Etica della Chimica

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo

a cura di Luigi Campanella, ex Presidente SCI

La trasformazione della società obbliga la chimica ad adeguarsi alle nuove richieste: da quelle di prima necessità a optional e specialità.

In questi adeguamenti si sono presentate alla chimica sempre nuove sfide in cui, proprio per contrastare l’impronta del peccato originale che la chimica pesante ha imposto purtroppo per lunghi decenni, il chimico ha cercato di innestare un comportamento sul quale i principi etici fossero ben presenti, e così nel tempo ha affrontato difficili situazioni che hanno richiesto l’assunzione di responsabilità, di codici di condotta, in definitiva di etica.

Ripercorrendo gli ultimi 30 anni della storia della chimica sono molte le domande che più spesso il chimico si è dovuto imporre per salvaguardare l’etica della sua professione. af59ce7f9d5b95db168372d305d69a47

Il brevetto è una forma di proprietà intellettuale, è un motore dell’economia; è giusto che lo sia anche quando conoscere il prodotto significa salvare vite innocenti?

Quando si costruisce una molecola per un fine programmato giusto fa parte dell’etica scientifica prevedere i possibili altri usi della molecola inventata?

È davvero accettabile che la sperimentazione animale sia assunta a metodo di riferimento per la valutazione di tossicità ed ecotossicità?

La battaglia contro gli OGM su una base più culturale e politica che scientifica, è accettabile dinanzi allo spettro della fame nel mondo o non è più giusto battersi per una loro presenza controllata mettendo a comune metodi di valutazione?

I risultati delle ricerche vengono sempre espresse in maniera responsabile e corretta o essi vengono influenzati dalla volontà di perseguire successi e di condizionare l’assegnazione di futuri finanziamenti?

ethicsSiamo capaci come cittadini, ricercatori, chimici di sacrificare, sia pure in parte, le nostre libertà individuali in favore degli interessi più ampi della comunità sociale?

Viviamo ormai nella “società del rischio” (un termine coniato da Ulrich Beck in un testo ormai classico con questo titolo che risale alla metà degli anni Ottanta), definita come la nuova fase della società industriale, in cui “il rapporto tra produzione di ricchezza e produzione di rischi s’inverte dando priorità alla seconda rispetto alla prima”. Secondo la formulazione che ne danno i due autori – Kourilsky e Viney – che per primi hanno affrontato la questione, “il principio di precauzione implica l’adozione di un insieme di regole finalizzate a impedire un possibile danno futuro, prendendo in considerazione rischi tuttora non del tutto accertati”. La precauzione occupa un atteggiamento intermedio fra quello in cui si applicano le procedure della prevenzione (cioè dell’attivazione di misure volte a evitare o a limitare le conseguenze di un agente di rischio accertato) e quello delle semplici congetture (che non giustificano la sospensione di uno sviluppo tecnologico utile del quale i futuri possibili effetti avversi, in assenza di evidenze anche parziali, possano soltanto essere ipotizzati). Qual è il livello di intermedialità ottimale?

chm-414-02-poster_updatedTutte domande a cui non è facile dare risposte certe, ma noi chimici sappiamo che solo rispondendo con la nostra coscienza di lavoratori e di scienziati riusciremo a rinsaldare quel legame con la società civile dal quale dipende il nostro futuro ed il successo nel nostro impegno sociale.

ethics2L’altro aspetto fondamentale è quello dell’immagine della Chimica nella società civile. La chimica è stata ed è una delle discipline più discusse, amate, contrastate. Spesso se ne confonde l’essenza con l’uso che ne viene fatto, spesso si individua nel chimico solo qualcosa di artificiale e quindi da contrapporre al naturale, spesso si parla di rischio chimico e di inquinamento chimico, mai di vigilanza chimica e di protezione chimica che pure esistono.

La chimica è disciplina altamente creativa, induttiva nel suo approccio alla conoscenza, rispettosa del metodo sperimentale ma al tempo stesso proprio per questo capace di uscire dal suo stretto campo di azione (la modificazione molecolare) per correlarsi con le altre scienze, sperimentali e non, esatte e non tecniche, umanistiche, strettamente scientifiche.'I find it harder and harder to get any work done with all the ethicists hanging around.'

Educare alla Sostenibilità: Esperienze all’ Università di Ferrara

a cura di Francesco Dondi* f.dondi@unife.it

  1. 1.              Premessa

L’Università di Ferrara ha sviluppato un progetto coerente di “Università Sostenibile” attraverso una serie di azioni e sulla base di importanti motivazioni di carattere etico ed  istituzionale.dondi1

Ho avuto l’onore di essere stato  nominato Delegato del Rettore per le Politiche della Sostenibilità all’Università di Ferrara ed in questo ambito ho svolto gran parte del progetto qui riportato.

Questa esperienza ha destato interesse in molti colleghi e volentieri accolgo l’invito del collega Claudio Della Volpe a presentare la nostra iniziativa. Sono a disposizione di quanti vorranno contattarmi: f.dondi@unife.it

Allego due pdf,  illustrativi  il primo dell’attività complessiva svolta (Sostenibile.unife e TESSI)  e ed il secondo  del percorso di  “Sostenibilità”  che uno studente potrà seguire durante il corso degli studi all’università attraverso il portale della sostenibilità (vedi bibliografia).

 

  1. 2.              Riferimenti Internazionali ed il Contributo di R. Ernst

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Le Diapositive da 2 a 4  illustrano i punti rilevanti del contesto internazionale da cui si è sviluppato il concetto della sostenibilità (Rapporto Brutland, Diapositiva  3)  a partire dal Principio di Responsabilità (anni ’60)  all’affermazione del Principio di Precauzione (Rio, 1992). Queste tappe sono state scandite da un aumento esponenziale del numero di trattati internazionali avente come tema gli aspetti della cura e della salvaguardia dell’ambiente.

