Niente chimica nell’orto!

Segnalato da Marco Zecca di UniPd – Copia inviata al direttore di Repubblica , Vittorio Zucconi.

Tratto da Repubblica http://d.repubblica.it/cucina/2014/05/19/news/contadino_orto_materie_prime_grandi_chef-2145117/

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Gli articoli di Repubblica D parlano da soli, senza parole di commento:

la scorsa settimana D-Repubblica, l’inserto del sabato di questo quotidiano, ha battuto due colpi nello stesso articolo “Chi coltiva l’orto dello chef?” di Daniele Castellani Perelli.
In particolare il primo coltivatore intevistato, secondo il rapporto del giornalista afferma: <<Da quindici anni ormai conduco qui la mia lotta biologica contro i fitofarmaci. […] Mio nonno […] spiegava come fosse utile usare la soda caustica per eliminare le uova depositate dagli insetti negli interstizi delle piante. Ho seguito il suo esempio. Niente chimica. A volte uso il rame, oppure l’alcol per gli attacchi degli afidi, o l’ammoniaca per combattere i funghi. La mia arma finale sono i feromoni, trappole sessuali che emanano l’odore della femmina>>.

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Quindi secondo il coltivatore e secondo il giornalista la soda caustica ossia l’idrossido di sodio, il rame, ossia il solfato di rame, l’alcool e l’ammoniaca NON sono sostanze chimiche; a parte l’alcool si tratta di tre delle principali sostanze di sintesi dell’intera produzione chimica mondiale: la soda è prodotta per elettrolisi col processo cloro-soda, l’ammoniaca con la reazione di sintesi dall’azoto sviluppata da Haber. I feromoni poi sono di solito piccole molecole che sono state sintetizzate in laboratorio, identiche a quelle naturali, mica estratte dall’insetto. Ci sono grandi aziende che producono solo feromoni sintetici per i più svariati usi in agricoltura ma anche per gli animali domestici e per gli uomini e le donne. Si veda qui

 

Il quarto coltivatore intervistato, da parte sua sostiene che nella sua azienda “i concimi chimici sono banditi […]: <<Solo rame, zolfo e prodotti a base di piretro>>”.

 

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Mi pare che siamo  prossimi alla soglia del ridicolo…
Eh si perchè il rame è sempre solfato di rame prodotto per sintesi dall’ndustria chimica, lo zolfo non viene tutto estratto con procedimenti molto sofisticati e tecnologici dalle miniere ma anche sintetizzato a partire dai solfuri molto più comuni; perfino il piretro che è prodotto a partire dall’estratto dei fiori 220px-Tanacetum_cinerariifolium1di Tanacetum cinerariifolium.

I fiori sono polverizzati e i componenti attivi, che sono OVVIAMENTE sostanze chimiche come tutte le altre, chiamate piretrine sono estratte con i metodi della chimica e trasformati in oleoresina e poi in sospensione acquosa o in polvere. le piretrine attaccano il sistema nervoso degli insetti , di TUTTI gli insetti anche quelli “buoni” come le api o i bombi. Sono anche dei repellenti quando non presenti in dose letale, sono tossiche per i pesci e anche per uccelli e mammiferi, ma di meno.

Dato che sono sensibili alla luce che le degrada talvolta sono vendute con  l’aggiunta di qualche sostanza ad attività sinergizzante (cioè in grado di aumentarne l’efficacia perché ne rallenta la metabolizzazione) e stabilizzante, ad esempio il piperonil butossido (PPBO), anch’essa squisitamente sostanza di sintesi organica.180px-Piperonyl_butoxide

 

 

Per maggiori informazioni potete guardare qui di seguito; come dovrebbe fare anche il giornalista/ignoralista di Repubblica che ha scritto il pezzo e i cuochi e i contadini interessati.

http://www.informatoreagrario.it/ita/riviste/vitincam/08Vc07/piretro-per-difesa.pdf

http://www.ihc2014.org/download/media/chronica_horticulturae/Pyrethrum.pdf

(cdv)

8 thoughts on “Niente chimica nell’orto!

