Ancora sull’esplosione di Beirut.

Claudio Della Volpe

A distanza di qualche giorno dall’esplosione di Beirut l’ipotesi dell’incidente ne esce rafforzata; vi riporto qua tutta una serie di notizie che si trovano sulla stampa internazionale che ha fatto una intensa attività di ricerca; la nostra stampa nazionale viceversa non sembra particolarmente interessata alla questione nonostante la posizione dell’Italia nel Mediterraneo.

Delle proprietà del nitrato di ammonio abbiamo detto ripetutamente; ma vale comunque la pena di ricordare qua che il nitrato di ammonio è un potente esplosivo che detona, ossia che in condizioni opportune ha una velocità di detonazione di circa 5km/sec e dunque sul fatto che abbia potuto produrre le conseguenze di Beirut non ci sono dubbi.

Ovviamente per avere queste caratteristiche occorre usarlo come esplosivo, ossia impaccarlo al massimo; probabilmente le 2750 ton di Beirut avrebbero avuto effetti ancora più devastanti se le cose fossero state queste; fortunatamente il nitrato era in condizioni “miste”; conservato per quasi sette anni in modo improprio, aveva certo assorbito umidità si era ridisciolto e dunque ricompattato ma non completamente e poi era certamente in contenitori di materiale plastico, non rigidi, sacchi di polimero che pure potrebbero aver avuto il loro ruolo nella propagazione delle fiamme iniziali, ma anche nella separazione.

Ci sono state tre fasi che avevamo già segnalato nel primo post e che sono state confermate da più testimoni, un incendio iniziale la cui origine è sconosciuta, una esplosione iniziale, una deflagrazione e poi la vera e propria detonazione che ha fatto il grosso dei danni.

Da dove veniva il nitrato di ammonio?

Era stato prodotto dall’azienda Rustavi Azot, un’azienda chimica georgiana che esiste dal 1956; di fronte alle foto dei sacchi e al nome del prodotto (Nitroprill HD, che al momento non esiste più, non è chiaro se fosse considerato esplosivo o fertilizzante, ma viste le precauzioni con cui fu trasportato sembra più un fertilizzante o comunque un prodotto ancora non definitivo ) l’azienda ha fatto una strana dichiarazione in cui sostiene che non può confermare di aver prodotto quel materiale a Rustavi (una cittadina al confine con l’Azerbaigian); ma nessuno ha sostenuto che l’abbia prodotto in quella città o in un certo specifico impianto, ma solo che l’abbia prodotto e venduto. Che la Rustavi Azot fosse in grado di produrlo non ci sono dubbi, dato che (se guardate la sua storia sul suo sito web) lo fa dal principio degli anni 80.

L’acquisto fu fatto nel 2013 per il Mozambico, sull’oceano Indiano; la nave che trasportava le 2750 ton, la motonave Rhosus, lunga 86m, 3226 ton di DGW (Deadgrossweight)  costruita nel 1986 in Giappone , era diretta in Mozambico; dunque la sua rotta dalla Georgia (sul Mar Nero) avrebbe previsto passare per il canale di Suez. Tenete presente che la Rhosus era già una “carretta” del mare, già fermata in altri porti per deficienze nella sua struttura.

Nel settembre 2013 il cargo è stato noleggiato per trasportare un carico di nitrato di ammonio ad alta densità da Batumi in Georgia per essere consegnato a Fabrica de Explosivos a Matola, Mozambico. Il 27 settembre 2013, Rhosus salpò da Batumi diretto a Beira trasportando in sacchi 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, un carico che il capitano considerava “pericoloso”, ma non così pericoloso da non poter essere trasportato. Il 21 novembre 2013 la nave ha fatto scalo a Beirut

Il periodico specializzato “The Arrest News” riporta:

On 23/9/2013, m/v Rhosus, flying the Moldovian flag, sailed from Batumi Port, Georgia heading to Biera in Mozambique carrying 2,750 tons of Ammonium Nitrate in bulk. En route, the vessel faced technical problems forcing the Master to enter Beirut Port. Upon inspection of the vessel by Port State Control, the vessel was forbidden from sailing. Most crew except the Master and four crew members were repatriated and shortly afterwards the vessel was abandoned by her owners after charterers and cargo concern lost interest in the cargo………Owing to the risks associated with retaining the Ammonium Nitrate on board the vessel, the port authorities discharged the cargo onto the port’s warehouses. The vessel and cargo remain to date in port awaiting auctioning and/or proper disposal.

