I lumini Ikea invece del riscaldamento!

Negli ultimi giorni su Internet e sui Social Network si è diffusa l’ennesima bufala a sfondo chimico-fisico: secondo un video Youtube ci si potrebbe riscaldare con tre, quattro lumini (10-15 centesimi al giorno ) messi a bruciare sotto uno o due vasi di coccio; meglio lumini Ikea.

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Trovate il video qua:

http://www.youtube.com/watch?v=brHqBcZqNzE

si tratta di un utente Youtube, un velista dal nome di battaglia di Keep Turning Left; l’idea è illustrata con dovizia di particolari anche qui:

http://www.leggilo.net/117964/ecco-come-riscaldare-una-stanza-con-meno-15-centesimi-video.html

dove è il busillo? Ovviamente nei dettagli; la cera è un idrocarburo e certamente bruciarla produce calore; la sua entalpia di combustione è dell’ordine di quella dei comuni combustibili; il suo prezzo però è circa il doppio, per cui a parità di quantità del combustibile il calore costa il doppio; si potrebbe obiettare che si risparmia sul costo di impianto, ma considerate anche che far bruciare un notevole numero di lumini  corrisponde a riempire i locali dei prodotti di combustione (acqua anidride carbonica e monossido di carbonio (che è tossico) – vista la relativa povertà di comburente del metodo) e anche aumentare il rischio incendio.

(Conto alla raffa: 100 lumini Glimma dell’Ikea costano 3.5 euro e corrispondono a circa 1.2 kg di cera (3 euro al chilo) , circa 12 grammi l’uno, ossia 3.5 centesimi di euro l’uno; 15 centesimi al giorno corrisponderebbero a 4 lumini circa 50 grammi di cera che riscaldano più o meno come 50 grammi di gasolio (un po’ di più per la precisione), attorno a 2 MJoules, 500.000 calorie capaci di aumentare di 5 gradi la temperatura di 100 kg di acqua  SE concentrati solo su quella massa, cosa che appare difficile visto il metodo primitivo e comunque quanto durerebbe poi l’effetto?

Ora considerate la massa effettiva da riscaldare: non solo il corpo della persona, ma anche ciò che lo circonda; un appartamento in classe A+ (il migliore!) necessita di 3 litri di gasolio per metro quadro all’anno, ossia una stanza da 18 mq come quella descritta su youtube necessita di poco meno di 46 kg anno di gasolio (d=0.85) nel caso migliore, ossia al giorno, considerando un inverno di 4 mesi,  quasi 400 grammi , quindi quasi 8 volte di più della massa di cera considerata nel post di Youtube), a parte i problemi di diffusione del calore e di inquinamento ambientale.

Conclusione: i lumini Ikea sono totalmente sconsigliabili come metodo di riscaldamento. Si consiglia di acquistare un buon maglione o una coperta.

(cdv)

2 thoughts on “I lumini Ikea invece del riscaldamento!

  1. si certo è tutto vero.. proporzionalmente costa di più.. però per alcune applicazioni potrebbe tornare utile ad esempio in luoghi dove non c’è riscaldamento come piccole cantine senza corrente ne gas o garage interrati dove con una di queste e 15 cent asciugo bene uno stendino pieno di abiti umidi.. se usassi l’asciugatrice che costa una follia avrei costi elettrici superiori, una macchina in più che non saprei ne dove mettere ne dove collegare. Pensandoci i lumini li usavo lo stesso in casa per profumare l’ambiente e nella chiesetta vicino a casa mia ce ne son centinaia.. il prete è ancora vivo. In più in passato prima della lampadina usavano le candele per illuminare ed erano ben di più e più grandi.. mentre a gasolio la pentolina non la farei mai funzionare. In sostanza matematicamente verissimo e preciso il commento, però in locali difficili o molto piccoli la trovo un’ottima cosa. Ho provato a metterlo sul comodino in camera con una candela profumata e tre normali: da una fragranza meravigliosa ottenendo qualche grado in più rispetto al resto della casa senza contare il bellissimo effetto a luci spente..

  2. Caro Alberto se vuoi riscaldare un locale non puoi lasciare sfuggire il calore contenuto nei gas caldi di combustione; la chiesa che citi certo non usa i lumini per riscaldare l’ambiente, ha un certo grado di aerazione; quanto al fatto che con quattro lumini tu abbia ottenuto “qualche grado in più” in un locale direi che basterebbe al massimo solo per l’aria (non per il materiale della stanza); e ancora che con un solo lumino che puo’ al massimo fornirti qualche centinaio di migliaia di Joules tu possa fare evaporare anche un solo litro di acqua, beh le due cose mi appaiono entrambe in disaccordo con i principi della termodinamica; prova a fare due conti e vedrai che quel che dici è del tutto incredibile e contrario alle evidenze sperimentali di laboratorio; per esempio 12 grammi di cera forniscono poco più di 120kilocalorie; anche se tu fossi in grado di “concentrare” l’effetto termico sui panni ti basterebbero per fare evaporare poco più di 200 grammi di acqua, mentre uno stendino “pieno” di abiti umidi ne contiene ben di più. Discorso analogo per la “potenza” fornita dal lumino; la energia per unità di tempo cioè che sarebbe ridicolmente più bassa di quella necessaria a realizzare qualunque dei due compiti in un tempo ragionevole tenuto conto delle dispersioni in gioco. Un lumino di quella dimensione brucia per circa 6 ore e quindi ha una potenza termica di circa 20watts; se usi quattro lumini ottieni 80watts; bene considera che se metti nel medesimo volume un corpo umano ottieni il medesimo effetto in termini di potenza, perchè i metabolismo basale umano è attorno a 80-100watts, certo la temperatura di irradiazione non è la stessama la potenza si; prova a metterti in una stanza e a riscaldarla col tuo corpo o a asciugarci i panni; NO, usare i lumini è un’idea sballata, inutile, costosa e anche pericolosa. Dormire poi mentre metti a bruciare tanti piccoli oggetti è ancora meno consigliabile.

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