11 febbraio: Donne e ragazze nella Scienza. Margarete von Wrangell

Rinaldo Cervellati

Sfatare i miti, sconfiggere i pregiudizi, superare gli stereotipi, accelerare il progresso dell’umanità promuovendo iniziative volte a favorire la piena parità di genere in un settore cruciale come quello scientifico. È questo l’ambizioso obiettivo della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. L’evento, istituito dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre del 2015 e patrocinato dall’UNESCO, si celebra ogni anno l’11 febbraio.

La giornata mondiale per le donne e le ragazze nella scienza nasce con il preciso intento di mostrare l’infondatezza delle discriminazioni di genere attraverso il racconto dei successi e delle conquiste ottenute dalle donne che hanno avuto il coraggio di fare scienza in un mondo dominato dagli uomini. Se, per fare un esempio, finora sono stati assegnati alle donne solo 20 premi Nobel in ambito scientifico su oltre 600, questo dipende unicamente dal cosiddetto effetto Matilda, ovvero dalla tendenza a sottovalutare e a sminuire i risultati scientifici conseguiti dalle donne, frutto di un sessismo molto forte anche all’interno della comunità scientifica.Negli ultimi anni il gender gap complessivo è certamente diminuito, ma in maniera poco omogenea e a ritmi decisamente troppo lenti.

Fonte: https://oggiscienza.it/2019/02/11/giornata-mondiale-donne-ragazze-scienza/

Per questi motivi il post di oggi è una breve biografia inedita di Margarete von Wrangell, scienziata poco nota in Italia, che fra molte avversità è stata la prima donna professore ordinario in un’università tedesca.

Margarete Mathilde von Wrangell (1877-1932)

Margarete Mathilde von Wrangell è stata una chimico-agraria baltico-tedesca[1], prima professoressa ordinaria in un’università tedesca. Scienziata poliedrica, i suoi interessi di ricerca spaziarono dalla chimica organica alla radiochimica, giungendo alla sua prediletta chimica delle piante.

Margarete von Wrangell

Nacque il 7 gennaio 1877 a Mosca dall’antica casata nobile tedesco-baltica dei Wrangell e trascorse la prima infanzia fra Mosca e Reval (oggi Tallinn, capitale dell’Estonia), dove frequentò una scuola femminile tedesca.

La sua prima allusione alla chimica appare in una lettera a suo nonno, scritta quando aveva otto anni. “Il nostro dottore” scrisse “ha prescritto fosforo per i topi e arsenico per me”[1]. Nei periodi di vacanza da scuola, trascorsi nella tenuta di famiglia, cominciò ad amare e capire le piante, sognando che un giorno sarebbe diventata capo di un grande istituto sulla nutrizione delle piante in Germania.

Nel 1894, dopo aver superato l’esame di diploma con il massimo dei voti, tenne per diversi anni lezioni private di scienze, seguendo nel contempo corsi di pittura e scrivendo racconti. Tuttavia queste attività, riservate principalmente alle donne, non le davano soddisfazione, non si sentiva realizzata. “Non capisco questo mondo stravagante. Ero così stanca di tutto. Non c’è davvero niente di eccitante, siamo solo salariate viventi?” [2]

La svolta nella vita di Margarete avvenne nel 1903, quando dopo aver seguito un corso estivo di botanica all’Università di Greifswald, una città sulle rive del Mar Baltico, decise di iscriversi a un’università [2].

Quando apprese che le studentesse non erano benvenute nelle prestigiose università tedesche di Greifswald o Marburg, scelse Tübingen, che dal 1904, per la prima volta nella sua storia, ammetteva alcune donne.

Scrisse: “Sono stata particolarmente apprezzata dal chimico Wislicenus[2].

E ancora: “Anche se alcune persone considerano formule ed equazioni come le ossa secche della chimica, io vi trovo qualcosa di così classico, la purezza e la bellezza senza l’inflessibilità dei numeri matematici, ma con la vita che pulsa sempre attraverso di loro ” [1].

Nel 1909 la sua tesi di dottorato in chimica: “Isomerism of the formyl ester of elutaconic acid and its bromine derivatives”, discussa cum laude, fu pubblicata a Tübingen. Nello stesso anno Margarete ottenne un posto di assistente alla Stazione Agraria Sperimentale della Reale Società Agraria di Dorpat, in Estonia, dove la sua abilità divenne presto riconosciuta. Tuttavia questo lavoro era troppo routinario per lei che lo lasciò per andare a Londra a studiare radioattività sotto la guida di Sir William Ramsay[3].

