La penna a sfera e il suo inventore, Laszlo Biro

Rinaldo Cervellati

La penna a sfera, comunemente nota come penna biro, o semplicemente “biro”, è una penna che eroga inchiostro (di solito in forma di pasta) da una punta metallica a forma sferica. Il metallo comunemente usato è acciaio, ottone o carburo di tungsteno. Il modello è stato concepito e sviluppato come un’alternativa più pulita e affidabile alle “cannette” a pennino tuffato nei calamai e alle penne stilografiche, ed è ora lo strumento di scrittura più utilizzato al mondo: ne vengono fabbricati e venduti circa 14 milioni al giorno. L’inchiostro di questa penna di solito penetra attraverso la carta più facilmente rispetto ad altri tipi di penne. Di conseguenza, la biro ha influenzato anche la progettazione grafica dando luogo a un genere di opere d’arte.

Esempio di opera realizzata con penne biro

La penna prodotta dalla Bic ha un posto permanente nella collezione del Museum of Modern Art di New York.

Il concetto di utilizzare una “punta a sfera” all’interno di uno strumento di scrittura come metodo per applicare l’inchiostro sulla carta esisteva fin dalla fine del XIX secolo. In queste invenzioni, l’inchiostro veniva inserito in un tubo sottile la cui estremità era bloccata da una pallina, trattenuta in modo tale da non poter scivolare nel tubo o cadere dalla penna.

Il primo brevetto per una penna a sfera fu rilasciato il 30 ottobre 1888 a John J. Loud[1], che stava tentando di realizzare uno strumento in grado di scrivere su superfici ruvide, come legno, carta da pacchi grossa e altri articoli, che le penne stilografiche non potevano fare. La penna di Loud aveva una piccola sfera d’acciaio rotante, trattenuta da un morsetto. Sebbene potesse essere usata per marcare superfici ruvide come la pelle si rivelò troppo dura per scrivere lettere. Senza fattibilità commerciale, il suo potenziale non fu sfruttato e il brevetto alla fine scadde.

La produzione di penne a sfera economiche e affidabili come quelle odierne sono nate dalla sperimentazione, dalla chimica moderna e dalla capacità di fabbricazione di precisione dell’inizio del XX secolo. I brevetti depositati in tutto il mondo durante i primi sviluppi sono testimoni di tentativi falliti di rendere le penne commercialmente valide e ampiamente disponibili. Le prime penne a sfera non distribuivano uniformemente l’inchiostro; traboccamento e intasamento sono stati tra gli ostacoli che gli inventori hanno dovuto affrontare per sviluppare penne a sfera affidabili. Se la presa sulla sfera era troppo stretta o l’inchiostro troppo spesso, non avrebbe raggiunto la carta. Se la presa era troppo lenta o l’inchiostro fosse troppo sottile, la penna avrebbe avuto perdite o l’inchiostro avrebbe macchiato.

László Bíró, giornalista ungherese, frustrato dalla quantità di tempo che sprecava riempiendo penne stilografiche e ripulendo le pagine macchiate, notò che gli inchiostri utilizzati nella stampa dei giornali si asciugavano rapidamente, lasciando la carta asciutta e senza sbavature. Decise di creare una penna usando un analogo tipo di inchiostro. Bíró chiese l’aiuto di suo fratello György, un chimico, a sviluppare formule di inchiostro viscoso per nuovi modelli di penna a sfera.

L’innovazione di Bíró accoppiò con successo un inchiostro di viscosità giusta con una sferetta metallica e meccanismo a bussola che agivano in modo coordinato per evitare che l’inchiostro si asciugasse all’interno del serbatoio consentendo un flusso controllato. Bíró presentò la sua invenzione alla Fiera Internazionale di Budapest nel 1931 e depositò un brevetto a Parigi nel 1938.

László Bíró

Ma, qual è stata la vita di László Bíró ?

Nacque il 29 settembre 1899 a Budapest, figlio di Mózes Mátyás Schweiger e di Janka, nata Ullmann, entrambi di origine ebraica. Il suo nome di famiglia è in realtà László József Schweiger, successivamente ispanizzato in Ladislao José Biro. Dopo aver intrapreso gli studi medici, il giovane László si interessò di ipnosi, una tecnica che al tempo godeva di grande popolarità, con successo anche economico. László abbandonò gli studi e si dedicò ai lavori più disparati: negli anni venti e trenta fu pilota di automobili, doganiere, agente di borsa, pittore di quadri surrealisti e collaboratore del settimanale Avanti. Nel tempo libero, invece, Bíró si dilettava a progettare e creare congegni insieme al fratello György. Dal sodalizio tra i due fratelli nacquero diverse invenzioni, ad esempio un vetro resistente ad alte temperature, un prototipo di lavatrice, una serratura anti-scassinamento e un cambio meccanico automatico per auto, quest’ultimo venduto nel 1932 alla General Motors.

