Disinfezione e Covid.

Luigi Campanella, già Presidente SCI

La disinfezione, a maggior ragione nell’attuale emergenza che coinvolge non solo gli operatori professionali, ma tutti i cittadini, va vista ormai come un’attività integrata che deve coinvolgere la quotidianitá.

Tutto quello che si tocca può infettarci,  perchè le mani sono un veicolo per trasferire germi dalle superfici che ci circondano a noi e da noi a chi ci sta intorno: tavoli, scrivanie, sedie, maniglie, interruttori, telefono, tablet, dispositivi touch screen, tastiere, lavandini, wc.

E’ importante inoltre la disinfezione di luoghi di aggregazione come negozi, palestre, scuole, comunità. Per ridurre la possibilità di infezione e contaminazione microbica in un mondo sempre più affollato di persone e di oggetti, è quindi necessario riesaminare la nostra quotidianità.

 I luoghi nei quali l’utilizzo di prodotti disinfettanti risulta ormai fondamentale sono molteplici, in primis ospedali, case di cura, resort per anziani, ma anche palestre, centri benessere, circoli sportivi. Bisogna prestare la massima attenzione a quegli oggetti che sono utilizzati e toccati più volte al giorno, agli oggetti neonatali che vengono portati alla bocca dai bambini ed anche ai servizi igienici. Per quanto riguarda covid19 risultano particolarmente efficaci i formulati alcolici e le soluzioni di sodio ipoclorito, che possono risultare attive anche ai fini della protezione ambientale e che nelle formulazioni più recenti ed innovative hanno perduto qualsiasi possibilità di  nuocere agli utilizzatori e le sgradevoli caratteristiche organolettiche. I prodotti vengono registrati come presidi medico chirurgici o dispositivi medici a seconda del campo di impiego dal Ministero della Salute a differenza dei comuni detergenti ed igienizzanti. La registrazione viene accordata dopo la valutazione di congrua documentazione che dimostri l’efficacia del prodotto su microorganismi specifici,  la sua stabilità nel tempo, il tipo di pericolo per l’uomo. I test sono regolati da norme internazionali e devono comprovare l’efficacia del prodotto alle condizioni d’uso nei confronti di microorganismi patogeni, di batteri, di virus,  di funghi, di muffe. Circa il metodo di somministrazione del prodotto sanificante la sanificazione a volume ultrabasso (cosiddetta ULV)  mediante nebulizzazione è tra le più applicate, soprattutto nel caso di derivati del cloro o dell’acqua ossigenata, disinfettanti  dichiarati dall’OMS, in grado di distruggere il virus del covid.

https://www.radiobombo.com/news/86897/trani/coronavirus-sanificazione-del-comune-di-trani-e-dell-infopoint-turistico

La nebulizzazione ULV viene effettuata con particolari erogatori che nebulizzano la miscela in particelle micrometriche che possono essere irrorate da distanze fino ed oltre 10m, saturando e disinfettando quindi completamente l’ambiente considerato. Durante la sanificazione e per le successive ore gli ambienti devono essere lasciati ad esclusiva disposizione degli operatori. Oggi la sanificazione d’emergenza si può condurre agendo con miscele che rilasciano nel tempo acido peracetico oppure con ozono prodotto dalle scariche elettriche su ossigeno. Questa soluzione è. particolarmente sostenuta, come é ovvio, dalla SIOOT (Societá Italiana di Ossigeno ed Ozono Terapia).  In passato venivano impiegati comuni ossidanti, dal cloro alla clorammina, dallo iodio al permanganato, all’acqua ossigenata o alternativamente soluzioni acquose di formaldeide, fenolo, alcool etilico.