In una lettera al professor Wislicenus scrisse: “Sir William è molto gentile e soprattutto amichevole e affascinante. Dopo alcuni fallimenti, ho deciso di lavorare in silenzio da sola per un po’, per provare qualcosa di nuovo. Ho letto molto e fatto i miei esperimenti sulla base dell’amato sistema periodico. Dopo tre settimane, con i miei quattro piccoli preparati e gli appunti scritti in inglese su tutto quello che avevo scoperto, sono andata da Ramsay”[1].

Con sua sorpresa, Ramsay le fece sincere congratulazioni.

L’episodio è indice dello spirito di iniziativa e capacità di ricerca indipendente già nella giovane Margarete, riconosciute dallo stesso Ramsay.

Gli studi riguardavano il torio, von Wrangell li continuò a Strasburgo, nell’Istituto di chimica inorganica e fisica diretto dal professor Edgar Wedekind (1870-1938). Nell’anno e mezzo passato a Strasburgo ha collaborato anche alle prime analisi del minerale zirconia proveniente dal Brasile.

Nel 1911 Margarete von Wrangell andò a Parigi per studiare con Marie Curie. “Sto lavorando con cento litri di soluzione di uranio, una quantità che riempirebbe due botti di vino. Mme. Curie, che era molto interessata alla mia ricerca sul torio, mi ha affidato questo lavoro proprio per questo motivo”. [1]

A causa della grave malattia di Marie Curie, tuttavia, Margarete von Wrangell lasciò presto Parigi e tornò a Reval, dove fu incaricata della Stazione Sperimentale della Società Agricola Estone.

Quando nel 1916, a causa della guerra, lo zucchero divenne molto scarso a Margarete venne l’idea di modificare le molte distillerie estoni, moderne e ben attrezzate divenute inattive per divieto, in fabbriche di zucchero e fecola di patate. Condusse personalmente un impianto di sciroppo zuccherino che era stato trasformato da una distilleria in base al suo progetto. Ma la Rivoluzione Russa le impedì di continuare. A causa del suo rifiuto di cedere la direzione del laboratorio fu arrestata e imprigionata per tre settimane in un capannone insieme a un centinaio di altre donne.

Per tener alto il morale improvvisarono lezioni, Margarete parlò delle sue ricerche sui fertilizzanti fosfatici e altri nutrienti per le piante [1].

Von Wrangell in laboratorio

Nel 1918 von Wrangell riuscì a espatriare in Germania, dove dall’estate dello stesso anno lavorò presso la Stazione di Ricerca Agricola di Hohenheim. A partire dal 1920, divenne capo dipartimento. Le sue ricerche si concentrarono sul comportamento del fosforo nel suolo e sull’ottenimento di fertilizzanti da minerali estoni contenenti potassio e fosforo, gettando le basi per una fiorente industria dei fertilizzanti in Estonia.

Nel 1920 ottenne l’abilitazione all’insegnamento in chimica all’Università di Hohenheim con una tesi sull’assorbimento di acido fosforico e le reazioni del suolo. Nel 1923, fu nominata professore ordinario di Nutrizione delle Piante nella stessa Università. Con il sostegno finanziario del governo, le fu assegnato un proprio Istituto, dotato di laboratori e un campo sperimentale. L’anno precedente era stata eletta membro del Kaiser Wilhelm Institute di Berlino, diretto a quel tempo da Fritz Haber, che riconobbe le sue scoperte come un grande progresso in agricoltura.

Nel decennio 1920-1930 pubblicò ventisei articoli riguardanti la richiesta di acido fosforico di diverse piante, un rapido metodo colorimetrico per determinare l’acido fosforico in soluzioni diluite, le leggi sulla solubilità e la loro applicazione a fosfati terziari, l’assorbimento di acido fosforico e la reazione del suolo, la solubilità e la disponibilità dell’acido fosforico nel suolo, la determinazione del potassio in soluzioni molto diluite come quelle usate nei terreni, la crescita di piante in soluzioni molto diluite, la velocità di assorbimento degli ioni nelle piante, la concimazione azotata e il colore dei fiori, lo iodio atmosferico e il suo ruolo nelle piante.

