La Befana del chimico

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo.

a cura di Marco Taddia

I giochi dei bambini non sono giochi, e bisogna giudicarli in essi come le loro azioni più serie,  Michel de Montaigne, Saggi, Cap. XXIII

Con l’approssimarsi dell’Epifania, i bambini si accingono non solo a collocare nel presepe le statuine dei Magi, segno della festa cristiana, ma anche, con trepidazione, ad aspettare l’arrivo della Befana carica di doni. Come dar loro torto? I giocattoli sono stati i compagni migliori della nostra infanzia e, forse, in qualche ripostiglio della nostra casa ne conserviamo qualcuno come ricordo. Non dobbiamo vergognarci perché quello che siamo è un po’ anche merito loro. Quando si osserva un bambino intento a giocare, non occorre possedere una mente acuta come il grande Michel de Montaigne per capire quanto sia importante per lui l’attività che sta svolgendo. Psicologi, pedagogisti ed etologi attribuiscono al gioco una funzione fondamentale nell’educazione dei bambini. Non c’è dubbio che oggigiorno i bambini, i loro genitori e pure la befana abbiano a disposizione una scelta così ampia di giocattoli che può perfino disorientarli. Ci sono, com’è noto, anche i giochi istruttivi. Alcuni resistono al tempo e tra questi il “piccolo chimico” o, nella versione odierna “il laboratorio di chimica”. Non so quanti di voi abbiano osservato le prime reazioni giocando con il piccolo chimico e se ciò abbia o meno influito nella scelta della professione. Di sicuro chi ha ideato questo tipo di gioco ha visto giusto. Ma chi è stato? La storia completa la trovate in un interessante articolo firmato da Rosie Cook e pubblicato nella primavera 2010 da Chemical Heritage Magazine (vol. 28, n. 1).

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Il primo “Chemcraft set”, con l’attrezzatura per compiere alcuni esperimenti chimici, apparve sul mercato statunitense nel 1915 e subito conquistò una vasta popolarità. Veniva prodotto dalla Porter Chemical Company una piccola società di Hagerstown (Maryland, U.S.A.) creata dai fratelli John J. e Harold Mitchell Porter, con lo scopo generico di “produrre e vendere preparazioni chimiche oltre a materiali e articoli”. Venne loro in mente di realizzare un piccolo corredo, completo di manuale, da destinare ai ragazzi per stimolarne l’intelligenza attraverso la chimica . Non era difficile produrlo e presto lo misero in commercio. Il set del chimico in erba si diffuse inizialmente in alcune grandi città dell’Atlantico Centrale (Filadelfia, Baltimora, Washington D.C.). La produzione della Porter subì, com’è logico, una forte espansione. Negli anni ’50 del secolo scorso offriva da 10 a 15 diverse versioni del gioco contenenti da 10 a 100 pezzi, prezzo minimo 1 $. Intanto, a partire dagli anni ’20, sul mercato apparvero i concorrenti (Alfred Carlton Gilbert, Chemical Magic Set).

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Per un paio di decenni l’interesse per i “giochi” chimici parve svanire, complice anche la diffidenza verso la chimica che l’inquinamento atmosferico e l’uso indiscriminato dei pesticidi avevano favorito. Anche il famoso libro di Rachel Carson “Silent Spring” (1962) fece la sua parte. Il Toy Safety Act firmato da Nixon nel 1969 e la Consumer Safety Commission, create nel 1972, complicarono ulteriormente le cose perché i produttori del gioco dovettero renderlo più sicuro ed attenersi alle norme, piuttosto restrittive, emanate al riguardo. Alcuni anni dopo, nel 1976, la legge nota come Toxic Substances Control Act introdusse altre severe limitazioni per quanto riguarda le sostanze presenti nel set. Era necessario anche perché non mancarono gravi incidenti.

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Negli anni ’80 ci fu la ripresa, in coincidenza con il rinnovato interesse per la cultura scientifica. Comparvero nuovi giochi, adeguati alle norme, di dimensioni più ridotte un po’ e con meno prodotti chimici. Oggigiorno, il computer e il Web consentono anche ai ragazzi di simulare esperimenti di tipo chimico in tutta sicurezza ma forse l’apprendimento e il divertimento non sono pari a quelli del passato. Finora ho parlato del mercato U.S.A., così qualcuno si chiederà: e in Italia?

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Negli anni ’60-’70 la Pan Ludo/Kosmos (Busto Arsizio) produceva il set del piccolo chimico. In rete si trovano immagini molto belle di esemplari reperiti anche nei mercatini. Vi rimando alle descrizioni ivi allegate (http://www.claudiocostantini.it/ricordi/index.asp?index=Giochi2).

Al termine di questo racconto, ecco un cenno all’attualità.

La prima novità è “The alchemist matter kit –DIY Science experiments for kids”, adatto a bambini e ragazzi da 5 a 12 anni, che devono operare sotto la supervisione di un adulto (https://www.kickstarter.com/projects/alchemistmatter/the-alchemist-matter-kit ).

L’ha inventato l’ingegnere belga Laurence Humier e viene presentato così: “Inside the kit, you will find samples of raw materials and a manual. Following the instructions, you will experiment with components that look similar to the naked eye but react differently—the same way that alchemists, the ancestors of chemists, did! 

Il gioco è ispirato alla popolare serie televisiva americana “Breaking Bad ma i genitori possono stare tranquilli: i materiali che il fai da te (Do It Yourself) permette di sintetizzare sono innocui.

Infine, non può mancare la citazione di un giocattolo che dovrebbe educare alla sostenibilità.

Si tratta dell’automobile ad acqua, anzi ad acqua salata (http://www.biosolex.com/auto-ad-acqua.html). Nella presentazione si dice che dopo l’attivazione del modulo cella a combustibile con una miscela di acqua salata e tre fogli (inclusi) di lamiera di magnesio, la macchina può funzionare per circa 5-7 ore di continuo.

Per saperne di più sulla cella MAFC (Magnesium Air Fuel Cell),  potete leggere qui

http://phys.org/news191259549.html

http://www.jameco.com/jameco/content/saltwater.html

oppure, meglio ancora: “Electrochemical Technologies for Energy Storage and Conversion”, a cura di Jiujun Zhang,Lei Zhang,Hansan Liu, Andy Sun,Ru-Shi Liu,  Wiley, 2012,  p. 252 e segg. (https://books.google.it/books?isbn=352764007X)

Buona Epifania e buon divertimento ai vostri bambini (…e anche a voi).