Kamilo beach.

Molto si discute sulla plastica responsabile della filosofia dell’usa e getta, considerato uno dei problemi della nostra società dei consumi per il conseguente accumulo di scarti. Il PET è forse il più famoso fra i prodotti plastici, ma molti altri ne sono stati sintetizzati soprattutto nel periodo fra il 1920 e il 1940 quando, sfruttando un periodo di pace le collaborazioni fiorirono anche fra Europa e Stati Uniti. Così si passò dai poliesteri alle poliammidi, prima fra tutti il nylon. In tempi di guerra la plastica svolse soprattutto il ruolo di isolante dei cavi radar, oppure di componente dei paracaduti.

Dopo la guerra la scienza dei polimeri divenne più sofisticata con i processi di produzione di polietilene ad alta pressione, polipropilene, policarbonato, polifenilene ossido e poliacetale. Dicevo all’inizio di questa nota dei problemi collegati allo sviluppo esplosivo della plastica (si pensi che la produzione negli Stati Uniti è passata da 14 milioni di tonnellate nel 1973 a 54 milioni di tonnellate nel 2012), problemi in effetti non solo di smaltimento, ma anche di riciclo (è necessaria prioritariamente una separazione fra i vari tipi di plastica) e, di salute (alcune produzioni si sono rivelate rischiose, alcune materie prime – si pensi al bisfenolo A per il policarbonato e agli esteri ftalici per il PVC – molto pericolosi). Ma non si può non parlare dell’altra faccia della plastica: abbattimento di pesi rispetto al vetro o ai metalli (si pensi agli aeroplani o alle automobili ed al conseguente risparmio energetico), pure con il mantenimento di alcune importanti caratteristiche meccaniche; si pensi a siringhe, cateteri usa e getta, all’uso quotidiano di tutti o quasi gli oggetti base delle nostre case.

Allora si arriva al nodo: il riciclo che consentirebbe di abbattere il danno ambientale dello smaltimento. Mentre nel mondo si producono 300 milioni di tonnellate di plastica per anno se ne ricicla solo il 10%. Molto si sta facendo per fare aumentare questo valore. In una recente conferenza sulla plastica è stato presentato un progetto che recupera la cianfrusaglia di plastica depositata dal mare sulle spiagge: si pensi che in un sito delle Hawaii (Kamilo beach) il deposito raggiunge il metro di altezza!

300px-Kamilo_Beach2_Courtesy_Algalita_dot_org

Kamilo beach

http://en.wikipedia.org/wiki/Kamilo_Beach   

  Luigi Campanella

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