La nave abbandonata a se stessa nel porto andò in malora ed affondò fra il 16 e il 18 febbraio 2018; ed attualmente, se guardate con attenzione la foto del porto, giace sul fondale del molo frangiflutti appena al di sopra di quello dove è avvenuta l’esplosione.

Non è chiaro se la sosta a Beirut sia stata dovuta a problemi tecnici o alla speranza di avere altri ingaggi. La nave aveva un tonnellaggio di portata lorda di 3226 ton e dunque avrebbe forse potuto stivare altro carico. A questo proposito faccio notare che comunque i parametri della nave sono complessi e che di proposito non ho usato il termine stazza o dislocamento più comuni in italiano ma che hanno un diverso significato. Mi scuso con chi è più esperto di me; metto questo dato perché mi era venuto il dubbio che la nave non potesse stivare quel carico, ma ho concluso che non è così.

Comunque si nota che il carico era già al limite del tonnellaggio; dunque è credibile anche la versione che avendo effettuato il nuovo carico, un macchinario pesante, una volta imbarcato sul ponte questo abbia messo la nave in situazione di insicurezza o l’abbia addirittura danneggiata e che l’autorità portuale l’abbia a questo punto bloccata.

Fatto sta che la nave è poi rimasta a Beirut fino al suo affondamento.

Cosa è successo al  nitrato di ammonio? Depositato in uno dei grandi silos del porto era all’attenzione dei responsabili, i quali secondo Al Jazeera hanno ripetutamente chiesto una soluzione.

l’allora direttore della dogana libanese, Shafik Merhi, ha inviato una lettera al giudice con oggetto «questioni urgenti», chiedendo una soluzione per il carico pericoloso ancora fermo nel porto. I funzionari doganali hanno inviato almeno altre cinque lettere nei tre anni successivi – il 5 dicembre 2014, il 6 maggio 2015, il 20 maggio 2016, il 13 ottobre 2016 e il 27 ottobre 2017 – chiedendo assistenza.

“In view of the serious danger of keeping these goods in the hangar in unsuitable climatic conditions, we reaffirm our request to please request the marine agency to re-export these goods immediately to preserve the safety of the port and those working in it, or to look into agreeing to sell this amount” to the Lebanese Explosives Company.

Tre opzioni sono state messe sul tavolo: spostare il nitrato di ammonio, consegnarlo all’esercito libanese o venderlo a società private di esplosivi. Un anno dopo, Badri Daher, il nuovo direttore dell’amministrazione doganale libanese, scrisse di nuovo a un giudice. Nella lettera del 27 ottobre 2017, Daher ha esortato il giudice a prendere una decisione sulla questione del carico in vista del «pericolo di lasciare questi beni nel luogo in cui si trovano e per coloro che vi lavorano».

https://www.open.online/2020/08/05/esplosione-beirut-come-nitrato-ammonio-arrivato-porto-libano-autorita-doganali-chiesto-rimozione/

Secondo i giornali libanesi comunque l’ambiente di gestione del porto è da considerare altamente corrotto.

Il materiale era stoccato nell’hangar 12 e questo hangar è stato effettivamente il cuore dell’esplosione, dunque tagliamo la testa al toro a tutti i complottismi, l’hangar che è saltato in aria conteneva effettivamente 2750 ton di nitrato di ammonio, circa 1600 metri cubi, una quantità molto grande, fra le maggiori mai esplose nella storia tragica di questo prodotto, che ha visto ben 47 esplosioni di grande portata documentate.

http://www.archiviodeilaghi.net/foto_dettaglio.asp?ID=139&localita=Vergiate

L’esplosione di Vergiate ormai dimenticata è stata la seconda in ordine di tempo nella storia del nitrato di ammonio; nessun morto ma enormi distruzioni materiali.

