Dietro la siccità.

Luigi Campanella, già Presidente SCI

Il dramma della siccità -2 miliardi di persone entro il 2025 prive di risorse idriche- ha portato all’attenzione alcuni dati a dir poco scioccanti: ogni italiano consuma 419 l di acqua al giorno contro i 260 della media mondiale; altro dato:il 40% dell’acqua distribuita, in alcune regioni fino al 70%, non arriva a destinazione ma si perde nelle reti colabrodo. Tale situazione è dovuta in parte alla vecchia età degli impianti, ma in parte anche alle manomissioni per allacci abusivi. Sorge il dubbio che dietro questi dati ci sia una valutazione economica sbagliata indotta dai costi: in Italia l’acqua costa poco, solo 2 euro a metro cubo (0.2centesimi al litro), contro i 5 euro della Germania ed i 6 euro della Francia. La siccità però non fa sconti ed anche noi dobbiamo affrontare il problema delle risorse idriche che scarseggiano. È vero che siamo in buona compagnia e possiamo adeguarci con iniziative che tutti i Paesi del mondo sono costretti ad adottare: il Paese che più sembra avere capito che l’acqua è proprio l’oro blu e come tale va trattato e difeso è di certo Israele. Premesso che è difficile pensare da noi alla progettazione di un nuovo acquedotto, il primo romano, l’acqua Appia,  risale al III secolo a.C., è la tecnologia soprattutto legata a metodi chimici che viene in nostro soccorso. In particolare la desalinizzazione (evaporazione, distillazione, osmosi inversa) dell’acqua marina attraverso 17 mila impianti fornisce acqua a 300 milioni di persone. In Italia l’impianto più importante è quello di Sarroch (Cagliari) che produce 12mila metri cubi di acqua dolce al giorno con un investimento di 22 milioni di euro (il costo energetico dell’acqua desalinizzata è fra 2 e 4 kWh/m3). Un’altra opzione tecnologica è rappresentata dal recupero dell’acqua presente come umidità nell’aria: questa viene spinta da turbine eoliche verso uno scambiatore di calore dove viene raffreddata con condensazione del vapore acqueo. Un’’altra via di comportamento è rappresentata dal risparmio: doccia e non bagno, rubinetti aperti per lo stretto tempo necessario, recupero dell’acqua piovana, canalizzazione dei fiumi con l’utilizzo degli invasi, impianti goccia a goccia per l’agricoltura. Infine il riciclo: in Israele con le tecnologie di riciclo 1l di acqua vale 1,5 l. Numerosi brevetti e ricerche hanno messo a punto metodi di rimozione di inquinanti mediante assorbimento su fase solida, mediante separazione fra fasi, mediante flocculazioni dei solidi sospesi, mediante igienizzazione. Ovviamente i cambiamenti climatici inducono a pensare che andando avanti la situazione peggiorerà e saranno necessari investimenti crescenti.

L’anomalia umidità al suolo stimata via satellite dall’IRPI-CNR.

Il PNRR ha già messo a disposizione quasi 1 miliardo di euro che però, tenuto conto del ventennale ritardo accumulato, sono assolutamente insufficienti e tali da richiedere congrui adeguamenti. E qui torna in prima evidenza l’aspetto politico della questione: abbiamo fatto riferimento ad Israele, uno dei pochi Paesi schierato decisamente a favore del carattere completamente pubblico dell’acqua con conseguenti investimenti e regole. In Italia 10 anni fa il referendum (il primo Paese il nostro ad averlo adottato per l’acqua pubblica) ha superato lo scoglio del quorum; in più sedi sociali e politiche qualunque ipotesi di privatizzazione dell’acqua, magari strumentalmente giustificata dalla carenza di risorse, è stata decisamente scartata, ma l’attesa legge ancora non è arrivata. Una legge è necessaria perché il basso costo e consumi elevati potrebbero andare bene per altre situazioni ed altri prodotti industriali, non per l’acqua, preziosa risorsa naturale; che per altra via, quella delle acque imbottigliate, preferite dalla maggior parte degli italiani malgrado l’ottima qualitá delle nostre risorse idriche, rappresenta un business privato quantificabile in 220 litri di acqua imbottigliata consumata all’anno per cittadino, acquistata dalle ditte imbottigliatrici a frazioni di  centesimo a bottiglia dallo Stato e rivenduta a 20 centesimi la bottiglia con canoni al valore dello 0,79% dei costi. Questo modo particolare di gestire fonti pubbliche è diventata cultura sociale che va modificata attraverso uno sforzo informativo ed educativo. La legge dovrebbe anche evitare pericoli concreti quali la risalita dell’acqua del mare con conseguenze tragiche per l’irrigazione e la carenza idrica e anche come causa di una caduta del contributo idroelettrico alla produzione di energia.

3 pensieri su “Dietro la siccità.

