Vaccini e profitti: il covid-19 rimane con noi per difendere i brevetti.

Claudio Della Volpe

66.3% of the world population has received at least one dose of a COVID-19 vaccine.
12 billion doses have been administered globally, and 6.33 million are now administered each day.
Only 17.8% of people in low-income countries have received at least one dose.

https://ourworldindata.org/covid-vaccinations

La situazione attuale della pandemia e delle vaccinazioni è che mentre una buona parte del mondo occidentale é plurivaccinata, altri paesi in Africa, Sud America ed Asia è molto al di sotto del 25%; l’Africa in particolare è attorno al 10% della popolazione vaccinata.

https://lab24.ilsole24ore.com/vaccinazioni-mondo/#

Questa costituisce una sconfitta secca nei confronti della pandemia virale in quanto le persone non vaccinate sono un enorme serbatoio in cui incubano versioni nuove del COVID-19 che rimarranno con noi per molti anni trasformando la pandemia in problema perpetuo, una epidemia. E questa è GIA’ verosimilmente la situazione.

La pandemia non è finita e siamo alla mercé di omicron; potrebbe andarci bene o meno bene, ma non siamo in grado di fermarlo. Nel mentre gli introiti dei vaccini hanno superato i 26 miliardi di dollari fino a dicembre scorso (di cui il 70% profitti) e si avvicina il nuovo vaccino anti-omicron.

Come siamo arrivati a questa sconfitta?

Ci siamo arrivati certamente per la povertà di molti paesi e per la loro mancanza di un robusto sistema sanitario (che però dipende essenzialmente dal loro basso reddito, anche se dobbiamo dire che molti paesi ricchi mancano di un buon sistema sanitario pubblico, in primis gli USA, mentre la povera ed isolata Cuba ha sviluppato un vaccino da sola, cosa che noi italiani non siamo stati capaci di fare) ma prima di tutto ci siamo arrivati per la difesa a spada tratta da parte dei paesi ricchi dei privilegi brevettuali DEI LORO RICCHI PRODUTTORI DI FARMACI, spesso aiutati dai loro stati.

Un paio di settimane fa, mascherata dal clamore mediatico sulla guerra si è avuta una riunione cruciale della WTO, Organizzazione mondiale del commercio, l’organizzazione che controlla le regole del mercato globale e che dunque è la difesa del sistema capitalistico cosiddetto del “libero mercato”; la riunione era dedicata al problema di allentare le regole sui brevetti vaccinali.(leggete qua)

In questa riunione tenutasi a Ginevra, e dopo 2 anni di defatiganti discussioni, cosa si è concluso?

Difficile trovare sintesi sulla stampa italiana, qualcosa qui.

La riunione si era conclusa ufficialmente due giorni prima, dunque ci sono voluti i tempi supplementari per trovare una sorta di compromesso su vari temi: sicurezza alimentare, pesca e dazi moratori sui download oltre che vaccini.

La decisione sui vaccini corrisponde ad una revoca temporanea sui brevetti a vantaggio dei paesi poveri ed è limitata per molti aspetti pratici.

Anzitutto la risposta arriva troppo tardi e non è tale da poter migliorare per migliorare i risultati sanitari dei paesi in via di sviluppo contro il COVID-19.

La deroga non si applica alla produzione di test e trattamenti COVID-19 e il suo mandato non copre i segreti commerciali della produzione dei vaccini.

La dottoressa Patricia Ranald, convocatrice dell’Australian Fair Trade and Investment Network, ha affermato che l’accordo potrebbe non soddisfare le esigenze dei paesi in via di sviluppo. “Siamo rimasti delusi dall’accordo finale perché è un notevole indebolimento della deroga temporanea originale, proposta da India e Sud Africa“, ha detto. “La nostra preoccupazione è che questo non consentirà l’effettiva produzione di più vaccini e trattamenti e avremo ancora una situazione in cui la maggior parte dei paesi a basso reddito ha tassi molto bassi di vaccinazione… che prolungherà la pandemia“.

La proposta iniziale è venuta da India e Sud Africa e le resistenze maggiori da paesi come Svizzera e Inghilterra che detengono molti brevetti farmaceutici.

(Noto di passaggio che questa divisione riproduce anche quella sulla guerra in Ucraina a dimostrazione del fatto che il mondo è attraversato da profonde ed evidenti spaccature sociopolitiche)

Lo scontro era iniziato dal principio della pandemia ed era stato portato avanti dai “bricks” ossia i paesi cosidetti in via di sviluppo, capitalismi più piccoli ma robusti di varie zone del mondo, per esempio dal Brasile come racconta il premio Nobel Joseph Stglitz in un articolo tradotto anche in italiano su Internazionale di dicembre, ma che potete trovare in inglese qui. Si trattava di riconoscere che già l’articolo 73  dell’accordo TRIPS consente questo uso in deroga, ma la cosa non è passata; il governo Bolsonaro (quello che sta finendo di distruggere la foresta amazzonica) la ha bloccata usando i propri diritti di veto.

