Giornata mondiale dell’ambiente 2020

Claudio Della Volpe

Questo blog dalla sua fondazione persegue l’obiettivo della discussione, della presa di coscienza, dell’azione e delle proposte concrete sui temi della chimica e dell’ambiente; siamo pienamente coscienti che viviamo un’epoca, l’Antropocene, in cui l’azione umana nei confronti della Natura ha raggiunto un peso insostenibile, che rischia di danneggiare irreversibilmente la rete della natura con riflessi importanti anche su noi stessi.

La crisi è generale, fu denunciata già decenni fa da gruppi isolati di scienziati (si pensi a Limits to growth e ad Aurelio Peccei,  a Rachel Carson, a Barry Commoner e in Italia a Giorgio Nebbia, a Enzo Tiezzi, a Francesco Dondi, a Guido Barone) ed oggi è divenuta consapevolezza comune grazie alle prese di posizione di grandi istituzioni come l’ONU o la Chiesa cattolica.

Noi sappiamo oggi che una crescita economica continua (inclusa quella della popolazione) e votata al raggiungimento del massimo profitto è sbagliata e deve essere cambiata; la produzione lineare che accumula nella biosfera gas di scarico delle combustioni (ossidi di carbonio, azoto e zolfo), prodotti di sintesi non degradabili (POPs, metalli pesanti), che altera tutti i cicli degli elementi distruggendone il delicato equilibrio globale, che fa scomparire decine di specie all’anno sottraendo o inquinando territorio per i bisogni di una sola specie, la nostra, non è compatibile con la sopravvivenza della rete naturale e con la nostra stessa sopravvivenza.

Il riscaldamento globale, la pandemia del coronavirus, l’inquinamento delle acque e dell’aria sono la prova di quanti limiti naturali sono stati violati; la situazione di degrado ha superato ogni livello di guardia. Le centinaia di migliaia di morti da coronavirus non sono un fulmine a ciel sereno ma il risultato combinato di distruzione e abuso delle zone selvatiche, di consumi eccessivi di carne e di riduzione o inesistenza dell’assistenza sanitaria pubblica.

Ovviamente c’è bisogno di cambiamenti tecnici: energie rinnovabili e riciclo dei materiali sono certamente necessari e urgenti; ma c’è soprattutto bisogno di cambiare obiettivi di vita, modi di produzione e riproduzione della nostra vita materiale, organizzazione sociale ed economica; molte delle regole attuali sono incompatibili con il controllo di questi fenomeni, non solo la tecnologia dominante, la combustione dei fossili; a partire da un mercato che è libero solo per i grandi profittatori e speculatori. Il mercato moderno è sostanzialmente incompatibile con la sostenibilità.

Non basta cambiare tecnologia; un mondo sostenibile non è un mondo votato al massimo profitto, alla crescita continua ma che usa le rinnovabili, l’auto elettrica e fa il riciclo. No, non bastano.

E’ un mondo diverso, dove le diseguaglianze sono ridotte o assenti, dove si produce per i bisogni non per il profitto, dove la Scienza è uno strumento di conoscenza e di condivisione , non di potere.

Ecco perché, pur solidali con i contenuti dei documenti che sono stati prodotti dalle tante associazioni ambientaliste dobbiamo distanziarci dai titoli e da certo linguaggio usato.

Quando per esempio Legambiente titola: La chimica che inquina l’acqua https://www.legambiente.it/h%E2%82%82o-la-chimica-che-inquina-lacqua/

un rapporto certamente condivisibile e ben fatto; ma ci sono due cose da ricordare:

non è la chimica come tale che inquina l’acqua, cioè l’uso di sostanze prodotte  industrialmente e basta; ma è un uso smodato e scorretto delle medesime da parte di organizzazioni produttive che non sono sufficientemente controllate e che hanno come obiettivo non soddisfare bisogni ma fare soldi; la chimica si può usare diversamente per esempio per produrre i materiali che poi costituiscono l’ossatura delle energie rinnovabili, ma  anche i processi che servono a depurare l’acqua di scarico e ricondurre sotto controllo il ciclo principale messo fuori uso dall’uomo: il ciclo dell’acqua.

Il rapporto di Legambiente è giusto ma almeno il titolo è sbagliato insomma; e direi anche il trascurare che c’è una chimica positiva che aiuta, che pulisce, che depura, che ricicla.

Tutto è chimica, compresa l’acqua! dunque non è possibile che sia la chimica COME TALE che inquina, sono gli uomini che la usano male, sono gli speculatori, quelli che mettono avanti a tutto l’economia e il profitto, che inquinano, quelli che si nascondono dietro una risciacquatura verde, ma in realtà fortemente ingannevole come l’ENI la principale industria nazionale di fossili  che invece di cambiare registro continua a sostenere che il metano ci da una mano (ma sfortunatamente è un gas serra di molto peggiore della CO2) e che si maschera dietro le finestre fotovoltaiche a bassa efficienza, dietro il ripassone di scienze  per addomesticare i futuri consumatori; ma quei consumatori sono soprattutto futuri cittadini a cui noi chimici, svincolati dal ricatto delle grandi industrie dominanti il mercato e spesso la ricerca, dobbiamo dire la verità: cambiare la tecnologia, cambiare il modo di produrre, tenere a freno la crescita della popolazione e l’occupazione di territorio, riequilibrare i cicli degli elementi a partire dal carbonio, lasciare liberi il mare ed i selvatici per un mondo effettivamente sostenibile; produrre per vivere meglio e non vivere per produrre sempre più.

10 pensieri su “Giornata mondiale dell’ambiente 2020

  1. Provo tanta amarezza e sconforto, il problema è anche culturale, politico ed antropologico.
    L’avidità e la cupidigia di pochi danneggiano tutti.
    Ai tempi di Nostro Signore la maggioranza scelse Barabba, ai nostri giorni la maggioranza delle persone, quando deve scegliere la classe politica, nella migliore delle ipotesi preferisce gli incompetenti ai competenti o, peggio, i farabutti agli onesti.

  2. Sacrosanta reazione. Contrastiamo il consolidarsi, anche truffaldino, di un “senso comune”
    antiscientifico. E’ e sarà durissima, ma la realtà delle cose è forte. Importante è non rinunciare ad esporsi.

  3. la ringrazio della segnalazione, avevo visto questo ripassone e ci sono parecchie imprecisioni; mettiamo in guardia gli studenti: meglio evitare il ripassone ENI!!!!

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