E veniamo al dettaglio dell’esplosione. L’ipotesi della esplosione iniziale nella fabbrica di fuochi artificiali è stata abbandonata anche ufficialmente per far posto ad un incendio dovuto ad una attività di manutenzione; una attività di saldatura che avrebbe dato luogo ad un incendio accidentale.

La sequenza degli eventi (incendio, esplosione piccola e grande) è stata documentata sul NYT e l’abbiamo già citata:

https://www.nytimes.com/2020/08/05/video/beirut-explosion-footage.html

ma anche il fatto quotidiano.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/08/07/lincendio-i-primi-scoppi-e-poi-la-deflagrazione-la-sequenza-dellesplosione-a-beirut-in-un-nuovo-video/5892438/

o su Youtube:

o su Repubblica:

https://video.repubblica.it/mondo/beirut-nel-video-inedito-l-esplosione-in-slow-motion/365484/366036?ref=RHPPTP-BS-I257387636-C12-P6-S1.3-T1

dunque non ci sono molti dubbi questa è la sequenza dei fatti.

Una serie di commenti su questa sequenza e sui singoli eventi si trova in questa pagina (che a mio parere la SCI  e anche le altre società scientifiche italiane farebbero bene ad imitare per contrastare le fake news  e ridare smalto alla scienza presso le grandi masse di persone, una iniziativa di tipo giornalistico basata su esperti disponibili ed intervistati quasi in tempo reale):

https://www.sciencemediacentre.org/expert-reaction-to-beirut-explosion/

Di queste interviste ve ne riporto una, ma sono abbastanza assonanti su tutti gli aspetti basilari.

La professoressa Jacqueline Akhavan, capo del Centro per la chimica della difesa, Cranfield Defense and Security, Cranfield University, ha dichiarato:• È esplosivo: perché potrebbe essere successo?• “No, non è classificato come esplosivo quando è immagazzinato correttamente in balle inferiori a 1m3. Tuttavia, se viene immagazzinato in una grande pila, al di sopra del suo diametro critico e preparato, può avere proprietà esplosive.• C’è qualcosa che puoi dire dal filmato dell’esplosione?• “A quanto mi risulta, c’è stato un incendio che ha dato il via ai fuochi d’artificio. Questo incendio si è poi propagato al mucchio di nitrato di ammonio che ha iniziato a bruciare emettendo prodotti NOx, acqua come gas e azoto. Poiché il nitrato di ammonio bruciava, i prodotti gassosi all’interno del mucchio non potevano fuoriuscire causando un aumento della velocità di combustione. Quando la velocità della combustione è diventata supersonica (maggiore della velocità del suono attraverso il materiale) il nitrato di ammonio è esploso provocando uno shock supersonico che viaggiava attraverso il materiale che è diventato un’onda d’urto quando ha viaggiato attraverso l’atmosfera. L’onda d’urto conterrebbe pressioni di GPa (Giga Pascal) e temperature superiori a 3000oC. L’onda d’urto può percorrere grandi distanze causando danni a edifici, automobili, persone ecc.• C’è qualcosa che puoi dire dall’entità del danno e da come si è sentita l’esplosione?• “Se sei vicino all’onda d’urto, ti solleverà da terra e ti lancerà nella direzione dell’onda d’urto. Le pressioni causerebbero danni ai timpani, ai polmoni, agli organi e provocherebbero fratture ossee. Le alte temperature provocherebbero ustioni alla pelle e ai polmoni.• Qualche altro commento?• “L’iniziazione del nitrato di ammonio deve avvenire attraverso un incendio. Il nitrato di ammonio assorbe l’acqua e, nel tempo, diventa un solido duro piuttosto che una polvere. La velocità di detonazione aumenta con la densità, quindi la potenza dell’esplosione è maggiore in un solido rispetto a una polvere. “

