Due aromi utilizzati nelle sigarette elettroniche possono danneggiare le cellule polmonari

Rinaldo Cervellati

La notizia è stata riportata da Tien Nguyen in un recente numero di Chemistry & Engineering newsletter on line. Le due sostanze sospette sono il diacetile e il suo omologo 2,3-pentandione.

                  Diacetile                         2,3-pentandione

Il diacetile, comunemente utilizzato nell’industria alimentare per il suo aroma di burro, è sotto esame fin dai primi anni del 2000. Gli studi rivelarono una possibile correlazione fra questa sostanza e l’insorgenza di bronchiolite obliterante, una malattia che provoca tosse secca e respiro sibilante, osservata per la prima volta negli operai delle fabbriche di popcorn degli USA

Nel 2012, la US Flavor and Extract Manufacturers Association ha stabilito limiti di esposizione sul posto di lavoro per il diacetile (e il suo omologo 2,3-pentanedione) e ha raccomandato che i contenitori di queste sostanze rechino un’etichetta con l’avvertimento che l’inalazione di vapori provenienti dai contenitori potrebbe provocare gravi danni.

Il diacetile è anche il composto più comune fra diverse centinaia di sostanze aromatizzanti utilizzate nelle sigarette elettroniche, uno studio del 2016 su 51 prodotti per sigaretta elettronica ha rilevato che più della metà conteneva 2,3-pentanedione.

Un gruppo multidisciplinare di ricerca, coordinato dai Dott. Joseph Allen & Quan Lu della Harvard TH Chan School of Public Health a Boston, ha valutato l’effetto delle due sostanze aromatizzanti su colture di cellule epiteliali bronchiali e ha proposto un possibile meccanismo di come potrebbero compromettere la funzionalità polmonare. (H-R. Park Sci et al., Transcriptomic response of primary human airway epithelial cells to flavoring chemicals in electronic cigarettes., Sci. Rep. 2019, DOI: 10.1038 / s41598-018-37913-9).

D.J.Allen

Quan Lu

 

 

 

Lo studio si concentra inizialmente sugli effetti del diacetile e del 2,3 pentanedione sulle cellule epiteliali. Queste cellule rivestono le vie respiratorie dei polmoni e le mantengono pulite, ricorda il genetista Quan Lu, condirettore della ricerca. Esistono in tre forme: cellule ciliate, caliciformi e basali. Le cellule ciliate, simili a capelli, lavorano con quelle caliciformi che producono muco per spazzare via la polvere e gli agenti patogeni dalle vie aeree. Le cellule basali possono trasformarsi in uno degli altri due tipi di cellule epiteliali.

I ricercatori hanno trattato tutti e tre i tipi di cellule epiteliali con soluzioni di diacetile, 2,3-pentanione e con una soluzione inerte (controllo). L’esposizione alle sostanze aromatiche ha portato a una diminuzione del numero di cellule ciliate, rispetto all’esposizione alla soluzione di controllo. Usando una tecnica genetica, chiamata RNA-seq, il gruppo ha monitorato i livelli di RNA delle cellule, consentendo di osservare quali geni hanno cambiato la loro espressione dopo l’esposizione alle sostanze aromatiche. Molti dei geni con livelli di espressione più bassi dopo l’esposizione sono stati coinvolti nella ciliogenesi, il modo in cui le cellule basali si trasformano in cellule ciliate. Avere meno cellule ciliate lungo le vie aeree significa che i polmoni hanno meno protezione contro corpi estranei che possono causare infiammazioni. Questo lavoro ha permesso di ipotizzare un possibile meccanismo con cui queste sostanze producono i danni osservati.

Un’indagine commissionata dallo US Public Health Commission ha riportato che gli aromi aggiunti contribuiscono al fascino che i giovani hanno per la sigaretta elettronica: dal 2011 al 2015 l’uso di sigarette elettroniche fra gli studenti delle scuole superiori negli Stati Uniti è cresciuto del 900%, portando il Presidente della Commissione a dichiarare che questo fenomeno potrebbe comportare grossi problemi per la salute pubblica. Nel tentativo di ridurre l’uso di sigarette elettroniche tra i giovani, nel novembre 2018 il commissario della FDA (Food and Drug Administration), Scott Gottlieb, ha proposto politiche per limitare la vendita di prodotti aromatizzati per sigarette elettroniche (senza includere menta, mentolo o aromi di tabacco) nei negozi in cui i minorenni devono presentare un documento di identità per fare acquisti.

I ricercatori di Harvard hanno in programma di testare un insieme più ampio di sostanze chimiche aromatizzanti e di sviluppare anche una tecnica di laboratorio per esporre le cellule agli aromatizzanti aerosolizzati, che imiterebbe meglio il modo in cui le cellule dei polmoni vengono esposte a queste sostanze.

Maciej L. Goniewicz del Roswell Park Comprehensive Cancer Center, che studia la tossicità dei composti aromatizzanti nelle sigarette elettroniche, afferma che studi cellulari controllati come questo sono importanti perché consentono agli scienziati di studiare l’impatto delle singole sostanze chimiche in vitro, che possono essere difficili da investigare in vivo.

                                         Maciej L. Goniewicz

Tuttavia afferma che può non essere corretto estrapolare questi risultati e applicarli alla salute umana. Nel valutare i rischi per la salute Goniewicz aggiunge che è importante tenere presente che i loro rischi sono relativi. Ad esempio, fumare sigarette espone le persone a migliaia di sostanze chimiche, quindi è possibile che anche ammettendo una certa tossicità degli aromatizzanti, le sigarette elettroniche possano essere meno pericolose di quelle tradizionali. Ponderare i rischi dipenderà dalle autorità di regolamentazione, che necessiteranno però di più dati sperimentali e epidemiologici per fare raccomandazioni attendibili.

Negli USA la FDA (Food and Drug Administration) non si è espressa in maniera nettamente negativa sull’uso del diacetile nel liquido per le sigarette elettroniche.

Anche in Europa si è registrato un aumento del mercato delle sigarette elettroniche, a eccezione dell’Italia, dove si è verificato un netto calo dal 2013 al 2015.  Dal 1 gennaio 2018 le sigarette elettroniche sono passate sotto il controllo diretto del Monopolio di Stato, come il tabacco tradizionale. Una ulteriore tassa che rischia di soffocare un intero settore e alimenta una battaglia combattuta a suon di leggi, sanzioni e ricorsi. Non tutti i liquidi per sigaretta elettronica contengono infatti nicotina, molti contengono solo l’aroma del tabacco, insieme ad altri aromi aggiunti.

Wikipedia, alla voce Diacetyl in lingua inglese riporta letteralmente:

In 2016, diacetyl was banned in eliquids / ecigarettes in the EU under the EU Tobacco Products Directive.

Ma le cose non stanno così. Andando a esaminare attentamente il documento citato a sostegno della frase precedente, disponibile in tutte le lingue dell’Unione Europea:

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-1762_it.htm

si può notare che in nessun punto è menzionato il divieto del diacetile, gli aromi sono citati solo al punto 2 che recita:

Le sigarette e il tabacco da arrotolare non potranno più avere aromi caratterizzanti come mentolo, vaniglia o caramello, che mascherano il gusto e l’odore del tabacco. Nel caso di prodotti con una quota di mercato superiore al 3 % (come il mentolo), il divieto sarà applicato a partire dal 2020.    

 

Nota del blogmaster: si vedano anche

– pag. 20 del rapporto dell’ISS http://old.iss.it/binary/publ/cont/16_44_web.pdf

http://news.doccheck.com/it/2857/sigarette-elettroniche-un-polmone-al-popcorn-per-favore/