Colleghi inaspettati.

Mauro Icardi

Molto spesso su questo blog abbiamo scritto, e ci siamo decisamente rammaricati, di come la chimica sia, tra le discipline scientifiche quella che troppo spesso viene, in maniera molto superficiale, vista come la causa di molti se non di tutti i mali. Non è sempre facile superare le etichette ed i luoghi comuni, quando diventano patrimonio comune. Credo a questo proposito di saperne qualcosa. Come persona che predilige per i propri spostamenti la bicicletta e i mezzi pubblici spesso mi trovo a dover intavolare discussioni che rischiano di diventare a volte molto faticose.

Eppure la chimica, che ha avuto tra i suoi narratori migliori Primo Levi, è riuscita in qualche modo ad affascinare altri personaggi più o meno famosi a cui possiamo fare ricorso per cercare di combattere questa percezione negativa che si porta dietro, quasi come un fardello.

Sempre Levi quando doveva spiegare come si conciliasse il suo lavoro di chimico con quello di scrittore, si riferiva al linguaggio delle nozioni di chimica come un grande patrimonio di metafore e termini, che si potevano utilizzare anche in altri campi ed ambiti.

Ecco allora che il primo nome che mi viene in mente è quello di Johann Wolfgang von Goethe.

Nel suo quarto romanzo “Le affinità elettive”( 1809) Goethe utilizza gli argomenti dell’affinità chimica (da cui il titolo) come metafora delle relazioni interpersonali, narrando l’attrazione tra quattro personaggi che, non vogliono rinunciare ai loro legami reciproci, pur sentendosi attirati verso altre scelte dal punto di vista sentimentale. Significativo che Goethe utilizzi questo artificio narrativo ispirato dagli studi studi del chimico svedese Torber Olof Bergman che nel 1775 pubblicò “Una dissertazione sulle attrazioni elettive”

Un’altra persona che non è rimasta insensibile al fascino della chimica, anzi ha dichiarato di esserne sempre stato attratto è Jorge Mario Bergoglio ovvero Papa Francesco.

L’attuale Pontefice ha frequentato un istituto tecnico ad indirizzo chimico diplomandosi come perito, ha lavorato in Laboratorio ed ha insegnato chimica per qualche tempo. Nella recente intervista rilasciata nella trasmissione “Che tempo che fa” ha utilizzato per definire la sua passione per lo studio della chimica addirittura il termine seduzione. La chimica affascina quindi, e in qualche modo l’appartenenza del pontefice ad un ordine come quello dei gesuiti forse può aver rafforzato questa passione.

Anche l’ex cancelliera tedesca Angela Merkel che inizialmente consegui la laurea in fisica, successivamente lavorò all’istituto centrale per la chimica fisica dell’accademia delle scienze di Berlino, conseguendo poi il dottorato con una tesi di chimica quantistica.

 Chimica-fisica e chimica quantistica sono il presente ed il futuro della chimica, dal punto di vista teorico e da quello applicativo. Forse è questa la ragione che spinse l’ex politica tedesca ad intraprendere questo tipo di percorso formativo. Per altro in un paese che ha una grande tradizione (nel bene e nel male) nel campo. Basti pensare ai nomi di Fritz Haber e di Carl Bosh. Il primo ricordato per la sintesi dell’ammoniaca, il secondo per quella del metanolo.

  Un altro leader politico molto conosciuto ovvero Margaret Thatcher prima di diventare avvocato si laureò in chimica al Sommerville College dell’università di Oxford, e trovò lavoro come ricercatrice chimica presso la BX plastic. Successivamente si laureò in Giurisprudenza per intraprendere la carriera politica. Ma ebbe una significativa esperienza di lavoro nell’ambito della chimica industriale.

Bud Spencer invece si iscrisse al corso di laurea in chimica alla Sapienza di Roma dopo aver terminato gli studi al liceo, nel 1946. Le vicende legate al lavoro del padre lo costrinsero ad abbandonare gli studi.

Certo rimane una certa curiosità nell’immaginare un uomo con una corporatura imponente come la sua, muoversi agevolmente in un laboratorio chimico.

Rimanendo in ambito cinematografico, anche un famoso regista di origine italiana come Frank Capra, conseguì nel 1918 una laurea in ingegneria chimica presso il Throop Institute (futuro California Institute of Technology).

Sempre in ambito cinematografico un attore conosciuto per il ruolo di Ivan Drago nel film Rocky IV cioè Dolph Lundgren ha conseguito una laurea in chimica presso l’istituto reale di tecnologia di Stoccolma.

