Quali vantaggi un chimico ha ad iscriversi alla SCI?

Gaetano Guerra

La Società Chimica Italiana è una associazione in buona salute, che sotto la presidenza di Angela Agostiano ha raggiunto quasi quattromila iscritti. Ma l’amico Claudio Della Volpe, responsabile del blog SCI, mi invita a rispondere alla domanda: Quali vantaggi un chimico ha ad iscriversi alla SCI?

La risposta è semplice. Ogni attività umana è valorizzata dalle relazioni sociali e la conoscenza, la ricerca e l’innovazione come pure la didattica non fanno eccezione, anzi sono estremamente dipendenti da quello che oggi si chiama “networking”.

L’importante merito che la SCI ha sempre avuto verso la Chimica Italiana è stato quello di potenziare connessioni tra le competenze chimiche del mondo accademico, del mondo industriale, delle professioni e della scuola, nonché tra le varie discipline chimiche.

Queste connessioni sono ancora più importanti adesso che l’innovazione industriale ed importanti settori dell’economia si appoggiano sempre di più ai principi della “Open Innovation”, che mette in atto reti che includono università, start-up, istituti pubblici e privati ed aziende.https://www.id106.org/che-cose-lopen-innovation/

Nel triennio della mia presidenza, cercherò di potenziare tutto ciò che tenda a favorire contatti interdisciplinari, favorendo anche contatti con competenze ormai indispensabili per tante attività di ricerca e professionali del chimico, quali quelle degli ingegneri, dei fisici, dei biologi e dei medici. Ma soprattutto cercherò di aumentare i contatti tra chimici accademici, dell’industria, delle professioni e della scuola. Come strumento saranno ad esempio utilizzati degli eventi satellite di interesse industriale al nostro congresso triennale (SCI2020, Milano 13-17 settembre), che hanno avuto già un ottimo riscontro nel congresso 2017 di Paestum.

A Milano eventi satellite intersettoriali ed interdisciplinari si terranno su argomenti molto caldi quali sostenibilità di polimeri e compositi, principi attivi e formulazioni in cosmetica e valorizzazione di scarti della filiera agroalimentare.

5 pensieri su “Quali vantaggi un chimico ha ad iscriversi alla SCI?

  1. Esimio Presidente,
    vorrei tanto iscrivermi alla SCI ma sono molto amareggiato e prima di compiere quest’importante scelta vorrei sapere se la SCI ha affrontato e risolto definitivamente i seguenti problemi.
    1. Perchè i chimici non possono insegnare chimica nei licei?
    2. Negli istituti tecnici è previsto l’insegnamento di tecnologie chimiche, disciplina non contemplata nei corsi di laurea in chimica ma di pertinenza precipua degli ingegneri chimici. L’insegnamento di questa importantissima materia rientra nella stessa classe di concorso degli insegnamenti di chimica analitica e chimica organica, queste due ovviamente di pertinenza dei chimici ma anche degli ingegneri chimici. La SCI ha lavorato per creare una classe di concorso distinta, accessibile solo agli ingegneri, riservata proprio all’insegnamento di tecnologie chimiche? Un povero chimico che insegna in un istituto tecnico deve rischiare d’insegnare una disciplina mai studiata, che dovrebbe essere insegnata solo da ingegneri, con risultati disastrosi per gli allievi?
    3. Perchè la SCI ha chiuso gli occhi sulla soppressione dell’insegnamento della chimica fisica negli istituti tecnici?
    4. La SCI è favorevole all’alternanza scuola lavoro? Dopo l’entrata in vigore della legge 107/2015, disonestamente spacciata per “buona scuola”, credo che pochissimi dirigenti abbiano provveduto a svolgere l’immane mole di lavoro connesso a cominciare dalla ricerca di enti disponibili a convenzioni, tutto grava sulle spalle di pochi docenti volenterosi.
    5. Insegnare chimica seriamente costa per i prodotti, le strumentazioni, i DPI, la manutenzione, etc. La SCI ha contribuito all’incremento dei fondi pubblici pro-didattica della chimica?

    Spero in un futuro migliore.
    Alberto Alessandro Giamburno

  2. Da quando l’alternanza scuola lavoro è obbligatoria non si insegna più chimica.
    Invece d’insegnare chimica si spreca prezioso tempo, altrimenti dedicabile alla didattica vera, in progetti del peto o inseguendo titolari delle strutture con cui accendere convenzioni ed ai quali genuflettersi finchè non chiedono soldi alle scuole.
    E fortunato il chimico a cui il dirigente non assegna l’insegnamento d’impianti.
    Dov’è la SCI?

  3. La problematica sollevata nei commenti dei colleghi è ben nota alla Divisione di Didattica e al MIUR. Nella mia veste di Presidente della Divisione cercherò di rispondere agli appunti che sono stati fatti alla SCI.
    Per quanto riguarda cosa possono insegnare i chimici, sono andata personalmente al MIUR nel luglio dello scorso anno ed ho incontrato la dirigente Brancaccio. La risposta che ho avuto è stata “siamo consapevoli del problema e ne terremo conto nella revisione delle classi di concorso”. Purtroppo, con l’avvicendarsi dei Governi e dei ministri preposti, la situazione ha avuto una battuta d’arresto, ma continuerò personalmente a pressare il MIUR chiedendo altri incontri. Ci tengo a precisare che anche i presidenti della Divisione che mi hanno preceduto si sono spesi perorando presso il MIUR la causa dei docenti di Chimica e questo dimostra che la Divisione di Didattica è sempre stata attenta e interessata alle problematiche della scuola.
    Altro punto riguarda la diminuzione delle ore di Chimica che è un grave problema non solo per la riduzione dei posti di lavoro, ma anche e soprattutto per una questione culturale (e qui non mi dilungo perché so che, parlando con dei chimici, sfondo una porta aperta). E’ inutile dire che questo è un altro aspetto che mi sta molto a cuore e mi batterò per far sentire la voce dei chimici nei luoghi “del comando”.
    C’è, però, una cosa da sottolineare che nel dibattito non è emersa e che ci rende deboli rispetto ai biologi, ai fisici, agli architetti, etc. I chimici sono pochi di loro e, se questo non bastasse, non sono “corporativi”, come dimostra chiaramente il piccolo numero dei docenti chimici iscritti alla Divisione di Didattica.
    Dovremmo, allora, tenderci la mano a vicenda: la Chimica per aver maggior peso anche nei confronti del MIUR ha bisogno che i docenti di chimica che lavorano nella scuola si iscrivano alla Divisione di Didattica della SCI. Badate bene, il mio non è un ricatto è semplicemente una constatazione dei fatti. Se ho alle spalle una buona compagine di colleghi, quando vado a parlare con i dirigenti del MIUR non mi sentirò più dire che sto portando avanti le istanze di un numero esiguo di persone.

    Margherita Venturi, Presidente della Divisione di Didattica della SCI

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