https://www.iss.it/detergenti-disinfettanti-e-disinfestanti

Alcuni dei sanificanti agiscono combinandosi con le sostanze proteiche dei batteri modificandoli o alterandoli. Le proprietá richieste che vengono  talora sacrificate sono la stabilità e l’innocuità, il mancato potere corrosivo nei confronti dei materiali comuni. Anche mezzi fisici sono stati applicati come il calore secco, l’aria calda, il vapore acqueo, anche sotto pressione, aggiunto di formaldeide o carbonato sodico. Una soluzione ulteriore è fornita dalle malte, vernici ed asfalti fotocatalitici, utilizzati anche per la Galleria di Roma che li ha resi famosi: si tratta di materiali nei quali il materiale di base è additivato con diossido di titanio ed un attivatore elettronico capaci di produrre sotto l’azione della luce UV del sole (ma anche di luce artificiale opportuna) radicali liberi a partire dalle molecole di ossigeno ed acqua presenti in ambiente. I radicali liberi prodotti provvedono con la loro elevata reattività a distruggere composti chimici tossici e microorganismi. Nel caso di sanificazioni ambientali non in condizioni di emergenza si può intervenire facendo circolare con continuità sotto aspirazione l’atmosfera dei locali da bonificare attraverso filtri ossidanti.

Proposte recenti sono tornate su un vecchio tema che parte da esperienze datate parecchie decine di anni fa relative all’azione antibatterica, antimicrobica, anti virale della radiazione UV con riferimento alla scelta della lunghezza d’onda selettiva nei confronti del microorganismo da abbattere. La selettivitá è richiesta tenuto conto dell’azione nociva per l’uomo di alcuni intervalli di lunghezza d’onda nel campo spettrale dell’ulltravioletto.

Un aspetto di certo correlato alla esigenza di sanificazione ambientale è quello dell’igiene personale a partire dalla super-raccomandazione per il lavaggio ripetuto delle mani. Il lavaggio con acqua si è già rivelato da guardare con prudenza ed attenzione visto che dalla comparsa del virus e dalle sollecitazioni a lavarsi le mani il consumo di acqua, una risorsa non solo preziosa, ma in certi casi purtroppo non disponibile, è cresciuto di circa il 40%.

Una delle massime funzioni della pelle è fare da barriera e protezione del nostro organismo dall’ambiente esterno. Lo strato più esterno della pelle, l’epidermide, è normalmente abitata e colonizzata da microorganismi, soprattutto batteri, ma anche funghi e virus che formano la flora batterica, comunemente distinta in residente e transitoria. Mentre la prima difficilmente porta ad infezioni, anzi grazie alla sua presenza ostacola la crescita di batteri patogeni, entrando con essi in competizione, la seconda deriva da contatti con persone e cose infettate da germi patogeni. La frequenza di tali contagi è maggiore di quanto si possa credere: in Italia si attestano circa 500.000 casi di infezioni ospedaliere da contatto con altri malati, medici, personale paramedico o direttamente da oggetti contaminati. Le mani di una persona ospitano in media 300 specie diverse di microorganismi con una densità di popolazione che va da 40.000 a 500.000 batteri per centimetro quadrato. Per ovvie ragioni le mani, anche a prescindere dal covid 19, sono quindi da considerare importanti veicoli di trasmissione di germi da una persona all’altra.

I principali fattori che influenzano la trasmissione di infezioni sono la carica di microorganismi  patogeni e le caratteristiche delle superfici contaminate, in particolare il loro livello di umiditá che al crescere facilita il passaggio dalla superficie alle mani di un maggior numero di batteri, fino a 1000 volte di più. Alla ricerca di sostituti dell’acqua per il lavaggio delle mani potenzialmente contaminate sono state proposti come soluzioni l’alcool, i tensioattivi cationici, i gel disinfettanti a composizione variabile a seconda della marca, la clorexidina (un bis-biguanide), alcuni tensioattivi anionici e neutri a forte azione detergente: tutti prodotti testati in situazioni diverse,  in particolare per la disinfezione di ospedali, case di cura, scuole, asili, caserme.

Un’ultima nota riguarda i dispenser che contengono i prodotti disinfettanti e che non vengono mai considerati, sbagliando, come fonti di contaminazione. Questi dispositivi sono toccati da mani sporche, venendosi cosi a creare le condizioni ideali per il trasferimento di microorganismi. Ciò dovrebbe spingere verso  l’adozione di dispenser no touch, evitando il contatto fra mani e distributore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.