Articoli, riferimenti sitografici.

https://www.wired.com/story/tragic-physics-deadly-explosion-beirut/?utm_source=Nature+Briefing&utm_campaign=86b34a9516-briefing-dy-20200810&utm_medium=email&utm_term=0_c9dfd39373-86b34a9516-42234511

https://www.nytimes.com/2020/08/07/world/middleeast/lebanon-explosion-ship.html

https://www.open.online/2020/08/05/esplosione-beirut-come-nitrato-ammonio-arrivato-porto-libano-autorita-doganali-chiesto-rimozione/

https://www.aljazeera.com/news/2020/08/officials-knew-danger-beirut-port-years-200805032416684.html

https://rustaviazot.ge/media/news/5f2ba81d72afc126b35a2b85

https://www.sciencemediacentre.org/expert-reaction-to-beirut-explosion/

https://shiparrested.com/wp-content/uploads/2016/02/The-Arrest-News-11th-issue.pdf

https://ilblogdellasci.wordpress.com/2013/05/02/molecole-a-due-facce/

https://ilblogdellasci.wordpress.com/2018/07/16/la-cina-prosegue-sulla-strada-dello-sviluppo-incontrollato/

https://ilblogdellasci.wordpress.com/brevissime/incidente-di-tianjin/

https://video.repubblica.it/mondo/beirut-nel-video-inedito-l-esplosione-in-slow-motion/365484/366036?ref=RHPPTP-BS-I257387636-C12-P6-S1.3-T1

Note:

Il drone su beirut è un filmato precedente, una fake: https://www.open.online/2020/08/05/beirut-il-video-del-drone-e-loggetto-lanciato-poco-prima-dellesplosione-circolava-gia-in-passato/

Una riflessione su Beirut.

Luigi Campanella, già Presidente SCI

La tremenda esplosione che ha distrutto il quartiere del porto di Beirut seminando morte e dolore ha lasciato sgomenti. Delle  ipotesi che possano spiegarla deve essere scartata quella dell’ignoranza, in quanto le proprietá del nitrato di ammonio sono fra quelle più note al grande pubblico, anche dei non addetti.

Si tratta di un sale relativamente comune, poco costoso, relativamente maneggevole, impiegato come fertilizzante, ma anche per applicazioni particolari,come la produzione del ghiaccio istantaneo, utilizzato come anti dolorifico: a contatto con l’acqua infatti il sale si scioglie assorbendo calore con produzione di ghiaccio.

Ben più note sono le sue applicazioni in agricoltura come fertilizzante alle quali si accennava più sopra o in ingegneria mineraria per esplosioni controllate: il suo bilancio in ossigeno ne è l’indicatore più evidente.

Questa proprietà gli ha purtroppo aperto la strada del terrorismo, malgrado la emanazione di norme destinate a ridurne la libera circolazione. Fra le ipotesi che sono state formulate per spiegare l’esplosione c’è stata anche quella dell’incidente basandosi sulla storia di questo sale che si è reso in passato responsabile di molti incidenti mortali: quello che ha reso  l’ultimo episodio enormemente più cruento è stata la quantità di sale stoccato ed esploso, circa 3 mila tonnellate.

Il primo episodio di esplosione di cui si ha notizia risale al 1916 nella cittá di Faversham nel Kent, Inghilterra: esplosero 700 tonnellate di ammonio nitrato con 115 morti,  dato  confrontabile con quello di questi giorni. Soltanto 5 anni dopo in Germania nello stabilimento per i fertilizzanti della BASF ad Oppau si è prodotta un’esplosione che ha portato alla morte di oltre 500 persone ed al ferimento di quasi 5000. Il terzo episodio importante è avvenuto durante la seconda guerra mondiale in Belgio con quasi 200 morti e 1000 feriti: è questo dei vari episodi quello dove la colpa dell’uomo e della sua ignoranza è più evidente, in quanto tutto è avvenuto per un colpevole tentativo di separare fra loro vari composti dell’ammonio fra i quali il nitrato.