L’ONU [1] e l’UNESCO  [2] hanno sottolineato l’importanza ed il ruolo della scuola nell’educazione alla sostenibilità dichiarando il decennio 2005-2015 dedicato all’educazione per uno sviluppo sostenibile con lo scopo di “integrare i principi, i valori e le pratiche dello sviluppo sostenibile in tutti gli aspetti dell’educazione e dell’apprendimento, al fine di affrontare i problemi sociali, economici, culturali ed ambientali che si dovranno affrontare nel presente 21mo secolo”. (Diapositiva n. 4) .

dondi5 dondi6La recente conferenza di Rio +20, ha ribadito il concetto di sostenibilità e la sua rilevanza come principio ispiratore nell’educazione. Il Segretario generale dell’ONU ha lanciato il progetto di Sustainable Development Solutions Network, cui son invitate a partecipare le Università di tutto il mondo (Diapositiva 6).

E’ nota la  necessità di portare l’Università nella Società e di  educare gli studenti alla cultura della Responsabilità. Il contributo dato da  Richard Ernst, Premio Nobel della Chimica in questa direzione  è stato assai  importante ed incisivo ed ad esso ci siamo ispirati (vedi Diapositiva n. 7 ed anche i due articoli pubblicati da R. Ernst su La Chimica e l’Industria nel 2007).

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In molte nazioni si sono intraprese azioni di educazione alla sostenibilità degli studenti, [3].

Passare da una cultura consumista ad una della sostenibilità, adottando politiche eco-compatibili, è oggi una necessità stringente ed una sfida globale, ma anche una straordinaria opportunità di innovazione. Porre la sostenibilità come colonna portante della ricerca,  ma anche per la formazione e la gestione delle procedure amministrative all’interno dell’Università è una esigenza inderogabile e quasi un obbligo per le università. Portare agli studenti i concetti di sostenibilità e proporre ad essi opportunità di attuare tali principi nel corso del loro curriculum significa dotarli di strumenti competitivi, portare il concetto della sostenibilità alle loro famiglie e quindi diffondere il paradigma della sostenibilità nella società.

3. Progetto  Sostenibile. Unife

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La Diapositiva 8 illustra la struttura concettuale del  progetto di Campus sostenibile [4] sviluppato presso l’Università di Ferrara  che  consiste nella predisposizione di un portale specifico che sintetizza tutte le attività  riferibili al concetto sostenibilità,

La parte più rilevante dell’intero progetto è il “Policy Statement” (Diapositiva 9 come esempio) che è   la “Magna Charta” dell’Ateneo per la Sostenibilità. La specifica delibera del Senato è scaricabile dal sito.

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Nel Sito viene messa a disposizione una piccola biblioteca virtuale sulla Sostenibilità (Diapositiva  10)  ove i titoli più significativi vengono commentati.

dondi10Gli studenti possono accedervi, scaricare gratuitamente i manuali della sostenibilità ed accedere facilmente ai portali per il calcolo delle varie impronte (ecologica, del carbonio e dell’acqua) (Diapositiva 11). E’ disponibile la versione in italiano ed in inglese (per le parti più significative).

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La Diapositiva 12 presenta la lettura del portale come percorso formativo per lo studente, nei vari momenti dall’ingresso in Unife  fino alla sua uscita alla conclusione degli studi. Il Depliant completo è disponibile a parte.

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Nella Diapositiva 13 viene presentata una selezione di testi che riguardano il tema della  Sostenibilità nelle Università (esperienze in USA ed Europa). L’elenco completo è accessibile dal portale nella sezione della  Piccola Biblioteca.

Le Diapositive 13-16 illustrano vari progetti di ateneo, accessibili in modo dettagliato dal sito.dondi13 dondi14 dondi15

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4. Progetto TESSI

Le Diapositive 17 e 18 illustrano il progetto di educazione alla sostenibilità rivolto alle scuole medie superiori (TESSI, Teaching Sustainability across Italy and Slovenia) [5]: esso si articola  nella organizzazione di corsi per gli insegnanti, di concorsi a premi per progetti di sostenibilità (scuole, gruppi di studenti, singoli studenti) e  di una mostra multimediale (“Energia, Acqua, Riuso” Ferrara,  15 Febbraio-13 Aprile, 2014, Castello Estense, Camerini del Duca). E’ stato messo a punto un manuale di educazione al buon uso delle risorse idriche nell’ambito di questo progetto. Questo manuale sarà presto scaricabile gratuitamente dal sito.

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5. Ringraziamenti

La Diapositiva 19 riporta i ringraziamenti alle tante persone che hanno reso possibile questo progetto. In particolare ricordiamo il Rettore dell’Università di Ferrara, Prof. Pasquale Nappi, le Dott.sse Luisa Pasti e Silvia Riberti, il Dott. Fabio Tomasi del Consorzio AREA di Trieste (Progetto TESSI) e d il Prof. Paolo Frignani che sviluppa con noi il materiale multimediale

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*Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche, Università di Ferrara, via L. Borsari, 46, 44121 Ferrara

Bibliografia

[1] http://www.un-documents.net/a57r254.htm

[2] http://www.unescodess.it (sito italiano sul decennio educazione sviluppo sostenibile .

[3] http://www.sustainablecampus.org/universities.html

[4]  http://sostenibile.unife.it/

[5] http://www.tessischool.eu/

Depliant per gli studenti.DEPLIANT_SOSTENIBILE.UNIFE