  1. Io manderei questo commento a Repubblica, al direttore e a quel giornalista ignorante. Sui cuochi no comment. Se mi dicono dove lavorano (non leggo Repubblica, troppo di parte e strabordante di ignoranza) evitero’ con cura il loro ristorante!!!

  2. Il “senza chimica” è purtroppo uno slogan anche di associazioni di produttori che spesso sono stati coinvolti in procedimenti penali (cfr. l’articolo del New York Times sul suicidio dell’olio extravergine d’oliva italiano): LA COLPA E’ NOSTRA!
    Gli operatori chimici, a tutti i livelli, dovrebbero rendere noto alla stampa i risultati delle loro ricerche e dei loro interventi nel settore agroalimentare.
    Giovanni Sindona

  3. Purtroppo, a parte i chimici, in Italia quasi nessuno usa la parola ‘chimica’ con cognizione di causa e l’unica cosa che sanno fare (credendosi molto bio, eco…) è associare ‘chimica’ a tossico, inquinante, “cattivo”.
    Qualcuno mi ha persino detto: ” Io di chimico non prendo nulla”. Mi sono sentita in dovere di rispondere che per essere certo di ciò avrebbe fatto meglio a smettere di bere e di respirare.😉
    Grazie di aver spedito questo post al giornale.

  4. DOBBIAMO BATTERCI AFFINCHE’ INSEGNANTI DI CHIMICA, NEL SENSO LAUREATI IN CHIMICA, POSSANO INSEGNARE NEI LICEI. SAREBBE GIA’ QUALCOSA PER COMBATTERE LA GRANDE IGNORANZA SCIENTIFICA CHE CI CIRCONDA!!

  5. D’accordissimo! Prima di chimica ho fatto loscientifico a dall’insegnante chimicamente analfabeta mi ha salvato solo…la sua gravidanza (e una supplente che per miracolo di chimica ne sapeva un bel po’).

  6. Pingback: Troppa chemofobia nella informazione. | il blog della SCI

  7. Di chimica non ho che nozioni scolastiche, ma da alcuni anni coltivo l’orto, mi piace e mi permette di mangiare verdure più sane di quelle del supermercato, anche se oggi la frase “del tutto sano” credo non sia concepibile nemmeno come illusione.
    Quello che voglio dire è che da anni curo tutte le malattie fungine degli ortaggi e di qualche albero da frutta con decotto di equiseto (di cui è impossibile non conoscere l’indispensabilità se non usi sostanze chimiche); e per i parassiti uso abitualmente aglio (eccezionale per gli afidi); in casi disperati quassia (rigorosamente dopo il tramonto e trasferendo eventuali insetti utili a mano -il mio orto/frutteto non è enorme e si può fare-); e confesso l’uso del piretro per le cimici poichè qui siamo invasi e non ho trovato alternative, per il momento.
    Se poi si vuole parlare di coltivazioni biologiche specifichiamo bene che “biologico” non significa “senza chimica” in quanto ci sono prodotti chimici utili (ma diciamo anche necessari) ammessi in agricoltura biologica. Con le nuove malattie e gli insetti importati negli ultimi anni (stendiamo un velo sul “come”) soprattutto chi fa dell’agricoltura una professione è COSTRETTO a ricorrere alla chimica. Abito in mezzo a contadini di professione e vi posso assicurare che NON CE N’E’ NEMMENO UNO che si faccia scrupoli ad utilizzare prodotti chimici (anche quelli meno auspicabili). E come si potrebbe fare a meno del caro, vecchio zio “verderame” spruzzato sui pomodori? Mio nonno di 90 anni lo ricorda dagli anni della giovinezza …!!!

    Ma che discorsi a pera sono pubblicati sulla Repubblica ?

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