Sicurezza, normativa e Covid-19

Luigi Campanella, già Presidente SCI

Dinnanzi alle emergenze, e di certo covid-19 lo è, si è a volte portati o costretti ad adottare iniziative che possono non corrispondere alle direttive ufficiali: poco male in alcuni casi, molto peggio in altri, quando il mancato rispetto di norme comporta danni ed incidenti. Ecco perchè proprio in corrispondenza di contingenze critiche la normazione  diviene attività di sicurezza per tutti ed i relativi Enti fondamentali garanti della responsabilità  sociale che deve presiedere alla gestione di questi periodi drammatici.

Cosi l’Ente Europeo di normazione ed i nazionali UNI ed ACCREDIA hanno in questo frangente operato per fungere da supporto delle diverse misure di contenimento e gestione dell’emergenza, anche intercettando aspetti di carattere organizzativo e gestionale. Tale supporto vuole trasformare la gestione di un’emergenza in quella di un cambiamento, non programmato, di uno scenario noto, strutturato, gestito secondo flussi, relazioni responsabilità, autorità, ruoli definiti e secondo schemi consolidati che inevitabilmente vengono reinvestiti.I problemi pratici che richiedono l’attenzione dei normatori sono tantissimi e di natura diversa. Le norme sono fondamentali per orientare e portare nel mercato l’innovazione nel settore delle mascherine, dei camici, dei guanti, ma anche del ricambio dell’aria, della disinfezione e sanificazione, delle strumentazioni idonee.

Due punti particolarmente discussi e di rilievo riguardano i rifiuti di nuova generazione legati alla pandemia e la didattica a distanza.

Per quanto riguarda il primo l’elevato consumo di mascherine ne ha fatto un rifiuto quantitativamente molto significativo e per questo molto pericoloso in caso di smaltimento selvaggio (nelle discariche,in mare): di qui la necessità di norme per la gestione di questo rifiuto e di altri ad esso collegati come guanti, camici, residui di gel disinfettanti.

Per quanto riguarda il secondo si tratta di esperienza relativamente nuova e da applicare improvvisamente e su larga scala: sono necessarie norme che garantiscano tutte insieme sicurezza, sostenibilità, qualità dell’insegnamento. Con riferimento all’Ente Nazionale durante l’emergenza UNI è stato un punto di riferimento a livello nazionale, non soltanto in quanto depositario attraverso le norme delle conoscenze tecniche necessarie alla riconversione, ma anche  come snodo di conoscenze e competenze di esperti (funzionari tecnici, industria, università, laboratori di prova, ordini professionali) e per lo sviluppo tempestivo di nuovi riferimenti normativi per colmare le lacune evidenziate dall’emergenza stessa.

L’UNI, Ente italiano di normazione, ha reso liberamente scaricabili le norme tecniche che definiscono i requisiti di sicurezza, di qualità e i metodi di prova dei prodotti indispensabili per la prevenzione del contagio da Covid-19.

Si tratta, in particolare, di maschere filtranti, guanti e occhiali protettivi, indumenti e teli chirurgici le cui caratteristiche tecniche ora sono liberamente accessibili in modo da facilitare le scelte di acquisto da parte delle pubbliche amministrazioni e la riconversione produttiva da parte delle imprese. Ma non solo UNI, anche gli inglesi si sono mossi e l’English Standard Institute BSI con la sua sezione Italia ha ora  resta disponibile una nuova versione delle linee guida “Il lavoro in sicurezza durante la pandemia da COVID-19”.

Il documento offre un approccio completo e pratico, applicabile a tutte le organizzazioni, indipendentemente dal loro settore o dimensioni. Le Linee guida forniscono raccomandazioni, basate sull’esperienza dei lavoratori e sul contributo di esperti, per lavorare in sicurezza durante la fase di ripresa dalla pandemia. La prima versione è stata migliorata ed estesa, sulla base delle informazioni più approfondite e più recenti, per aiutare a prevenire una seconda ondata. Le principali nuove clausole aggiunte sono:

  • Lavorare in sicurezza anche da casa
  • Gestione di casi sospetti o confermati di COVID-19
  • Luoghi di lavoro multipli e postazioni mobili
  • Uso sicuro dei servizi igienici
  • Segnalazione a soggetti esterni
  • Inclusività e accessibilità
  • Salute e benessere psicologico
  • Un aspetto che ancora fa fatica ad imporsi e che è più vicino a noi chimici riguarda i materiali: si preferisce normare e certificare la funzione, ma chi ha vissuto negli anni 80 la rivoluzione della REFERENZIAZIONE Analitica sa che questa scelta può non essere la migliore a garanzia dell’utenza

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