La TAC compie 50 anni

Luigi Campanella, già Presidente SCI

La TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) compie 50 anni (il primo dispositivo venne installato nel 1971 nell’Atkinson Morley’s Hospital di Wimbledon) e la festeggiano oltre alla medicina, anche numerose altre discipline che si giovano delle sue straordinarie capacità,a partire proprio dalle Scienze dei Beni Culturali e da quelle Ambientali, con particolare riferimento ai paleoambienti ed alla radiazione ambientale.

Godfrey Hounsfield, il suo inventore si pose per primo l’obiettivo di fotografare anche i tessuti molli del nostro organismo che le normali radiografie non riescono a distinguere. I raggi X vedono solo gli oggetti compatti più densi, come ossa ,ma non quelli composti per la maggior parte da acqua come i muscoli. Per raggiungere il suo fine Hounsfield con l’aiuto di un tornio su cui montò il macchinario per radiografie effettuò migliaia di scansioni attorno al campione e le fece elaborare da un computer per ottenere un’immagine tridimensionale.Tempo impiegato: 9 giorni, troppi per dare un significato pratico alla scoperta.Con una raccolta di fondi a cui contribuirono in misura significativa anche i Beatles nel 1971 fu realizzato il primo prototipo di apparecchiatura TAC applicata ad una paziente con cisti al cervello. Il suo costo è stato di 69000 sterline,l’equivalente di 1,5 milioni di euro di oggi. Nel 1973 compaiono le prime TAC installate negli ospedali.Lo strumento scatta 160 immagini per ogni spostamento di 1 grado nell’intervallo 0–180 gradi per un totale di 28800 radiografie successivamente elaborate da un computer in un tempo complessivo di 2h con un salto di velocità rispetto ai 9 giorni del prototipo precedente Nel 1973 compaiono le prime TAC negli ospedali, anche in Italia a Bologna. 6 anni dopo Hounsfield riceve il premio Nobel per la medicina insieme ad Allan McCormack.


Oggi con i successivi perfezionamenti la TAC riesce distinguere dettagli dell’ordine del decimo di mm ed a studiare anche organi in movimento come il cuore.Combinata con le IA (Intelligenze artificiali) sta contribuendo alla lotta contro i tumori ancor più che in passato. Tale lotta è uno degli obbiettivi più ambiti della ricerca scientifica del nostro tempo e si articola in due principali linee, prevenzione e cura.
Un esempio molto rappresentativo è offerto dal tumore del colon retto rispetto al quale un grande passo in avanti si sta realizzando nello screening: si va a caccia di quelle lesioni precancerose, polipi, alterazioni tessutali, ma con strumenti sempre più sensibili. Questi avanzamenti sono stati resi possibili grazie alle applicazioni dell’intelligenza artificiale a tali strumenti.La nuova tecnologia da un lato immagazzina milioni di immagini e di dati relativi a polipi di ogni foggia e dimensioni il che consente di catalogare per pericolo e per caratteristiche fisiologiche e dall’altro può essere definita un occhio di falco capace di stanare lesioni di 2mm in precedenza difficilmente rilevabili.
Oggi la TAC, come accennavo all’inizio, ha trovato applicazioni anche in campi diversi dalla medicina, in particolare archeologia ed archeo-metria ed ambiente. Uno degli studi più recenti ha riguardato le mummie dell’antico Egitto, raccogliendo su di esse preziose informazioni
Nel caso di reperti ipogei come le tombe la problematica della stabilità ambientale assume gravità diverse a seconda dei metri di profondità del suolo che insiste sul sito considerato: se questa profondità è di pochi metri alle oscillazioni termo-igrometriche interne si sommano.infatti quelle esterne che possono modificare la condizione interna con conseguenti pericoli per le opere interessate. La conoscenza accurata dello stato preliminarmente a qualsiasi intervento risulta pertanto fondamentale. In campo ambientale la TAC ha consentito lo studio di reperti fossili contribuendo ad importanti avanzamenti della paleoantropologia.In qualche caso la TAC ha smontato ipotesi suggestive su opere d’arte relative ai materiali ussti (pigmenti naturali o artificiali ?) o agli stessi autori o chiarito se su un quadro fosse intervenuto sia pure in tempi diversi più di un pittore.

La mummia di Usai: figlio di Nekhet e di Heriubastet (XXVI dinastia, 664-525 a.C.) per lui è arrivato il momento della T.A.C. al Malpighi di Bologna.

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