Ci risiamo….

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Mauro Icardi

Dopo che i giornali nel riferire di tristi fatti di cronaca, in particolare di violenza familiare o di genere hanno confuso con allarmante regolarità e frequenza acidi e basi, definendo acido un prodotto come la soda caustica, adesso anche il quiz preserale “L’eredità” mette in mostra alcune disarmanti lacune nella conoscenza chimica di base.

Qui a fare la brutta figura sono i concorrenti, non certo gli autori del programma.
Prima di riferire l’episodio nello specifico vorrei fare un breve preambolo. I quiz sono programmi televisivi che da sempre hanno avuto un gran riscontro da parte del pubblico televisivo. Se il programma a quiz annovera autori di valore, e propone argomenti validi può diventare utile nel suo insieme.
Io personalmente ho un buon ricordo di una certa televisione del passato, ed in particolare di programmi come “Chissà chi lo sa” condotto da Febo Conti.

Pensato per ragazzi che frequentavano la scuola dell’obbligo, in generale faceva riferimento nelle domande a quiz ad argomenti presenti nei programmi scolastici.
Negli anni successivi si è assistito ad una maggior tendenza alla spettacolarizzazione, e meno alla qualità del programma e delle domande poste. La televisione generalista ha perso molto nella qualità generale della sua offerta. La concorrenza delle tv a pagamento e di Internet si è fatta sentire, la rincorsa al sensazionalismo e alle ragioni degli inserzionisti pubblicitari e agli indici di share anche. Il risultato è stato quello di una flessione nella qualità dell’offerta televisiva.
Si sono proposti programmi letteralmente inguardabili. Ricordo con sgomento la “Pupa e il secchione”, “Tamarreide” e buon ultimo a rinverdire la tradizione “Riccanza”.
Io ho di fatto smesso da molti anni di guardare programmi televisivi, ma prima di cenare mi concedo un’ora per guardare programmi come “L’eredità”, oppure nel periodo estivo “Reazione a catena” perché sono costruiti sulla risoluzione di giochi che sono derivati dall’enigmistica.
Durante lo svolgimento della puntata i concorrenti sono chiamati a rispondere anche a domande di cultura generale.
Di strafalcioni e di risposte improbabili ne ho sentite molte. Molti concorrenti faticano a collocare personaggi storici nella loro giusta epoca, anche se si tratta di personaggi del novecento. Memorabile chi ha risposto che Hitler era stato nominato cancelliere tedesco nel 1979.

eredità

Qualche giorno fa su una domanda relativa alla chimica, nella quale ai concorrenti veniva mostrata la formula bruta del saccarosio (C12H22O11) e chiesto a quale composto chimico appartenesse, venivano loro date quattro possibilità di risposta. Una ovviamente era quella esatta e poi tra quelle errate vi era sia l’acido solforico che l’ammoniaca. Inutile dire che la risposta giusta è arrivata dopo che i tre concorrenti precedenti avevano indicato quelle errate.

Onestamente faccio molta fatica a capire come chi sia stato anche solo alla scuola dell’obbligo non abbia mai sentito parlare degli zuccheri, o che non si ricordi almeno a memoria che la desinenza –osio si riferisca ad essi. Oppure non abbia mai sentito parlare di formule elementari come quelle dell’acido solforico o dell’ammoniaca. La sensazione che ho provato è di delusione e sgomento. Bastava aver seguito con un minimo di attenzione le lezioni di quelle che ai miei tempi si chiamavano osservazioni scientifiche durante gli anni della scuola media, per non incorrere in errori così grossolani e banali.

acido solforico
Sono anni che veniamo informati del fatto che in Italia cresce l’analfabetismo di ritorno, che gli Italiani mostrano da sempre una ostinata disaffezione alla lettura ed allo studio.
Episodi come questo ne sono una triste conferma. Spesso però si tende a sminuire la gravità di cose come queste (mi riferisco agli errori grossolani su domande non eccessivamente difficili nei quiz televisivi). Spesso i commenti che sento in altri programmi radiofonici o televisivi tendono a sminuirne la gravità e a mettere in campo elementi quali l’emozione. In generale percepisco quasi una elevazione dell’ignoranza a pregio e simbolo di modernità.
E allora chiudo citando le parole che Isaac Asimov scienziato, oltre che scrittore di conosciutissimi racconti di fantascienza scrisse nel 1980 in un articolo pubblicato su Newsweek.
C’è una specie di culto dell’ignoranza negli Stati Uniti e c’è sempre stato. L’anti-intellettualismo si è insinuato come una traccia costante nella nostra vita politica e culturale, alimentato dal falso concetto che democrazia significhi la mia ignoranza vale quanto la tua conoscenza
Bisogna cercare di invertire questa tendenza senza alcun dubbio o tentennamento.