Nel 1928 sposò il principe Vladimir Andronikow, conosciuto in gioventù, che era stato dato per morto durante la Rivoluzione Russa, ma miracolosamente scampato e rifugiato in Serbia da dove diede notizie di sé nonostante la censura. Margarete e Vladimir si amarono teneramente, lui l’aiutò e la sostenne nella stesura del libro The nutrition and fertilization of plants. Von Wrangell ha continuato a dirigere l’Istituto di Hohenheim fino alla sua morte, il 21 marzo 1932.

Al di fuori dei circoli professionali, la vita e il lavoro scientifico di Margarete von Wrangell erano noti soprattutto attraverso la sua biografia, pubblicata dopo la sua morte e intitolata Margarethe von Wrangell. A woman’s life from 1876 to 1932. From diaries, letters and memories represented by Prince Vladimir Andronikov. Il libro, in tedesco, è stato pubblicato per la prima volta nel 1935 e ha avuto diverse edizioni.

Nella Repubblica Federale Tedesca, Margarete von Wrangell fu “riscoperta” dal movimento femminista. La sua straordinaria vita l’ha resa una figura centrale negli studi moderni sulle donne e identità di genere. Dal 1970 numerose pubblicazioni hanno esaminato aspetti della sua vita e del suo ambiente sociale. Nell’ambito della ricerca storica di genere nel settore agricolo, è classificata come pioniera dell’agricoltura moderna.

Nel 1992 il governo della Renania Settentrionale-Vestfalia creò la Fondazione Margarethe von Wrangell (Margarethe von Wrangell-Stiftung e. V.), che promuove la collaborazione tra università e settore delle Piccole e Medie Industrie. Nel 1997 il Ministero della Scienza del Baden-Württemberg ha lanciato il Programma di abilitazione per le donne Margarete von Wrangell, che promuove l’abilitazione di giovani donne scienziate.

Opere consultate

https://en.wikipedia.org/wiki/Margarete_von_Wrangell

Bibliografia

[1] M.E. Weeks, Margarethe von Wrangell: Das Leben einer Frau, 1876-1932 (Wladimir Andronikov), recensione, J. Chem. Educ., 1938, 15, 298-299.

[2] S.M. Schwarzl, W. Wunderlich, (2001). “Zum Beispiel: Margarete von Wrangell”. Nachrichten aus der Chemie, 200149, 824-825.

[1] I baltico-tedeschi (Baltendeutsche) sono un gruppo etnico abitante le coste orientali del Mar Baltico, in quelle che oggi sono Estonia e Lettonia. Dal 1939 questo gruppo si è notevolmente ridotto. I loro discendenti vivono attualmente in Germania e in Canada. Si stima che alcune migliaia risiedano ancora in Lettonia ed Estonia.

[2] Gustav Wilhelm Wislicenus (1861-1922), chimico tedesco, figlio di Johannes Wislicenus, fu professore ordinario di chimica organica a Tübingen. Si occupò, fra l’altro, del tautomerismo cheto ↔ eno, chiarendone la natura.

[3] Sir William Ramsay (1852-1916), chimico scozzese, studiò particolarmente i gas nobili, scoprì l’argon insieme a Lord Rayleigh, ottenne il premio Nobel per la chimica nel 1904.

3 pensieri su “11 febbraio: Donne e ragazze nella Scienza. Margarete von Wrangell

  1. Suggerisco di integrare la bibliografia citando:
    Marianne Offereins, “Margarethe von Wrangell, Fürstin Andronikow (1876–1932)”
    in “European Women in Chemistry”,
    Jan Apotheker e Livia Simon Sarkadi (eds.),
    Wiley, 2011, p.55.

    La pubblicazione del volume è stata promossa da EuCheMS in occasione dell’Anno Internazionale della Chimica.

  2. Come suggerito da Marco Taddia, di Margarete von Wrangell, una biografia di Margarete von Wrangell è contenuta nel libro:
    “European Women in Chemistry”,J. Apotheker e L. S. Sarkadi (eds.), Wiley, 2011, pp. 55-57, scritta da Marianne Offereins, “Margarethe von Wrangell, Fürstin Andronikow (1876–1932)”.

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