Nel 1940, i fratelli Bíró e tutta la famiglia fuggirono dalla Francia occupata per evitare le persecuzioni naziste e si rifugiarono prima in Spagna e poi in Argentina, dove László ottenne la cittadinanza e vi restò per tutta la vita. In Argentina, insieme a Juan Jorge Meyne, formarono la “Bíró Pens of Argentina”, producendo un nuovo modello di penna a sfera e depositando il brevetto nel 1943. La loro penna fu venduta in Argentina come “Birome” (acronimo dei nomi Bíró e Meyne).

Pubblicità della Birome

I costi di produzione erano però piuttosto elevati e la penna a sfera risultava essere un prodotto d’élite. Le pionieristiche intuizioni di Bíró, infatti, non furono seguite da un successo industriale e commerciale. Il nuovo modello fu concesso in licenza all’inglese Henry Martin, che produsse penne a sfera chiamandole “biro” per gli equipaggi della RAF. Le penne a sfera risultavano infatti più versatili delle penne stilografiche, specialmente ad alta quota, dove queste ultime erano soggette a perdite di inchiostro.

Disilluso dallo scarso successo del suo prodotto in Argentina, László Bíró vendette il brevetto a Marcel Bich[2], un industriale piemontese naturalizzato francese. Bich ideò un modello di penna pratico ed economico, utilizzando materiali meno costosi e facilitando il passaggio dell’inchiostro dal tubo alla sfera, riuscendo a produrre una penna abbattendo i costi del 90% e avviando la sua produzione in serie. Togliendo la “h” finale del suo nome, a partire dal dicembre 1950 la Société Bic commercializzò la prima penna a sfera in Europa (la penna, chiamata BIC Crystal, costava cinquanta centesimi di franco). Alla fine degli anni cinquanta, Bic deteneva il 70% del mercato europeo. Negli USA la penna di Bíró non era stata brevettata e diverse industrie (Parker, Sheaffer e Waterman) cominciarono a far concorrenza alla penna europea, ma la Société Bic acquistò il 60% delle penne Waterman nel 1958 arrivando al 100% nel 1960. La penna Bic fu quindi commercializzata in tutto il mondo, con uno sfolgorante successo.

Penne a sfera Bic nei 4 colori principali

Bíró, a causa della sua incapacità di gestione imprenditoriale, a differenza di Bich non si arricchì con i guadagni della sua invenzione, e da quel momento in poi condusse una vita modesta. Continuò a dipingere e a progettare nuove invenzioni. Lavorò dapprima per un’altra azienda argentina produttrice di penne a sfera, fondata da un vecchio fornitore della “Bíró Pens of Argentina”, e poi al servizio del governo argentino per conto del quale studiò l’uranio arricchito. Si spense, infine, a Buenos Aires il 24 ottobre 1985. In Argentina si festeggia la «giornata degli inventori» il 29 settembre, giorno della nascita di Biro, gli è stato inoltre dedicato un asteroide (Il 327512) Biro, scoperto nel 2006.

L’inchiostro della penna a sfera è normalmente una pasta contenente circa il 25-40% di colorante. I coloranti sono sospesi in un solvente organico. I solventi più comuni sono l’alcol benzilico o il fenossietanolo, che si mescolano ai coloranti per ottenere una pasta liscia che asciuga rapidamente. I coloranti utilizzati nelle penne a sfera blu e nere sono coloranti a base di triarilmetano e coloranti acidi derivati da composti diazoici o ftalocianina. I coloranti comuni con inchiostro blu (e nero) sono il blu di Prussia, il blu di Victoria, il viola di metile, il viola di cristallo e il blu di ftalocianina. Il colorante eosina è comunemente usato per l’inchiostro rosso.

BIC continua a dominare il mercato anche nel 21° secolo. Parker, Sheaffer e Waterman hanno un piccolo mercato esclusivo di stilografiche e costose penne a sfera. La versione moderna molto popolare della penna di Laszlo Biro, la BIC Crystal, ha un fatturato giornaliero di 14 milioni di pezzi in tutto il mondo. Biro è ancora il nome generico per la penna a sfera usata nella maggior parte del mondo.

Opere consultate

https://en.wikipedia.org/wiki/Ballpoint_pen

https://en.wikipedia.org/wiki/L%C3%A1szl%C3%B3_B%C3%ADr%C3%B3

https://it.wikipedia.org/wiki/L%C3%A1szl%C3%B3_B%C3%ADr%C3%B3

La storia di Ladislao José Biro, inventore della penna a sfera

https://www.ilpost.it/2016/09/29/ladislao-jose-biro/

Inventor Laszlo Biro and the Battle of the Ballpoint Pens

https://www.thoughtco.com/ballpoint-pens-laszlo-biro-4078959

[1] John Jacob Loud (1844 – 1916), statunitense, è stato un inventore noto per aver progettato il primo tipo di penna a sfera.

[2] Marcel Bich (1914 – 1994) è stato un imprenditore italiano nato a Torino, naturalizzato francese nel 1930. La sua capacità imprenditoriale spaziò dalla penna a sfera ad accendini, rasoi, calze e collant, windsurf e barche a vela.

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