Sembra quasi dimostrare quanto sia errato parlare di eccellenze tecniche solo su base geografica l’episodio successivo che riguarda la Francia: in questo caso l’errore umano é ancora più macroscopico, in quanto l’esplosione avviene per il colpevole rilascio al terreno di un mozzicone di sigaretta; siamo nel 1947 ed il teatro del dramma è la nave francese Grandcamp ancorata nel porto di Texas City; sono oltre 500 i morti e siccome l’esplosione avviene in 2 tempi e fra il primo ed il secondo si accumula al porto una folla di curiosi alcuni dei morti sono proprio fra i cittadini.Vista aerea di texas City 16 aprile 1947

Il 1947 è un anno no per il nitrato di ammonio: un’altra nave, un cargo  norvegese si incendia nel porto di Brest e solo la grande professionalità del capitano evita una strage, muoiono 26 persone. Gli episodi più recenti riguardano Corea del Nord e Cina rispettivamemte negli anni 2004 e 2015: altre centinaia di vittime che però non hanno insegnato niente visto quanto avvenuto.

Molte volte le conoscenze chimiche sono difficilmente trasferibili ai non addetti, anche non si può ammettere l’esistenza di un deposito di prodotti chimici senza la presenza di un responsabile tecnico, ma nel caso delle proprietà del nitrato di ammonio queste sono ben note a quasi tutti, al pari ,per fare un esempio, dell’infiammabilità dell’alcool e quindi l’ignoranza non è altro che colpa!

Quando muoiono centinaia di innocenti è impossibile solo pensare ad una compensazione, ma ora alla scienza si apre una grande opportunità: risanare l’ambiente martoriato dall’esplosione, bonificare le derrate alimentari avvelenate, ristabilire condizioni di igiene, sanitá e sicurezza per tutti i libanesi di Beirut

L’ennesima strage da trascuratezza chimica.

Claudio Della Volpe

L’esplosione di Beirut di ieri ha prodotto almeno 100 morti e oltre 4000 feriti; 2750 ton di nitrato di ammonio (circa 1600 metri cubi) letteralmente “abbandonate” in un deposito del porto di Beirut da sei anni dopo un sequestro; prima dello scoppio si è sviluppato un incendio con una gran colonna di fumo e solo dopo la gigantesca esplosione. Questo a stare alle dichiarazioni riportate dalle istituzioni libanesi.

Immagine dal New York Times di oggi

Del nitrato di ammonio abbiamo parlato ripetutamente su questo blog, è la molecola a due facce per eccellenza, concime ed esplosivo il nitrato di ammonio incarna le due facce della chimica, ma soprattutto le due facce, l’ambiguità con cui noi umani affrontiamo i problemi e le cose della vita e della Natura.

(da nextquotidiano)

 (https://www.95047.it/libano-due-potenti-esplosioni-al-porto-di-beirut-almeno-dieci-morti-feriti-anche-due-militari-italiani/)

(da giornalenuovaimmagine.it)

Alle 6 di sera ora locale di ieri 4 agosto 2020 (le 5 di pomeriggio in Italia) si è verificata questa gigantesca esplosione, (in uno dei due edifici nella parte destra del molo, immagine qui sottto) i cui effetti si sono sentiti anche a centinaia di chilometri di distanza. (qui un filmato dell’esplosione da una telecamera fissa o anche qui, si vede chiaramente che PRIMA dell’esplosione c’è stato un incendio di notevoli proporzioni con una gran colonna di fumo).cosa è rimasto dopo l’esplosione (dal Corriere della sera)

la distruzione dal sito della stampa:

https://video.lastampa.it/esteri/beirut-le-impressionanti-immagini-dal-satellite/117984/118003

Beirut e il Libano sono in una situazione sociale e politica difficile come altri paesi del medio oriente e questo certamente ha costruito il contesto dell’esplosione, ma ricordiamo che esplosioni poderose di questo medesimo tipo si sono verificate negli ultimi decenni anche negli impianti di produzione come in Texas nel 2013 o a Tolosa nel 2001, a pochi giorni dall’11 settembre, o nel porto di Tianjin nel 2015.

