Tassonomia e caffè.

Luigi Campanella, già Presidente SCI

Molto si muove sull’energia purtroppo con una permanente incertezza fra dichiarazioni ed atti concreti. Prima della pausa di fine d’anno la Commissione Europea ha stabilito il Ranking delle fonti di energia sostenibili ai fini delle precedenze negli investimenti finanziari. In questo Ranking troviamo anche il nucleare ritenuto importante per ridurre l’effetto serra.

Nel Consiglio Europeo, dove siedono i rappresentanti degli Stati membri si è anche sbloccato il primo atto delegato sul tema tassonomia, documento che ricomprende le attività che danno un contributo sostanziale alla mitigazione ed all’adattamento ai cambiamenti climatici, tenuto finora fermo proprio a causa del braccio di ferro sull’inserimento del nucleare ed anche del gas come fonti utili alla transizione verde.

Il presidente della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha illustrato la formulazione di compromesso: ok alle centrali a gas se sostituiscono un impianto a carbone e se emettono meno di 270 g di CO2 per kilowattora in media ed a quelle nucleari previa presentazione di misure per ridurre i rischi ambientali delle scorie.

Anche nel nostro Paese intorno alle energie alternative si sta sviluppando il dialogo fra ricerca ed economia. Cito l’esempio recente di SNAM che ha ottenuto buoni ritorni sul mercato dopo la promulgazione del piano di sviluppo nel campo energie alternative.

In particolare è l’idrogeno verde il settore sul quale si sono registrati ritorni di immagine e soprattutto di valore commerciale e di mercato.

SNAM dichiara di puntare ad un abbattimento totale della produzione di CO2 negli anni 2040 e porta a sostegno della serietà del suo impegno alcune situazioni dell’azienda; innanzitutto il fatto di essere già leader in Europa per differenti indici

– la riduzione delle emissioni dei fornitori 

– il peso della finanza green nel 2025 dentro il suo funding

– il dato degli investimenti nella transizione ecologica, 8 miliardi, cioè il 30% del valore delle opportunita 

– gli investimenti entro il 2040 e non ultimo 

– il partenariato industriale con De Nora la cui vivacità è dimostrata dalle joint venture internazionali firmate, (in particolare quella al 35% con un’azienda tedesca la Uhde ChlorineEngineers), dai solidi rapporti con il sistema bancario e dal ricco patrimonio brevettuale

I campi principali di intervento della De Nora che ne agevolano la corsa alle quotazioni in borsa sono le tecnologie elettrochimiche applicate al trattamento delle acque, ma che possono essere strategiche rispetto alla produzione di idrogeno verde, in relazione ai materiali elettrodici di cui De Nora è innovativa produttrice.

Il nodo è però un altro: quanto la ricerca dell’immagine e del ritorno di mercato resti documentazione e dichiarazioni a scapito di una chiarezza operativa con tempi e scadenze non tanto riferite ai traguardi finali ma agli step di avvicinamento ad essi.

Un altro nodo è il futuro della Sardegna. SNAM vuole metanizzarla, mentre Enel vorrebbe sviluppare in Sardegna le rinnovabili e la rete elettrica. E’ uno scontro decisivo. Quanto al cane a sei zampe, da alcuni anni la pubblicità di ENI mostra l’evoluzione del cane, attraverso varie fasi e vari colori: nero, giallo, blu, tricolore, bianco, fino al verde :già questa evoluzione di facciata -ENI publicizza ora anche ENI Cafè-alimenta dubbi circa la sua corrispondenza ad un’evoluzione programmatica ed operativa.