  1. Come ho già detto in altri interventi, il consumo procapite della miafamiglai è molto più basso, siamo sui 140 mc/anno, sotto i 130 L/g procapite. Potremmo far meglio, sicuramente, ma non so di quanto.
    Nei primi giorni di giugno son stato in campeggio, ed ho osservato apposta come la gente tratta l’acqua. Purtroppo, l’italiano medio è vero che tratta l’acqua come se non valesse nulla, e fosse disponibile all’infinito : gente che si faceva la barba col rubinetto aperto in continuo, solo per sciacquare di tanto in tanto il rasoio, poi adava al bagno e tornava a lavarsi le mani, sempre col rubinetto aperto. Gente che lavava i piatti insaponandoli e risciacquandoli ad uno ad uno, sempre sotto l’acqua corrente. Delle docce non so dire, per la privacy, ma credo di essere uno dei pochi che prima si sciacqua, ppi spegne, si insapona e lava, e poi riapre per risciacquarsi…
    Insomma, ammesso che il dato di ca 420 l/die per capita sia riferito ai consumi “civili” e non comprenda quelli industriali ed agricoli, non mi stupisco troppo.
    Spero solo che ci si possa “educare” ad essere parsimoniosi senza che ci si costringa a costi folli.
    Ma non vorrei dover dar ragione a chi, ai famosi tempi, disse “…governare gli italiani ? E’ inutile…”

  2. Non per il conduttore di questo blog, che non è cretino e lo sa benissimo, ma per i cretini come me che non capiscono queste cose, ricordo che siamo attualmente in un periodo interglaciale e che quindi i ghiacci stanno fondendo non da secoli ma da circa 12.600 anni. Inoltre ricordo che l’attuale periodo interglaciale è di circa 2°C più freddo dei precedenti, anche se la concentrazione atmosferica di CO è più alta di 100 ppm. Cretini e non cretini possono trovare una buona raccolta di dati sul clima, passato e presente, su climate4you.com.
    N.B. Questa sarebbe una risposta per l’articolo precedente, sul quale però il conduttore, dopo avermi elegantemente insultato, ha chiuso i commenti.

    • Questo intervento del dott. Rampichini mostra come ragiona un negazionista: uno che non sapendo una cippa di climatologia vuole insegnarcela; è vero che siamo in un interglaciale, ma è da dire che in nessun interglaciale dell’ultimo milione di anni la CO2 è stata più alta di quella attuale(massimo280-300); la differenza di oltre 100 ppm cui allude il nostro è cresciuta così velocemente che il sistema non ha avuto il tempo di adattarsi, non ci sono mai state nell’ultimo milione di anni variazioni così veloci; l’oceano per dire scambia la propria acqua in circa 10mila anni; non in 250; altrimenti l’oceano sarebbe più alto di parecchi metri o meglio decine di metri e lo sarà fra qualche secolo; Il risultato è che abbiamo una transizione velocissima che non ha precedenti nell’ultimo milione di anni; UN MILIONE DI ANNI, Rampichini non secoli; il crollo della Marmolada di ieri è il primo così violento in varie migliaia di anni; dai dati isotopici si evince che la causa della variazione dei gas serra così veloce è umana antropica, sono le combustioni; dott. Rampichini. Abbiamo in corso una vera e propria transizione di stato dall’attrattore pleistocenico ad uno che potremmo definire antropocenico. La pregherei di studiare prima di fare il prossimo intervento; questo non è un blog per insegnare la climatologia agli sprovveduti e tanto meno ai negazionisti; qui si usano i risultati della migliore scienza conosciuta non dei siti negazionisti che frequenta lei quelli finanziati dall’industria fossile; e per conoscere la climatologia la si deve studiare SU UN LIBRO DI TESTO , non se lo faccia dire ancora per favore. Ieri ci sono stati oltre 20 morti perché ancora non si è capito cosa abbiamo di fronte, si reagisce con inusitata lentezza a processi di tipo catastrofico; tutti i ghiacciai delle alpi sono in pericolo e sono anche pericolosi, occorrerebbe smetterla di andarci d’estate e d’inverno evitare di sciarci su contribuendo a fonderli. Invece di fare serbatoi di acqua per l’agricoltura si continuano a fare serbatoi di acqua per fare la neve d’inverno per il turismo di massa, una attività ormai al collasso; i nostri politici hanno consiglieri che non hanno ancora capito la lezione e dietro a loro ancora si intravedono atteggiamenti culturali di chi non sapendo nulla di clima pensa di poter continuare a crescere all’infinito come ha consilgiato di fare negli utlimi 70 anni; beh quella fase è finita, prima lo capiamo meglio è. Quanto al sito che lei consiglia, quello del pessimo Humlum si legga le risposte che sono state date ai vari argomenti da chi se ne intende: https://skepticalscience.com/humlum-at-it-again.html

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