Ovviamente si discuterà a lungo se l’esplosione non abbia ricevuto un aiutino da qualche gruppo terroristico, ma sinceramente se si guarda alle sue conseguenze diffusamente tragiche e soprattutto se si pensa che quel materiale è lì da sei anni il pensiero del chimico è che sia solo l’ennesimo risultato della trascuratezza dell’uomo, catalizzata dalla situazione sociale, ma che aveva le sue basi nel non rispetto delle regole di gestione più elementari di una sostanza che ha mostrato la sua pericolosità ripetutamente e che viene usata d’altronde come esplosivo.

L’incendio precedente all’esplosione ha ragionevolmente prodotto le condizioni dell’esplosione.

La chimica non è né buona né cattiva e gli uomini sono sempre gli stessi, cercano i complotti e dimenticano i fatti.

Da aggiungere che la reazione esplosiva produce ovviamente tutti gli ossidi di azoto gassosi che sono tossici ad elevate concentrazioni, dunque l’atmosfera per parecchio tempo rimarrà intrisa di questi gas.

Da altre informazioni sembra che adiacente al deposito ci fosse una fabbrica di fuochi artificiali; nelle prime ore è circolata dunque l’ipotesi che un incidente in questa fabbrica ha prodotto una prima esplosione e successivamente l’incendio prodotto e le esplosioni locali hanno innescato quella del nitrato di ammonio; un filmato (qui sotto) supporterebbe questa ipotesi; nei prossimi giorni vedremo quale è la ipotesi giusta.

https://youtu.be/HlYp59ZSdPs

Molecole a due facce

a cura di C. Della Volpe

La recente esplosione avvenuta a West, in Texas e la pubblicazione dell’intervento di Matteo Guidotti hanno catalizzato in me, ma credo anche in molti altri colleghi, una riflessione sulle proprietà di una particolare molecola, che sembra incarnare come e più di altre la doppia faccia, la doppia potenzialità della chimica. Si tratta del nitrato di ammonio.

   NH4NO3E’ un sale che conosciamo da oltre tre secoli, perchè fu sintetizzato per la prima volta dal chimico tedesco Johann R. Glauber nel 1659, lo scopritore dell’omonimo sale, il solfato di sodio, usato da secoli come purgante; Glauber è stato un vero iniziatore della grande industria chimica e probabilmente il primo chimico industriale o ingegnere chimico moderno, che si è mantenuto da solo con i proventi delle sue invenzioni e delle sue produzioni e che propose in uno dei suoi 40 libri di risollevare le sorti della Germglauberania dopo la guerra dei 30 anni tramite lo sviluppo dell’industria chimica: quale preveggenza!

La sintesi del nitrato di ammonio non è difficile, grazie anche al fatto che basta mescolare in modo opportuno due sostanze molto comuni ed importanti: acido nitrico ed ammoniaca:

HNO3(aq) + NH3(l) → NH4NO3(aq)

Probabilmente Glauber usò invece carbonato di ammonio e acido nitrico. Tuttavia le sue basilari proprietà a doppia faccia vennero scoperte solo dopo molto tempo. Nel 1849 in seguito ad una esplosione accidentale, Reise e Millon riconobbero che il composto poteva esplodere se mescolato con carbone di legna e riscaldato.

E fu solo nel 1867 che i chimici svedesi Ohlsson and Norrbin misero a punto e brevettarono una miscela a carattere esplosivo a base di nitrato di ammonio e carbone, sabbia, naftalene, acido picrico, nitroglicerina e nitrobenzene, chiamata ammoniakrut. Questo brevetto con una serie di importanti modifiche fu poi alla base dell’invenzione della dinamite.

liebigDurante i medesimi anni Justus von Liebig andava sviluppando le sue teorie sul ruolo dei vari elementi nell’agricoltura.

