce ne erano molti. L’anno si chiuderà il 6 Dicembre, presso l’Accademia dei Lincei, con una serie di conferenze di altissimo livello e con la cerimonia di premiazione del prof. Vincenzo Balzani, vincitore della seconda edizione del “Primo Levi Award”, premio internazionale istituito nel 2017 dalla Società Chimica Italiana e dalla Gesellschaft Deutscher Chemike, con il supporto della famiglia di Primo Levi e del Centro Internazionale di Studi Primo Levi.

Non sarà facile nel 2020, e in quelli che verranno, duplicare una tale mole di iniziative, ma compito essenziale di noi chimici e della nostre articolazioni (SCI, Ordine dei Chimici e dei Fisici, Federchimica, PLS, ecc.), è far sì che la fine del 2019 non rappresenti la fine di tali tipi di iniziative, aspettando i prossimi anniversari.

Sulle problematiche legate alla plastic-free io credo che noi chimici dobbiamo fare una forte e accurata riflessione. È da qualche tempo che esiste il “progetto” plastic-free e i relativi spot televisivi. Questa idea è nata contro la plastica monouso, ma mescola liberamente la lotta a questo uso della plastica con la lotta alla plastica tout court. Se si cerca in rete si vede facilmente questo miscuglio. Un banale esempio, facilmente rintracciabile in rete, è: “Plastic-free significa letteralmente ‘liberi dalla plastica’. Questa è la denominazione di quei comuni italiani che per primi hanno deciso di schierarsi contro l’uso della plastica, nel tentativo di salvaguardare i nostri mari e territori. Comuni guidati da amministratori competenti, i quali hanno firmato e promulgato ordinanze per mettere al bando la plastica usa e getta”.

Io credo che l’idea di combattere la plastica monouso (ma io direi il “monouso” in generale) sia positiva e assolutamente da incentivare. La nostra società non si può permettere, per motivi plurimi (energetici, di materiale, di inquinamento, ma anche banalmente perché “anti-educativo”), questo rapporto con i prodotti del lavoro umano. Il passaggio dalla lotta alla plastica monouso alla lotta alla “plastica” e, perché no, alla lotta alla “chimica”, dato che la plastica è la “manifestazione” più evidente della chimica, è dannoso, in generale, e pericoloso per noi chimici. Nessuno nega, e noi per primi dobbiamo farcene carico, le problematiche ecologiche legate alla plastica (per ultimo il problema delle microplastiche, ben esemplificato da Luigi Campanella su questo blog), ma io credo che una scelta irrazionale contro la “plastica” potrebbe portare più danni che vantaggi all’ambiente.

Questo tipo di problematiche anti-plastica, inoltre, mi sembrano in accelerazione. Prima gli spot che passavano in televisione “tra la plastica e il pianeta, scegli il pianeta” (come se fosse possibile scegliere una qualsiasi altra cosa rispetto al pianeta) li pubblicizzava solo il cantante Marco Mengoni; ora, è stato affiancato da un gruppo di scienziati: un palentologo, un fisico (una donna Premio Nobel di cui non ricordo il nome), un matematico e un biologo, (ovviamente nessun chimico) per dargli anche un peso scientifico.

Anche la politica si è mossa, inserendo una tassa sulla plastica nella manovra di bilancio. Se sia un modo per ricavare soldi o un ri-orientamento dell’attività produttiva non è chiaro e le idee a proposito sono discordanti. Il messaggio che passa, tuttavia, è chiaro (o equivoco, se volete):

Ritornando a noi, è essenziale che siano i chimici in primo luogo a portare le riflessioni generali al centro del dibattito, a dare “risposte” a domande che, pur nella loro confusione, richiedono una corretta analisi e a formulare proposte concrete; in definitiva, a mettere, con uno spot: la Cultura Chimica al centro.

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