Dice Stiglitz: il senatore Paulo Paim ha presentato una proposta di legge che permetterebbe al paese di aggirare il Trips. La proposta si fonda sull’idea che l’articolo 73 dell’accordo fornisca a ogni governo l’autorità necessaria per sospendere i diritti di proprietà intellettuale. Se quest’opzione è già disponibile, perché tanti paesi aspettano ancora l’autorizzazione della Wto? La risposta è che, fin dalla creazione dell’organizzazione, i paesi ricchi hanno punito quelli in via di sviluppo quando hanno provato a prendere l’iniziativa su questioni del genere. Quando negli anni scorsi Sudafrica, Brasile, India e Thailandia hanno cercato di scavalcare i monopoli che rendevano troppo costosi i farmaci antiretrovirali contro l’Hiv , gli Stati Uniti e l’Unione europea si sono opposti e in alcuni casi li hanno perfino portati in tribunale.

Il nostro governo non ha fatto che seguire l’andazzo, d’altronde abbiamo un presidente del consiglio che è stato capo della banca europea e dunque uno dei rappresentanti di questo mondo di ricchi commercianti profittevoli e ultravaccinati.

Il papa aveva già espresso parere contrario, “abbandonare i nostri individualismi e promuovere il bene comune“. Il Pontefice riteneva necessario “uno spirito di giustizia che ci mobiliti per assicurare l’accesso universale al vaccino e la sospensione temporanea dei diritti di proprietà intellettuale“. Parole dette in un videomessaggio ai giovani partecipanti al “Vax Live”.

Il massimo è stato un compromesso striminzito, fuori tempo massimo e ormai poco utile; vediamo cosa succederà, ma ripeto il COVID19 è qui per restare come endemico, non ce ne libereremo mai più mentre i profitti delle grandi farmaceutiche (sempre ben supportate dai nostri stati, che potrebbero invece fare da soli) aumenteranno. Voi che ne dite?

7 pensieri su “Vaccini e profitti: il covid-19 rimane con noi per difendere i brevetti.

  1. Secondo me questa lettura non è corretta. I Paesi dove non ci sono percentuali di vaccinazione sufficientemente alte (e tra l’altro la mappa non è corretta visto che Indonesia e Kazakhstan hanno vaccinatorispettivamente 73.5% e 50% della popolazione) non sono necessariamente poveri, sono Paesi che per volontà politica non hanno vaccinato o che proprio non potevano ambire a vaccinare più di un 30-40% della popolazione. Per noi Europei può sembrare strano, ma Paesi dell’Africa sub-Sahariana in cui la maggior parte della popolazione ha meno di 14 anni non potranno vaccinare mai vaccinare il 100% della popolazione, ma realisticamente potranno arrivare al 25-30%, a causa di autorizzazioni pediatriche e diffidenze.
    Quanto al fatto che a causa dei brevetti la pandemia si allunghi, francamente mi pare esagerato. Un virus che si replica oramai per lo più nel naso, con un R di almeno 6, con vaccini che proteggono dal contagio al 60/70% (e che proteggono comunque di più dell’immunità “natiurale”) non si può fermare, nemmeno vaccinando tutti, neonati compresi.
    Molto condivisibile invece il commento sulla situazione sociopolitica globale. Temo proprio che faremo la fine dell’Isola di Pasqua, dove gli abitanti, occupati dalla conflittualità interna, sono andati incontro ad un collasso ambientale e quindi sociale, politico e umano.

    • Egregio lettore la mappa è estratta dalla pagina https://lab24.ilsole24ore.com/vaccinazioni-mondo/# ed indica le vaccinazioni per 100 abitanti; non ha senso indicare le percentuali di vaccinati come fa lei dato che non si sa QUANTE vaccinazioni abbiano fatto i vaccinati; ciò detto la arretratezza di un paese o la sua povertà che spesso coincidono sono dati di partenza e certo non ha loro giovato il costo assurdo dei vaccini occidentali; il problema africano non si può spiegare con la quota di giovani perché essa non supera il 20% e dunque cosa dire del rimanente 80?Il fatto che la pandemia si allunga dipende dalle mutazioni che sono favorite dal NUMERO totale di infezioni che a sua volta è dipeso dalle scarse vaccinazioni, prova ne sia che le varie mutazioni si sono originate tutte nei paesi meno vaccinati, la cosa è stata ribadita dall’OMS e d’altronde la storia che racconto è documentata dai link e dai paesi che hanno chiesto i vaccini, come scritto; non si tratta di FERMARE il covid ma di ridurne l’impatto cosa che abbiamo fatto nei nostri paesi insieme ad uno spreco pazzesco di risorse; ma ciò è servito a poco visto il numero di mutazioni del virus che hanno indebolito anche la nostra strategia; non vaccinando SUBITO il più possibile nel mondo ma privilegiando i paesi ricchi che possono pagare si è oggettivamente favorito lo sviluppo del covid; ricorda tanto l’affare e le risate notturne del terremnoto de L’Aquila. Recentemente è stato denunciato che abbiamo acquistato/impegnato 100 milioni di dosi di Novavax che non si può usare se non come prima dose; che senso ha un tale acquisto in Italia? Oltre naturalmente far fare soldi ai soliti noti?