Liebig è stato certamente uno studioso dellle applicazioni “pacifiche” della chimica ; eppure…..Si narra infatti che sia stato espulso dal Gymnasium (Liceo classico) per aver fatto detonare un esplosivo fatto in casa. E questo avrebbe dato da pensare a più di uno storico.

A partire dalla prima guerra mondiale si verificarono ripetuti episodi di esplosione accidentale, riportati fedelmente su wikipedia (http://en.wikipedia.org/wiki/Ammonium_nitrate_disasters).

Notevoli quantità di nitrato di ammonio stoccate impropriamente e spesso a lungo diedero luogo in seguito ad eventi accidentali oppure ad operazioni meccaniche o addirittura a tentativi di disaggregazione con altri esplosivi, ad esplosioni potentissime con centinaia di morti e distruzioni di notevole dimensione (tra gli altri a Morgan(NJ, USA), Oppau (impianto BASF, Germania), Nixon (NJ, USA), Tessenderlo (Belgio).

L’esplosione del nitrato di ammonio può venire innescata dall’esplosione di un altro esplosivo oppure dall’azione di un catalizzatore mescolato alla massa di materiale o infine da un incendio sostenuto da materiale combustibile mescolato ad esso. Una possibile reazione è la seguente:

NH4NO3 Δ→ N2O + 2H2O

Nel 1935 si iniziò a sperimentare una miscela di fertilizer grade ammonium nitrate (FGAN) in formato granulare in miscela con un esplosivo tradizionale con risultati “promettenti”. Nel frattempo comunque il nitrato di ammonio si era guadagnato un ruolo importante fra i fertilizzanti comuni, data la sua capacità di fornire l’azoto in due forme diverse con stati opposti di ossido riduzione e con velocità complementari di assorbimento.

I più famosi episodi di esplosione accidentale che diedero al nitrato di ammonio fama imperitura di sostanza pericolosa ed infida si verificarono però dopo la seconda guerra mondiale: Texas City e Brest. Si era nel 1947 e dopo la fine della seconda guerrra mondiale gli USA esportavano in tutto il mondo beni e servizi per rimettere in marcia un meccanismo produttivo che la guerra aveva  distrutto; cosi’ grandi quantità di materiali viaggiavano a bordo di navi spesso senza rispettare le più basilari regole di attenzione.

Il 16 aprile 1947 la nave trasporto Grandcamp era in fase di caricamento quando  un incendio fu scoperto nella stiva: a questo punto 2600 ton di nitrato di ammonio erano già a bordo in sacchi. Il capitano  cercò di rimediare chiudendo la stiva e pompando vapore pressurizzato. Un’ora più tardi la nave esplose uccidendo centinaia di persone e innescando l’incendio di un’altra nave la High Flyer, che era a circa 250 metri con a bordo 1050 ton di zolfo e 960 tons di nitrato di ammonio. L’esplosione della Grandcamp creò un’onda d’urto che ruppe le finestre a 40 miglia di distanza e abbattè due piccoli aerei che volavano a 1500 piedi (460 metri) di altezza. La High Flyer esplose il giorno successivo dopo aver bruciato per 16 ore; per fortuna 500 ton di nitrato di ammonio non esplosero ma bruciarono probabilmente perchè non erano stivate in modo sufficentemente compresso. Tutti i pompieri di Texas City meno uno, morirono nell’incidente.

Il 28 luglio di quel medesimo anno la nave da trasporto Ocean Liberty caricata con  3300 ton di ammonio nitrato e vari altri prodotti infiammabili prese fuoco  circa alle 12.30 nel porto di Brest, in Francia. Il capitano ordinò di sigillare la stiva e pompare vapore in pressione, ma dato che questo non fermò l’incendio la nave fu rimorchiata fuori dal porto alle 14; alle 17 esplose uccidendo 29 persone e causando seri danni al porto di Brest.

