L’ennesima strage da trascuratezza chimica.

Claudio Della Volpe

L’esplosione di Beirut di ieri ha prodotto almeno 100 morti e oltre 4000 feriti; 2750 ton di nitrato di ammonio (circa 1600 metri cubi) letteralmente “abbandonate” in un deposito del porto di Beirut da sei anni dopo un sequestro; prima dello scoppio si è sviluppato un incendio con una gran colonna di fumo e solo dopo la gigantesca esplosione. Questo a stare alle dichiarazioni riportate dalle istituzioni libanesi.

Immagine dal New York Times di oggi

Del nitrato di ammonio abbiamo parlato ripetutamente su questo blog, è la molecola a due facce per eccellenza, concime ed esplosivo il nitrato di ammonio incarna le due facce della chimica, ma soprattutto le due facce, l’ambiguità con cui noi umani affrontiamo i problemi e le cose della vita e della Natura.

(da nextquotidiano)

 (https://www.95047.it/libano-due-potenti-esplosioni-al-porto-di-beirut-almeno-dieci-morti-feriti-anche-due-militari-italiani/)

(da giornalenuovaimmagine.it)

Alle 6 di sera ora locale di ieri 4 agosto 2020 (le 5 di pomeriggio in Italia) si è verificata questa gigantesca esplosione, (in uno dei due edifici nella parte destra del molo, immagine qui sottto) i cui effetti si sono sentiti anche a centinaia di chilometri di distanza. (qui un filmato dell’esplosione da una telecamera fissa o anche qui, si vede chiaramente che PRIMA dell’esplosione c’è stato un incendio di notevoli proporzioni con una gran colonna di fumo).cosa è rimasto dopo l’esplosione (dal Corriere della sera)

la distruzione dal sito della stampa:

https://video.lastampa.it/esteri/beirut-le-impressionanti-immagini-dal-satellite/117984/118003

Beirut e il Libano sono in una situazione sociale e politica difficile come altri paesi del medio oriente e questo certamente ha costruito il contesto dell’esplosione, ma ricordiamo che esplosioni poderose di questo medesimo tipo si sono verificate negli ultimi decenni anche negli impianti di produzione come in Texas nel 2013 o a Tolosa nel 2001, a pochi giorni dall’11 settembre, o nel porto di Tianjin nel 2015.

Ovviamente si discuterà a lungo se l’esplosione non abbia ricevuto un aiutino da qualche gruppo terroristico, ma sinceramente se si guarda alle sue conseguenze diffusamente tragiche e soprattutto se si pensa che quel materiale è lì da sei anni il pensiero del chimico è che sia solo l’ennesimo risultato della trascuratezza dell’uomo, catalizzata dalla situazione sociale, ma che aveva le sue basi nel non rispetto delle regole di gestione più elementari di una sostanza che ha mostrato la sua pericolosità ripetutamente e che viene usata d’altronde come esplosivo.

L’incendio precedente all’esplosione ha ragionevolmente prodotto le condizioni dell’esplosione.

La chimica non è né buona né cattiva e gli uomini sono sempre gli stessi, cercano i complotti e dimenticano i fatti.

Da aggiungere che la reazione esplosiva produce ovviamente tutti gli ossidi di azoto gassosi che sono tossici ad elevate concentrazioni, dunque l’atmosfera per parecchio tempo rimarrà intrisa di questi gas.

Da altre informazioni sembra che adiacente al deposito ci fosse una fabbrica di fuochi artificiali; nelle prime ore è circolata dunque l’ipotesi che un incidente in questa fabbrica ha prodotto una prima esplosione e successivamente l’incendio prodotto e le esplosioni locali hanno innescato quella del nitrato di ammonio; un filmato (qui sotto) supporterebbe questa ipotesi; nei prossimi giorni vedremo quale è la ipotesi giusta.

https://youtu.be/HlYp59ZSdPs

7 pensieri su “L’ennesima strage da trascuratezza chimica.

  1. Cari amici,
    basta cercare su Wikipedia e si trovano decine di incidenti (“blasts”) con simili cause, tanto è vero che nei paesi civili ci sono stringenti regole di sicurezza sullo stoccaggio del nitrato d’ammonio (per incidens, alla Radio Rai sento parlare indifferentemente di nitrato di ammonio e di sodio…tanto è lo stesso, no ?), basta poi non rispettarle…sui rischi dell’ NH4NO3 ed il suo uso con l’aggiunta di cherosene come esplosivo da mina parlavo ogni anno nel corso di inorganica, giunto alla descrittiva del Gruppo 15 (ex- V Gruppo).
    Ora come minimo mi aspetto che il mio Direttore dell’ SPPR faccia una circolare chiedendo di indicare la presenza nei laboratori di ogni potenziale sostanza esplosiva, con l’obbligo di eliminarla o conservarla in particolari ambienti protetti… già il mio laboratorio (un normale laboratorio di sintesi organometallica) è stato classificato come il più rischioso dell’ università, al livello quattro (rischio di incendio di solventi, avvelenamento, diretta morte per intossicazione, esplosione, amputazione traumatica di arti, perdita di organi di senso etc).
    Una delle motivazioni addotte è stata “la presenza di più di un reattivo” nel laboratorio stesso… lascio a voi ogni commento…in 35 anni di lavoro il max incidente è stato un taglio ad un dito per il frantumarsi di un rubinetto di vetro bloccato…

  2. L’ipotesi che nei pressi ci fosse una fabbrica di fuochi d’artificio, sembra corroborata da uno dei video (il secondo postato da Claudio) nel quale effettivamente in mezzo al fumo sembrano scintillare fuochi artificiali.

  3. Pingback: La chimica-fisica nell'esplosione di Beirut - www.pellegrinoconte.com

  4. Post Scriptum : ho letto l’articolo di Pellegrino Conte. Mi pare si trascuri che l’ammoniaca, che si produce nella terza reazione citata, può anch’essa (e mi pare molto probabile che in quelle condizioini di temperatura lo faccia) reagire con l’ossigeno ed ossidarsi rapiodamente. L’intervallo di infiammabilità in aria è tra il 16/18 % ca ed il 35 % ca in volume, quello di esplosività ca dal 15 al 28 %. Scegliete voi, mai i fumoni rossi da ossidi di azoto (direi NO2 che è colorata rosso bruno, NO ed N2O4 che io sappia sono incolori) sono comunque molto indicativi.

  5. qui l’analisi temporale del NYT sull’avvenimento con un incendio che sarebbe partito parecchi minuti prima anche dei primi scoppi e dunque che conferma l’idea dell’incidente che ha innescato l’esplosione; https://www.nytimes.com/2020/08/05/video/beirut-explosion-footage.html?action=click&module=Top%20Stories&pgtype=Homepage
    a proposito dei commenti fatti da alcuni esperti sui giornali sulla presenza di composti del Litio che proverrebbero da esplosivi e del colore del fumo vorrei aggiungere che il colore del fumo si usa nel caso degli esplosivi a base di nitrato di ammonio PROPRIO per caratterizzare l’esplosione; si veda qui per esempio a pag 71: https://www.oricaminingservices.com/uploads/Bulk%20Systems/QGN-mgmt-oxides-nitrogen.pdf
    una prova definitiva sulla composizione della nube si potrebbe avere da un’analisi diretta delle polveri residue che certo farà la magistratura locale; o da una analisi dei sensori del traffico di Beirut che certo valutano NOx od infine da un’analisi satellitare se c’erano satelliti attivi in quel momento

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