      • Per Kazakhstan e Indonesia si sa quante dosi sono state fatte basta andare su Google o su Our World in Data e si trovano e sono 151 (indonesia) e 116 (Kazakhstan)… Quindi la mappa è incompleta!
        Per l’Africa: se in un Paese NON posso vaccinare il 60% della popolazione, chiaramente troverò che ne è stata vaccinata meno del 40%. Se è stato vaccinato il 20% non è solo un problema di povertà, anche, ma non solo. Senza brevetti difficilmente si arriverebbe comunque oltre il 25-30% per motivi anche demografici, politici e culturali. Concordo che non è una situazione ideale, ma comunque il COVID avrebbe fatto il corso che stiamo osservando e continuerà a fare.
        Su tutta la seconda parte del commento non ho nulla da dire, e non mi pare di aver detto nulla per scatenare una tale reazione, che spero non sia rivolta verso di me, in quanto io non ho ho acquistato nessun vaccino Novavax…

  2. Egregio lettore riscrivo quanto detto; ho usato uno dei data base più utilizzati in Italia quello del Sole 24 ore; se altri sono in disaccordo con esso o se lei ritiene che quel database sia sballato, si rivolga al Sole 24 ore. Per l’Africa la situazione descritta da me TRAMITE VARI LINK (non mi sono inventato nulla) è che l’Africa non ha potuto acquistare o se vuole non ha ricevuto abbastanza vaccini o ne ha riucevuto di scaduti; lei forse non ha letto il testo; ma si tratta di una azione portata avanti da vari paesi ufficialmente a livello di organizzazioni internazionali, forse dovrebbe contattare lei le varie ambasciate e governi per spiegargli che han sbagliato tutto e che è inutile la loro azione perché comunque avrebbero vaccinato poco. O forse dovrebbe rimisurare le sue interpretazioni sulla base delle posizioni ufficiali di quei paesi o forse potrebbe scrivere al premio Nobel per l’economia che ho citato e spiegare anche a lui che ha sbagliato interpretazione; buon pomeriggio. PS potrebbe documentarsi per esempio qui: https://www.editorialedomani.it/fatti/vaccini-dosi-scadute-mai-spedite-scandalo-donazioni-big-pharma-foiofk9m dove l’UE dichiara: «I produttori dettano agli stati membri condizioni che rendono impossibile una risposta rapida di fronte alla richiesta di aiuto». Lo scrive il segretario di stato tedesco alla Salute Thomas Steffen a Sandra Gallina, caponegoziatrice Ue per l’acquisto dei vaccini. Non so veda lei li convinca che han sbagliato tutto

    • Va bene, scrivo a tutti, spero siano un po’ meno arroganti di lei, che quando si fa notare un errore invece di correggere mettono una pezza peggiore del buco…

  3. Non entro nella polemica, non ho accesso a dati più “ricchi” di quelli citati.
    Noto comunque che l’arraffa arraffa dei paesi più ricchi c’è stato, ricordo la Germania della Angela Merkel (tanto osannata, secondo me in generale una mezza disgrazia durata sempre troppo) accaparrarsi decine di milioni di dosi prima ancora che si decidessero gli acquisti comunitari, e comunque oltre a quelli, alla faccia delle alleanze e dekle amicizie fra i popoli. Deutschland first !
    Noto anche, come mostra la cartina, che un grosso limite alla vaccinazione di massa, anche in presenza di disponibilità di vaccini gratuiti, viene dall’arretratezza culturale e civica delle popolazioni. Per esempio, tutti i paesi slavi dell’Est hanno percentuali basse, dovute alla slavissima sfiducia nei vaccini (il sottogruppo demografico delle badanti dell’est in Italia, per chi ne conosce qualcuna, lo dimostra in modo lampante). Insomma, anche chi ha i denti ed il pane, poi magari non mangia lo stesso per ignoranza…

    • Stefano credo che né io né l’altro lettore siamo in grado di valutare la qualità dei due diversi database, definendo un errore come tale solo perché c’è un numero diverso in un caso o nell’altro; né mi sembra che le considerazioni fatte finora spieghino bene la situazione di certi paesi poveri ed anche sotto isolamento politico come Cuba che non solo hanno sconfitto il covid ma hanno anche fatto un vaccino da soli; sono più acculturati di noi? non credo, sono solo più indipendenti dal mercato e dal potere della ricchezza privata, cosa che ad alcuni di noi sembra un segno di arretratezza;

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