Introduzione

Luigi Campanella:

Introduzione

Vi siete mai chiesti perchè si parli così spesso di rischio chimico, armi chimiche,danno
chimico e non di vigilanza chimica, protezione chimica, chemical tutor?

In questa domanda sta la risposta al perchè della generale negativa predisposizione e ostile semtimento verso tutto ciò che è chimica.
La nostra disciplina ha tre differenti livelli di interazione con il sistema sociale: il primo con i
cittadini, il secondo con il mondo della scieza, il terzo con la comunità chimica, passando dal primo al terzo da un carattere più generale ad uno più specifico. Se si esclude il terzo livello, gli altri due- soprattutto il primo- risentono di un’impostazione che descrive la chimica come scienza a due facce, quella filotecnologica e quella filoecologica. La domanda di avvio di questa nota giustifica in questa visione bipolare la prevalenza nella visione comune del primo carattere sul secondo.
In realtà ciascuna delle tre caratteristiche che distinguono significativamente la chimica rispetto alle altre discipline scientifiche è correlata ad aspetti etici profondi
creatività:i chimici disegnano e sintetizzano molecole nuove e preziose per la qualità della vita,capaci di combattere le malattie,la fame nel mondo,i pericoli della vita corrente. Sono i chimici responsabili per abusi ed usi impropri di queste molecole,magari utilizzate come armi o come veleni? Ed ancora è giusto proteggere con brevetti molecole che potrebbero salvare la vita di bambini ed adulti, essendone limitata la disponibilità specialmente nei Paesi più poveri? Ed infine è brevettabile qualunque prodotto di questa creatività?
flessibilità:la chimica dimostra con la sua storia di essere in grado di promuovere lo sviluppo economico ed il mercato al tempo stesso garantendo qualità dell’ambiente e salute dei cittadini:qual’è il giusto equilibrio fra un supporto acritico allo sviluppo industriale ed un’attenzione responsabile per i possibili effetti negativi su ambiente e salute delle relative produzioni?
conoscenza induttiva:la chimica si basa soprattutto sulle nuove esperienze e su nuovi
esperimenti,prevalendo questi su quanto si può dedurre dalle conoscenze acquisite;è giusto esaltare queste esperienze -non di rado al di là del reale-e queste attività alla ricerca di fama e prestigio,magari inducendo speranze in chi affida alle nuove ricerche le proprie speranze di salute ed, in qualche caso, di vita? Fino a quanto si deve spingere la ricerca del nuovo e quindi la sperimentazione in relazione a sicurezza dei lavoratori ed a barriere etiche? E come queste vengono stabilite?
ll tempo della scienza che sogna e galleggia nell’empireo è finito, il potere della scienza è oggi quello che le deriva dalla sua capacità di accrescere le conoscenze al servizio del genere umano e gli aspetti etici coprono tutto il ciclo produttivo, dalle materie prime allo smaltimento degli scarti finali. Le differenze fra economia di mercato( in parte di certo sostenibile) e società di mercato (inaccettabile) devono essere comprese  e, soprattutto, rispettate.

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