Geraldine Cox, fra scienza e arte

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Rinaldo Cervellati

Geraldine Cox ha studiato fisica prima di frequentare la scuola d’arte e, dal 2011, è “artista residente” presso il dipartimento di fisica dell’Imperial College di Londra. Geraldine lavora anche con fisici al di fuori dell’Imperial College.

Figura 1. Geraldine Cox, artista e fisico

Gran parte del suo lavoro avviene al di fuori del suo studio, nelle conversazioni quotidiane.

Durante la pandemia, ha incontrato scienziati nell’Hyde Park di Londra invece che nei loro laboratori. Il suo studio, nel retro del suo giardino, è dove crea arte o pensa a quello che ha realizzato. Conserva i quadri completati in grandi rotoli, come quelli che si vedono in figura 2.

Figura 2. Geraldine Cox nel suo studio. Credit: Nature

Sul muro ha montato la poesia I Dwell in Possibility[1], di Emily Dickinson[2]. L’ambizione espressa in questa poesia la ispira. Il suo lavoro è ricco e denso, con molteplici significati (figura 3).

Esempi di dipinti di Geraldine Cox. A sinistra: “Universo”, a destra “Magenta Sun”

Lavora con diversi gruppi di ricerca, usa l’arte per fare domande e ricevere risposte, ad esempio come conciliare l’aspetto ondulatorio della luce e il suo comportamento simile a particelle (fig. 4).

Figura 4. Particolare del dipinto sul dualismo ondulatorio-corpuscolare della luce

Attualmente sta creando un libro di disegni a matita per illustrare un esperimento che è stato realizzato per ottenere molecole super fredde.

Sta anche lavorando a una serie di grandi dipinti su un famoso esperimento, detto le fessure di Young, in cui la luce viene divisa in due raggi che percorrono strade diverse, quando quei raggi si incontrano e colpiscono uno schermo, interferiscono tra loro, producendo alternativamente figure brillanti e scure. Sta eseguendo il rendering di una versione di un esperimento che coinvolge anche le particelle della materia.

Nei suoi quadri, rappresenta i modelli di luce e materia con triangoli e semicerchi.

Alcuni di questi dipinti appariranno sul fascicolo di marzo della rivista Physics Today.

Durante la pandemia, ha sviluppato programmi arte-scienza on-line per bambini. In uno di loro, i bambini usano spettroscopi per osservare i “codici a barre” della luce, unici per diversi elementi chimici.

Nel 2020 Geraldine Cox, ha vinto il Gemant Award[3] dell’American Institute of Physics.

Tutto il suo lavoro è guidato dalla curiosità, sempre accompagnato da domande, proprio come nella scienza.

Bibliografia

A. Dance, Where I work. Geraldine Cox., Nature, 2021, 590, 520.

https://www.findingpatterns.info/pictures

https://www.imperial.ac.uk/news/202673/imperial-artist-wins-award-combining-physics/

NdP abbiamo già citato una volta una poesia di Emily Dickinson in questo post: https://ilblogdellasci.wordpress.com/2013/02/04/tonio-le-api-e-la-chimica/


[1] I dwell in Possibility A fairer House than Prose More numerous of Windows Superior for Doors/Of Chambers as the Cedars Impregnable of Eye And for an Everlasting Roof The Gambrels of the Sky/Of Visitors—the fairest For Occupation This−The spreading wide of narrow Hands To gather Paradise*

La traduzione italiana di Margherita Guidacci

Io vivo nella Possibilità,
una casa più bella della Prosa,
di finestre più adorna,
e più superba nelle sue porte.

Ha stanze simili a cedri,
impenetrabili allo sguardo,
e per tetto la volta
perenne del cielo.

L’allietano visite dolcissime.
E la mia vita è questa:
allargare le mie piccole mani
per accogliervi il Paradiso

[2] Emily Elizabeth Dickinson nota come Emily Dickinson (1830-1886) è stata una poetessa statunitense, considerata tra i maggiori lirici moderni.

[3] L’Andrew Gemant Award viene assegnato ogni anno dall’American Institute of Physics a persone che hanno dato un contributo significativo alla dimensione culturale, artistica o umanistica della fisica.