Buone e cattive notizie.

Luigi Campanella, già Presidente SCI

Come spesso avviene le notizie sull’ambiente arrivano sempre in coppia: non si fa a tempo a rallegrarsi per quella buona che subito si devono fare i conti con quella cattiva.

Cominciando da quest’ultima è scattato nelle ville di Roma l’allarme ozono: con soglia di allarme a 240 microgrammi per metro cubo ne sono stati rilevati 220. Al suolo l’ozono si forma quando precursori costituiti da inquinanti antropici e composti naturali, in primis i terpeni prodotti dagli alberi resinosi, in un mix estremamente eterogeneo, vengono irradiati dalla luce solare. Le condizioni di intensità di questa e di esposizione alla luce, la temperatura e le altre condizioni metereologiche, la direzione e velocità dei venti sono responsabili della variabilità degli effetti e quindi della concentrazione dell’ozono prodottasi. I valori più alti si raggiungono nelle ore più calde della giornata. La situazione della città, 766 fra auto e motorini ogni 1000 abitanti, di certo è un aggravante.

Da tutto quanto detto si comprende come l’impegno che Roma si é assunta di raggiungere la neutralità climatica entro il 2030 e le zero emissioni entro il 2050 sia gravoso e richieda interventi efficaci e tempestivi.

C’è da dire che in una valutazione dinamica dell’inquinamento quale risulta dall’ultimo rapporto del Kyoto Club e dell’Istituto Inquinamento Atmosferico del CNR la situazione- ed è questa la buona notizia – tende a migliorare, i giorni di superamento dei limiti si sono ridotti, anche in presenza di eventi, come gli incendi, che non sono direttamente correlati all’inquinamento ed al traffico veicolare.

Il covid19 ha agevolato questi miglioramenti con il ridotto traffico e la controllata mobilità