temperature mediatiche

Negli ultimi giorni tutti i giornali e le TV hanno dato ampi spazio alla situazione meteo degli USA. Fa certamente freddo , ma quanto? Si parla di -50,-60 addirittura. Sul sito della NOAA, http://www.ncdc.noaa.gov/extremes/records/daily/mint/2014/01/00?sts[]=US#records_look_up si trovano i valori di temperatura ufficialmente registrati in USA a causa della tempesta legata agli effetti momentanei del vortice polare; se si cercano i valori più bassi misurati nell’ultima settimana fra il 1 e il 7 gennaio si trovano i seguenti dati:

Stazione,        Stato,   t min(°F)  giorno
VAN BUREN 2  ME   -49.0°F  2014-01-03

VAN BUREN 2 ME   -47.0°F   2014-01-02

VAN BUREN 2  ME   -44.0°F 2014-01-04

GUNFLINT LAKE  MN  -40.0°F 2014-01-02

GUNFLINT LAKE  MN  -40.0°F 2014-01-03

WARROAD ROSEAU MN -38.9°F 2014-01-02

VAN BUREN 2 ME         -38.0°F 2014-01-01

CASS LAKE MN          -36.0°F 2014-01-03

WRIGHT 3 E CARLTON MN   -34.1°F 2014-01-03

FORT KENT ME          -32.1°F 2014-01-02

FORT KENT ME         -32.1°F 2014-01-03

Si tratta in tutto di 6 stazioni meteo situate o nel NE degli USA (Maine) o nel Montana, NO degli USA. Tutte le altre temperature sono state più alte di -30°F per tutta la settimana.
Ora dato che si tratta di -30°F ossia di -34°C abbiamo che SOLO in questi sei posti e per due o tre giorni la temperatura è andata sotto i -34°C; mi fermo a questo valore perchè questo valore è praticamente il minimo che si possa trovare anche da noi in alcune località, anche urbane delle Alpi (che so Asiago, Dobbiaco o Livigno); ma da dove vengono allora i dati che si leggono sui giornali di questi giorni, nettamente inferiori?
Vengono da due errori che si sommano insieme:
1) le temperature sono in °F non in °C e questo fa differenza; la temperatura minore riscontrata a Van Buren nel Maine, estremo NE è stata di -49°F ossia -45°C;

temperature
2) ma soprattutto le temperature riportate dai giornali non sono quelle misurate dai termometri ma le cosiddette temperature percepite, ossia equivalenti a quelle legate alla sensazione che si ottiene quando un vento freddo (il blizzard nel caso in questione) soffia forte ; la sottrazione di calore, il wind chill in inglese, abbassa la temperatura percepita di alcuni gradi portandola a -55°F ossia circa -48°C.

Nella gran parte degli Usa attorno ai Grandi Laghi la temperatura è stata attorno allo zero °F, ossia circa -18°C, con punte di -30°C ma in zone dove di solito fa -20°C; ma è stata notevolmente più alta altrove, nel Sud e nell’Ovest degli USA; insomma un pò quando i nostri giornali sparano: -30°C in val Pusteria. Per fare un confronto tra questi valori e quelli che si possono avere dalle nostre parti potete leggere questo articolo: (http://www.caputfrigoris.it/pubblicazioni/Alpi.pdf).
E per concludere vale la pena di commentare che questo tempo meteorologico così inclemente non significa che il Global Warming, la variazione climatica, sia scomparsa; il tempo meteo è il comportamento ISTANTANEO del sistema atmosferico, mentre il clima è la MEDIA su un lungo periodo del medesimo sistema.

