Composti alifatici su Cerere.

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Diego Tesauro.

I siti di tutte le riviste scientifiche ed anche di alcuni quotidiani in tutto il mondo stanno divulgando la notizia, a seguito di un articolo comparso sulla rivista Science (1), che sono state rilevate presenze di composti organici alifatici nel cratere Ernutet del pianeta nano Cerere in una superficie di 1000 Km2. Cerere è il più grande dei nano-pianeti (o pianeti nani, questo il nuovo nome ufficiale per gli ex pianetini) della fascia asteroidale compresa fra Giove e Marte, secondo la più recente definizione della IAU; fu scoperto da Giuseppe Piazzi a Palermo il primo giorno del XIX secolo, prima ancora che fosse scoperto Nettuno, per cui fu definito come l’ottavo pianeta. E’ oggetto da circa due anni di osservazioni da parte della sonda ESA-NASA Dawn che mediante due spettroscopi (uno nell’IR e l’altro nei gamma) ci sta rilevando le caratteristiche della sua superficie.(sul blog si era parlato della scoperta di ghiaccio sul medesimo nano-pianeta).

Dall’analisi degli spettri IR ottenuti mediante lo spettrografo VIR è stato possibile rilevare le bande di assorbimento caratteristiche delle frequenze di stretching simmetriche e antisimmetriche del metile e del metilene caratteristici dei composti alifatici.

Perché tanta enfasi viene posta nell’osservazione di questa classe di composti? Negli ultimi anni, come era prevedibile, stiamo scoprendo che composti organici nello spazio sono presenti in moltissimi corpi del nostro sistema solare ed anche in nebulose esterne. I composti organici nello spazio vengono suddivisi in due classi la IOM (insoluble organic matter) costituita essenzialmente da idrocarburi aromatici e la SOM (soluble organic matter) costituita da composti pre-biotici come amminoacidi e composti azotati solubili in acqua. Questi ultimi si ritrovano principalmente in condriti carbonacee. L’ultima scoperta riveste interesse per diversi motivi. Innanzitutto l’osservazione di composti alifatici è più rara e più frequentemente nelle IOM vengono osservati composti di natura aromatica e cluster di molecole aromatiche, in quanto in questi composti il legame chimico è più forte e resiste alle condizioni energetiche estreme a cui sono sottoposte molecole nello spazio.

Inoltre la scoperta su Cerere permette di supporre che le molecole alifatiche, simili ai minerali di catrame o asfaltite, per la loro natura, non siano presenti a seguito di impatti di condriti asteroidali o comete nelle quali sono state rilevate molecole organiche anche complesse. Negli impatti l’energia in gioco non permetterebbe la sopravvivenza di composti del genere in quanto il legame chimico alifatico C-H non sarebbe stabile nelle condizioni fisiche di impatto. Studi cinetici (2) dimostrano infatti che a 100°C in 200 anni il legame C-H non è stabile e che questa stabilità si riduce a soli 90 sec a 400°C, temperatura raggiunta e superata negli impatti. Questa osservazione fa propendere per una natura endogena dei composti sul nano-pianeta.

Questa ipotesi è rafforzata dal fatto che gli spettri delle molecole sono stati rilevati in zone più ricche di carbonati e argille contenenti ammoniaca rispetto al resto del pianeta. Pertanto si ritiene che i composti alifatici siano prodotti da processi idrotermali, come quelli che possono anche produrre materiale organico sulla Terra (3), attivi nel passato Cerere, quando l’asteroide era più caldo in profondità rispetto ad ora. Ma resta sconosciuto il meccanismo che ha portato i minerali in superficie. Questo meccanismo di produzione di sostanze organiche potrebbe essere attivo anche in asteroidi, quali le condriti, anche se in questo caso, si propende piuttosto per una formazione dei composti organici nel gas interstellare. Questa ipotesi è suffragata dall’abbondanza isotopica degli elementi che le costituiscono (4).

La scoperta si deve ad un gruppo di ricercatori fra i quali spiccano numerosi nomi di italiani.

  1. C. De Sanctis et al. Localized aliphatic organic material on the surface of Ceres Science  355, 719-722 (2017)
  2. Kebukawa, S.Nakashima, M. E.Zolensky, Kinetics of organic matter degradation in the Murchison meteorite for the evaluation of parent-body temperature history. Meteorit. Planet. Sci. 45, 99–113 (2010).
  3. B.Williams, B.Canfield, K. M.Voglesonger, J. R.Holloway, Organic molecules formed in a “primordial womb.” Geology 33, 913–916 (2005).
  4. M. O’D.Alexander, M.Fogel, H.Yabuta, G. D.Cody The origin and evolution of chondrites recorded in the elemental and isotopic compositions of their macromolecular organic matter. Geochim. Cosmochim. Acta 71, 4380–4403 (2007).