Chimica e medicina

Luigi Campanella, già Presidente SCI

 

Sono da sempre un aperto sostenitore dei reciproci supporti che medicina e chimica possono ottenere dalla loro collaborazione, in.passato non sempre così stretta e continua, oggi molto più attiva.

Due recenti notizie mi hanno confermato nella mia convinzione.

La prima fa riferimento alla raccomandazione del Ministero della Salute circa le condizioni di idratazione e adeguata nutrizione dei malati covid19, raccomandazione rispetto alla quale assume importanza, come osservato in più sedi, l’assunzione di vitamina C, principio attivo di molti agrumi. Da qui il moltiplicarsi di studi sugli agrumi. In particolare l’attenzione dei ricercatori è concentrata sulla composizione in flavonoidi considerati preziosi componenti alimentari con possibile attività antivirale, modulatori del sistema immunitario e sentinelle dell’organismo rispetto allo stress ossidativo associato all’infezione. Particolarmente presente negli agrumi l’esperidina è stata studiata per i suoi effetti benefici nel regolare il metabolismo e la pressione del sangue, nell’accrescere le capacità antiox dell’organismo. Con riferimento specifico al covid 19 sono emerse dagli studi due proprietà, la capacità dell’esperidina a legarsi alla proteina Spike del coronavirus impedendo il legame al recettore e quindi la penetrazione del virus nella cellula e la sua capacitá di inibire l’enzima proteolitico necessario alla replicazione del virus.

Oltre all’esperidina un altro flavonoide che può risultare utile nella lotta al covid 19 è la quercetina, antiossidante ed antiinfiammatorio, contenuto nei capperi, cicoria, piselli e cipolle.

Questi composti giovano all’organismo in quanto favoriscono il metabolismo dei carboidrati e dei lipidi migliorando le condizioni di salute ed evitando co-patologie che possono aggravare quella dovuta al virus. Ricerche sono ancora in atto in tutto il mondo e la speranza è quella di acquisire nuove e più profonde conoscenze in materia.

La chimica è senz’altro la disciplina a cui queste speranze sono affidate con maggiore concretezza. Alcune delle tecnologie analitiche innovative dedicano la loro attenzione proprio alle interazioni fra cellula ed analitica con essa a contatto ed agli effetti di tale interazione. Le cosiddette scienze omiche attraverso l’ analisi e caratterizzazione delle proteine e dei metaboliti forniscono conoscenze accurate e sensibili preziose in medicina.

La seconda notizia riguarda una vecchia posizione dei Chimici che finalmente sta emergendo  in oncologia: e riferita alla asserita necessitá di studiare l’ambiente circostante il tumore come prezioso indicatore di alterazioni e come supporto allo sviluppo di modelli di crescita del tumore stesso. Per interpretare le relazioni fra cellule tumorali e cellule circostanti diventano fondamentali due discipline, la bioinformatica capace di estrarre conoscenze significative dai set di dati sperimentali raccolti e proprio la chimica con la definizione delle composizioni e delle relative discontinuità. L’ambiente circostante il tumore potrebbe essere responsabile della sua crescita e quindi anche uno strumento di contrasto a questo processo. Potremmo parlare, d’intesa con alcuni medici di una sorta di cartografia molecolare per mappare il sistema tumorale. Il problema è però sperimentale: qualunque tecnica, anche la più sofisticata, fotografa il presente anche nel tempo, ma non sarebbe capace di interpretare le interazioni molecolari fra tumore ed ambiente circostante.

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Un nuovo settore delle scienze analitiche, la trascrittomica,  considera le relazioni intercellulari nello spazio e cerca di conoscere il contenuto di ogni singola cellula senza rinunciare ai dati sulla sua organizzazione e sul tessuto di cui fa parte. La parte della medicina che potrebbe avvantaggiarsi di più della trascrittomica è l’immunoterapia che agisce su bersagli generali e spesso non può essere utilizzata per le sue forti reazioni avverse. Con questo nuovo approccio si dovrebbe arrivare a comprendere quali siano i meccanismi che impediscono al sistema immunitario di colpire il tumore : per tale traguardo la conoscenza dell’ambiente circostante il tumore stesso è fondamentale ed ancora è la chimica che ci aiuta

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