Cosa non dobbiamo più buttare nello scarico di casa.

Mauro Icardi

Nel marzo 2015 e stato pubblicato un mio articolo, che intitolai “ Cosa buttiamo nelle fognature?

 A distanza di più di sei anni devo riprendere il tema, modificando il titolo.

Nei sei anni trascorsi la gestione degli impianti di depurazione ha risentito fortemente delle modifiche dei regimi di caduta delle piogge. Ricordo per precisione, che le fognature sono ancora principalmente di tipo misto, raccolgono cioè anche acque di pioggia.

Le cronache meteorologiche dello scorso mese di luglio nella zona prealpina descrivono una situazione molto problematica.

Riporto dal sito del centro geofisico prealpino di Varese cosa accaduto a fine luglio.

Deciso cambiamento dal 24 a causa di correnti umide da SW, sospinte da una bassa pressione sulla Manica. Temporali forti e diffusi il 25 (forte grandinata Locarno-Avegno, tetto scoperchiato a Gallarate, grandinate abbondanti con strade imbiancate Lecco, h15 nubifragio a Varese e allagamenti, grandine a Orino fino 30 mm).
I temporali proseguono intensi anche nei giorni successivi. Il 26 in particolare su Valcuvia e Valganna. Il 27 nubifragi interessano il Mendrisiotto, il Lario (colate fango, interrotta SS Regina, a Cernobbio esonda torrente Breggia e distrugge il lungolago) e anche il Varesotto con allagamenti (Varese via Peschiera). Il 28 piogge battenti sul medio Varesotto (Brinzio 89mm, Cuvio 82 mm, Ganna=141 mm) e a ridosso del Campo dei Fiori. Esonda il torrente Tinella a Luvinate ed estesi allagamenti interessano Gavirate (frazioni Armino, Pozzolo e Trinità), Brusimpiano e Cuvio dove esonda il torrente Broveda.

Quando avvengono eventi piovosi di questa intensità, aumenta la quantità di materiale che viene raccolto dalle griglie poste a monte dei trattamenti successivi, cioè sedimentazione primaria e ossidazione biologica.

Negli scarichi di casa, siano essi quelli del lavandino di cucina, oppure quello dei servizi igienici non si devono assolutamente buttare materiali non biodegradabili.

Quindi no a plastica, bastoncini cotonati per orecchie, profilattici, parti di pannolini, rifiuti solidi di piccole dimensioni, mozziconi di sigaretta, stracci.

Mi sento di fare questa richiesta, perché tutto questo materiale provoca davvero problemi nel funzionamento delle fasi depurative. Manda in sofferenza i depuratori.

Basta guardare con attenzione questa immagine.

Dopo la giornata di pioggia del 28 luglio si è dovuto ripristinare il funzionamento della sezione di grigliatura.  La sezione di trattamento è rimasta fuori servizio per circa tre ore.  L’intervento non solo ha ripristinato il corretto funzionamento della fase di grigliatura, ma ha salvaguardato le successive fasi di trattamento. Evitando malfunzionamenti dovuti all’intasamento dei pozzetti dove sono installate le pompe, e i relativi sensori di livello. Il materiale che si vede, chiamato residuo di vagliatura non proviene dal dilavamento stradale. Arriva per i motivi più disparati dai nostri scarichi. Facciamo in modo di ricordarci di avere comportamenti attenti e responsabili, non solo nella gestione dei rifiuti, ma anche in quella della gestione dell’acqua che arriva nelle nostre abitazioni, prima di scaricarla.

La gestione di un bene prezioso come l’acqua richiede un atteggiamento di maggior attenzione, da parte di tutti. Solo in questo modo il termine “bene comune” assume un significato vero.

Piccola nota conclusiva: i colleghi addetti alla conduzione dell’impianto mi hanno chiesto di scrivere qualcosa, che raccontasse del loro impegno, quando si verificano situazioni come queste. Io ho accettato subito volentieri. In passato anche io ho preso in mano il badile. E loro lo ricordano. Se dovesse servire ancora, sanno che li aiuterei di nuovo. Purtroppo i fenomeni di piogge anomale si verificano piuttosto frequentemente.  E ci sono persone che si occupano di non interrompere mai né la fornitura, né la depurazione delle acque. Giusto e doveroso ricordarlo. E ringraziarli.

Un pensiero su “Cosa non dobbiamo più buttare nello scarico di casa.

  1. Le spugne in plastica usate nel lavello, quelle gialle e verdi per intenderci, dopo un po di utilizzo si sbriciolano nello scarico, a proposito di griglie, all’estero si vedono grossi grigliati lungo i canali agricoli dove raccolgono le plastiche

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