ANFOA questo punto la fama del nitrato di ammonio era diventata mondiale; nel 1955 venne messo a punto ANFO, ossia Ammonium Nitrate Fuel Oil, un esplosivo di grande utilità e sicurezza e costituito dalla miscela di nitrato di ammonio e un idrocarburo che aiuta ad innescare l’esplosione nella massa. La detonazione (non deflagrazione, perchè avviene a velocità supersonica) del materiale lo rende estremamente efficace.

ammonium-nitrate-bombTuttavia la sua riconosciuta fama di materiale “sensibile” non ha aiutato molto; dal 1947 in poi si sono verificate innumerevoli esplosioni accidentali in tutte le parti del mondo (anch’esse  minuziosamente elencate su wikipedia) che hanno dimostrato a questo punto solo la grande incapacità umana di stare attenti ai materiali pericolosi. L’ultimo è il caso di West, in Texas in cui sembra che un incendio abbia determinato l’eplosione con decine di morti e centinaia di feriti. E’ stato usato anche dal terrorismo sia negli Stati Uniti (la famosa eplosione di Oklahoma City), che probabilmente in Francia, nel più grande incidente europeo recente col nitrato di ammonio a Tolosa solo 10 giorni dopo l’11 settembre 2001 con decine di morti e centinaia di feriti; tuttavia non è certo che sia stato il terrorismo a scatenare l’incidente.

Nel 2011 si sono prodotte nel mondo 15 milioni di ton di nitrato di ammonio (dati IFA) per usi agricoli; tuttavia in contemporanea ANFO rappresenta ormai l’80% dei 2.4 milioni di ton di esplosivi prodotti negli USA. Insomma è chiaro che siamo di fronte ad una “ambigua” molecola, un materiale double face, almeno quanto lo siamo noi, scimmie di ultima generazione.

A rinforzare questa impressione così ambigua considerate che il nitrato di ammonio è molto solubile in acqua e che nello sciogliersi ne abbassa la temperatura; il fenomeno viene sfruttato in pratica per produrre quelle borse da freddo istantanee così utili in caso di ematomi.

Recentemente qualcuno ha provato a pensare come fare per rendere meno rischioso il fatto che il nitrato di ammonio sia in circolazione a milioni di tonnellate e quindi ha provato a modificare la formulazione del comune fertilizzante per renderlo innocuo come esplosivo (http://www.21stcentech.com/agriculture-update-ammonium-nitrate-good-crops-good-bombs/, https://share.sandia.gov/news/resources/news_releases/ied_fertilizer/)

E’ come se nell’infinito chemical space, costituito da oltre 1060 molecole, fra la catena montuosa degli esplosivi e la fin troppo fertile pianura dei fertilizzanti si stendesse una zona di confluenza centrata sulla collinetta del nitrato di ammonio; attorno a quella collinetta, di dimensioni piccolissime si svolge una ardua battaglia per trasferirla definitivamente sotto il controllo dell’uno o dell’altro dei contendenti; i risultati sono incerti al momento.

per approfondire:

http://www.docstoc.com/docs/6224255/6622-The-Chemistry-of-Explosives-by-Jacqueline-Akhavan-%281998%29

http://en.wikipedia.org/wiki/Ammonium_nitrate

http://en.wikipedia.org/wiki/Ammonium_nitrate_disasters

http://it.wikipedia.org/wiki/Justus_von_Liebig

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&ved=0CDQQFjAA&url=http%3A%2F%2Fminingandblasting.files.wordpress.com%2F2010%2F03%2Fdevelopment-of-ammonium-nitrate-as-blasting-agent.doc&ei=OyZ-UZWKL7Sg7Ab0jIGYAQ&usg=AFQjCNE_XczIKn9QDJshD1xV_-t1ICjgyA&bvm=bv.45645796,d.ZGU

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http://it.wikipedia.org/wiki/Johann_Rudolph_Glauber