La Svezia e le sue istituzioni universitarie, non solo Stoccolma ma anche Uppsala hanno radicate e fiorenti tradizioni accademiche legate alla chimica. Ma anche per questo attore valgono le considerazioni già espresse per Bud Spencer!

 Questo è ovviamente un elenco non esaustivo. Anche altre due personalità dello spettacolo come l’attore Paolo Rossi, (diplomato perito chimico), il cantante Alex Baroni hanno affrontato lo studio della chimica.

Se si riesce a capirne la bellezza, se si è curiosi e attenti la chimica può dare davvero molto. Anche se questi personaggi sono diventati famosi svolgendo altre attività, il richiamo di questa disciplina li ha sicuramente incuriositi. E credo anche in qualche modo aiutati nello svolgere le loro nuove attività in maniera positiva.

10 pensieri su “Colleghi inaspettati.

  1. Anche il direttore d’orchestra Carlos Kleiber aveva studiato chimica all’ETH, in Zurigo, per volontà paterna. Poi prevalse la passione per la musica.

  2. D’accordissimo. Nel mio saggio “Il tesoro è la conoscenza”, contro la chemofobia, apparso su questo blog con un’intervista, cito le parole di Deborah Blum “la chimica non è la storia di qualche esperimento strano…, è la storia di come viene cucinata la cena, dell’effetto di un farmaco sul nostro corpo…”. Riporto una bellissima poesia di Alberto Cavaliere, che volle definirsi alchimista. E poi la storia di Primo Levi, salvato dalla chimica, come lui racconta nel suo libro “Se questo è un uomo”.

  3. E che dire di Aleksandr Borodin? Certamente grande e notissimo compositore russo, ma di professione era chimico, ricercatore in chimica organica e professore aggiunto di chimica presso l’Accademia di San Pietroburgo!

  4. Ho sempre pensato, e spesso detto ai miei studenti, che le note come gli elementi chimici, e perché no anche gli amminoacidi e le basi azotate, singolarmente poco significano, ma sapientemente combinate/i possono dare vita a sinfonie immortali!

  5. Grazie Mauro,
    inesauribile fonte di relazioni e … divertimento.

  6. Il bello della chimica è anche questo. Mendeleev era un pianista, Levi nel “Sistema periodico” definisce la tavola periodica come una delle più belle poesie mai scritte, sostenendo che in qualche modo ha anche le rime. Tutti questi collegamenti potrebbero aiutare a farla conoscere, se proprio non amare, di più. Serve una narrazione che possa avvicinare più persone. Qualcosa di analogo a quanto sta facendo Gabriella Greison per la fisica.

  7. Oddio, dell’onore che deriverebbe dalla presenza fra i chimici (in senso lato, visto che l’ex cancelliera è laureata in fisica) anche della Merkel e poi della Thatcher personalmente mi vanterei poco, visti i risultati di molte loro politiche (e qui mi fermo per non andare out of topic e scivolare nella polemica politica, vedi l’intervista di ieri alla Angela M.)….
    Non mi pare comunque abbiano mai esercitato il “mestiere del chimico”, come direbbe Levi.
    Di Papa Francesco credo di sapere per certo che la sua fu una vocazione relativamente tardiva, fece a tempo a lavorare oltre cha avere lavorato da perito chimico (si vocifera anche di sue amicizie femminili in gioventù, ma forse si esagera).

    • Beh Stefano è una chimica teorica e ha fatto una tesi di dottorato: “Investigation of the mechanism of decay reactions with single bond breaking and calculation of their velocity constants on the basis of quantum chemical and statistical methods” (German: ,,Untersuchung des Mechanismus von Zerfallsreaktionen mit einfachem Bindungsbruch und Berechnung ihrer Geschwindigkeitskonstanten auf der Grundlage quantenchemischer und statistischer Methoden”) pubblicata nel 1986.; se la mettiamo così molti illustri colleghi non hanno mai esercitato il mestiere di chimico nel senso di Levi; il fatto è che il senso del fare il chimico è cambiato negli ultimi 60 anni.

  8. Anche il compianto Mario Scotti Galletta, portiere della Canottieri Napoli e della nazionale di pallanuoto negli anni settanta e, tra l’altro, mio collega di corso alla Federico II di Napoli, sostenne diciassette esami al corso di Laurea in Chimica, prima di iscriversi e diplomarsi all’ÍSEF.

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