Al contrario, questi eventi estremi sono il segno dello squilibrio complessivo del sistema climatico che si è allontanato dalla situazione media di alcuni decenni fa; ma anche tra cento anni quando con molta probabilità la temperatura media annua potrà essersi incrementata di 2-3 gradi centigradi ci potranno essere inverni inclementi. Uno dei segni del global warming è proprio l’incremento di eventi estremi, ossia più caldi e più freddi della media conosciuta; la maggiore energia media dell’atmosfera porta ad una maggiore mutevolezza ed a scompensi che si manifestano in questo modo. In questo momento in Australia è estate e la temperatura è di 50°C,  è di gran lunga superiore a quella tipica; si veda qui: http://www.centrometeoitaliano.it/caldo-record-australia-sfiorati-i-50-gradi-7-gennaio-2014/; l’anno scorso è stato il più caldo della storia australiana con una anomalia media di +1.23°C.

Si vedano anche i testi e le discussioni del recente post: https://ilblogdellasci.wordpress.com/2013/12/30/contro-movimenti-di-casa-nostra/

ulteriori approfondimenti su: http://www.climalteranti.it/

(cdv)

4 thoughts on “temperature mediatiche

  1. Grazie. Su come funziona la comunicazione mediatica sul meteo (e MAI sul clima, anzi spesso confondendo i due termini…) ho perso la pazienza. La comunicazione sul tempo in atto, probabilmente la più scientifica di televisione e radio, è banalizzata nella forma duale BEL TEMPO / BRUTTO TEMPO, senza alcun’altra indicazione (copertura, umidità , temperatura percepita, vento, precipitazioni…ecc.).
    Se c’è il sole e fa caldo, niente da fare, è BEL TEMPO.
    Anche in pieno inverno, anche se così non dovrebbe essere, data appunto la stagione. Oppure quando il caldo uccide i pensieri, in estate, perché eccessivo. Sembra che l’unico obiettivo sia fare shopping, fare passeggiate e sciare (su neve sparata da costosi e energivori cannoni). Durante il meteo spariscono i disoccupati che anzi, come da pseudo credenza e in linea con il carattere mediterraneo, saranno felici di passeggiare al calduccio…
    D’accordo, io sono piena di pretese. Vorrei addirittura che qualcuno spiegasse, durante le comunicazioni meteo e con adeguata divulgazione in modo che le persone normali come me capiscano, perché la sparizione dell’inverno non sia affatto una cosa buona, come pure gli sbalzi termici, gli eccessi di umidità o di mancanza di pioggia. E qualcuno finalmente cominciasse a parlare di riscaldamento globale, dell’aria e degli oceani, la loro acidificazione, le connessioni con l’inquinamento e le nostre responsabilità specifiche, di sapiens, nei cambiamenti climatici.
    In modo che tutti, nessuno escluso, finalmente potesse comprendere come la nostra minima e apparentemente insignificante azione sia invece una piccola spinta verso un baratro climatico di cui nessuno capisce il comportamento, né attuale né, tanto meno, futuro.

    Concludo citando da un sito questa frase:

    The National Weather Service said: “The coldest weather in years will be making its presence known from the upper Midwest to the mid-Atlantic region for the beginning of the work week.” Parts of the US could feel as cold as minus 60F (minus 51C) after taking into account the wind-chill factor, it added, creating “life-threatening” conditions.

    http://www.ft.com/intl/cms/s/0/7c342e04-7626-11e3-b028-00144feabdc0.html#slide0

    • Grazie per la disanima. Per me c’è della malizia nel “dimeticare” di aggiungere “percepite” a temperature, o a fare cofusione tra C e F probabilmente perchè a dire -35°C non si gira indietro nessuno, specialmente chi ha fatto l’alpino a Fusine o a San Candido.

  2. Aggiungerei che temperature di questo tipo sono abbastanza comuni nelle zone settentrionali delle grandi pianure degli USA, e in luoghi come Fargo, ND, Duluth, MN e circondario facilmente si arriva a decine di gradi centigradi sottozero, mi sembra che qualche anno fa si registrasse anche -60 °C (da prendere con le molle come i dati di questi giorni). Non a caso il North Dakota, che è grandino, in pianura e anche fertile, fa poche centinaia di migliaia di abitanti.

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