Roma: fra cultura e musei

Luigi Campanella, già Presidente SCI

In vista delle elezioni per il Sindaco di Roma i candidati hanno cominciato a parlare di quanto vorrebbero fare nel caso risultassero vincitori. Per quanto riguarda la cultura, uno dei temi più caldi, come Roma merita, la comune opinione è che la nostra capitale sia la ideale sede dell’agenzia dell’UE.

Il fatto che a novembre dell’anno scorso 45 sindaci di Città in tutto il mondo, da Città del Messico a Barcellona, abbiano firmato un protocollo che prende il nome dalla nostra città-la Carta di Roma 2020-è il segno dell’attenzione mondiale verso Roma e le sue risorse culturali.

Una chiave della ripartenza post-Covid sarà la capacità di valorizzare in modo innovativo  il nostro patrimonio culturale e turistico e tutta l’economia ad esso legata. Si dice che la bellezza salverà il modo: forse l’economia della bellezza potrà contribuire significativamente alla ripresa in Italia. I fondi del PNRR rappresentano di certo una straordinaria occasione che sarebbe imperdonabile mancare. Abbiamo assistito ad un nuovo rapporto fra pubblico e privato sui Beni Culturali ed anche il pubblico è finalmente più collaborativo. Roma che non per caso è stata scelta come sede del G20 della cultura che si e svolto pochi giorni fa con tanto di inaugurazione spettacolare al Colosseo merita di ospitare l’agenzia europea in forma definitiva, finora con sede a Bruxelles, guidata da un italiano, Roberto Carlini, succeduto alla direzione belga. G20 a Roma: «Tutti più poveri senza cultura»- Corriere.it

Il G20 della cultura ha prodotto un documento finale in 32 punti: sviluppare d’intesa con UNESCO forze nazionali a tutela del  patrimonio culturale, azioni forti e coraggiose contro l’impatto dei cambiamenti climatici, progetti a sostegno della formazione e delle imprese giovanili operanti nella cultura.

Tornando alla tornata elettorale per il Sindaco di Roma ed al dibattito in atto fra i candidati mi sarei immaginato che un tema caldo fosse il Museo/Città della Scienza di cui Roma soffre la mancanza e discute da quasi 50 anni. Invece al tema, a parte la generale ovvia considerazione che Roma come Capitale della Scienza e Ricerca del nostro Paese merita il Museo, poco viene dedicato.

In ambito museale il tema più discusso è quello del Museo di Roma, intendendo per esso ogni manifestazione museale in cui si parla e si tramanda la storia della nostra Città e il grande percorso della Civiltà Romana attraverso i secoli: dalle grandi famiglie romane alla Roma antica, dalla Roma rinascimentale a quella risorgimentale, dalla Roma barocca a quella moderna.

A Roma già esistono Musei che sono rivolti a questi fini (Museo di Roma, Museo Nazionale Romano, Museo della Civiltà Romana, Musei Capitolini) ed il dibattito si è incentrato sulla proposta formulata da uno dei candidati circa la possibilità di aggregare i contenuti dei differenti Musei all’interno di un unico Grande Museo di Roma da insediare in un’area strategica per la quale sono anche state indicate possibili collocazioni al centro della Città ( via dei Cerchi, edificio comunale exPantanella).

Il passaggio perciò è da quello che viene indicato come il modello diffuso al modello di Museo Unico e Centrale, il processo inverso a quello che in mancanza della realizzazione di un Museo della Scienza si è invece concretizzato in questi 50 anni: per sopperire a questa mancanza si sono sviluppati progetti ed iniziative (MUSIS, Settimana della Ricerca, Notte dei Ricercatori, Laboratori Aperti), basandosi sulla ricchezza di centri espositivi scientifici nella nostra città.

Il pericolo che vedo è rappresentato dalla politicizzazione del tema che può rappresentare un freno alla chiarezza del dibattito ed un freno a qualsiasi innovazione, oltre al rischio di escludere nella definizione delle scelte proprio la comunità che, venendo dal sistema culturale diffuso di oggi, è forse quella con maggiore esperienza e titoli per fornire utili suggerimenti.

Abbiamo purtroppo già vissuto. negli anni ’70 con i progetti del Museo della Scienza questa esperienza, in cui il dibattito per arrivare ad un modello ideale di Museo della Scienza per Roma si è trasformato in un confronto più politico che tecnico-scientifico.

È chiaro quali siano le caratteristiche dei due modelli: più vicino al territorio, più culturale, più economico uno, più fruibile, più rappresentativo, più propositivo il secondo. Un elemento di novità – ma quanto pertinente? – riguarda l’ipotesi di indirizzare il Museo diffuso verso compiti di protezione e conservazione, una sorta di policlinico del patrimonio culturale integrando quindi il sistema museale con università, Enti di Ricerca, parchi scientifici, Soprintendenze, candidando Roma ad essere la sede di una grande sperimentazione scientifica. Forse una pretesa troppo grande in relazione alle risorse e che invece potrebbe rivolgersi verso la creazione di un Centro Regionale di tale natura da realizzare a partire dal Distretto Tecnologico Culturale già esistente.

Da questa prospettiva si può invece certamente evidenziare la funzione didattica e formativa che l’organizzazione diffusa e decentrata di certo può agevolare, avvicinandosi ai cittadini anche di aree non centrali della città. Credo in definitiva che il problema sia un altro: come rendere un Museo Diffuso come se fosse un Museo Unico, il che vuol dire mantenere l’unità progettuale, pensare ad un sistema per coordinare gestione, promozione, comunicazione e fruizione di Musei ed aree archeologiche appartenenti a soggetti diversi (Stato, Roma Capitale, Accademie, Centri Culturali, Istituzioni private),facilitare la visitazione attraverso percorsi ed itinerari guida, supportati anche da mezzi di mobilità organizzata, istituire biglietteria integrata di accesso ai vari poli museali, disporre di una sede dove il patrimonio disponibile venga illustrato complessivamente lasciando poi al visitatore la scelta di come fruirne. Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione sviluppatesi prepotentemente in questi anni ci danno una mano a patto di non farle divenire un limite al necessario passaggio-promozione dall’informazione ai livelli superiori della conoscenza e della cultura.

Un pensiero su “Roma: fra cultura e musei

  1. Per attirare l’attenzione un museo deve avere una massa critica di reperti da visitare ma al giorno d’oggi sono importantissime le postazioni interattive e i laboratori Hand On.
    E anche molto importante attualizzare l’esposizione cioè far capire al visitatore come il passato influenzi il presente in modo che si metta a ragionare su come il presente influenzerà il futuro.
    Trasmettere la cultura significa anche trasmettere gli strumenti per una cittadinanza consapevole

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