La flibanserina e le donne.

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo

a cura di Claudio Della Volpe

Ieri 18 agosto, dopo una battaglia durata 6 anni, la FDA ha approvato la flibanserina (Addyi o Girosa, Sprout Pharmaceuticals) come farmaco per “curare” la riduzione del desiderio sessuale nelle donne in premenopausa.

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Cosa è la menopausa? Dal greco la parola vuol dire letteralmente fine del “mese” ovvero del ciclo mensile che segna, nel corso della vita fertile, il fatto che centinaia e centinaia di ovociti, sotto la stimolazione dell’ormone iposifario follicolo-stimolante, inizino il loro percorso di sviluppo verso l’ovulazione; di tutti solo uno riuscirà ad arrivare a maturazione completa per essere fecondato. Ogni mese c’è quindi una vera e propria “distruzione di massa” degli ovociti che provoca il progressivo impoverimento della riserva ovarica di circa 1 – 2 milioni di ovociti, che ogni donna possiede; dopo i 45 anni il numero diventa piccolo e l’ovulazione diventa irregolare; la diminuzione dei cicli ovulatori provoca il calo degli ormoni ovarici (la premenopausa), ed infine la menopausa, perchè le ovaie non hanno più ovociti. Non si conosce la motivazione dell’esistenza della menopausa o se volete della scarsa consistenza del deposito ovarico. Probabilmente la menopausa è il risultato selettivo del fatto che la nascita è un evento troppo pericoloso per le donne al di sopra di una certa età, con conseguenze potenzialmente molto serie per la madre, ma una risposta completa non c’è.

La menopausa arriva dopo i 45-50 anni; attualmente in Italia in media le donne vanno in menopausa a 51 anni; è interessante notare che dunque per centinaia di mila anni le donne NON sono arrivate in menopausa; in Italia attualmente l’aspettativa media di vita per le donne alla nascita è di 85 anni, ma alla fine del 1800 nel nord d’Italia molte donne non raggiungevano l’età dei 40-45 anni, perché a quei tempi l’aspettativa di vita era solo di 43 anni

Dalla fine del secolo è salita molto rapidamente e già verso il 1940 era pari a 56 anni.

Nel 2015 l’ aspettativa di vita in Italia è di 80 anni per gli uomini e di 85 per le donne; oggi dunque tutte le donne vanno in menopausa nel nostro paese.

In altri paesi le cose sono diverse; per esempio in Africa la vita media è di 52 anni in Congo e valori analoghi si trovano in altri paesi di quel continente.

Insomma la menopausa non ha fatto parte della vita femminile (almeno per la massa delle donne) per quasi tutta la storia dell’umanità e ancora oggi non fa parte della vita di miliardi di donne.

Per loro sarebbe più importante controllare la fertilità nel senso di evitare per esempio le gravidanze indesiderate che vengono stimate ad almeno 80 milioni l’anno, e delle quali solo la metà finisce in un aborto.

Nei ricchi paesi occidentali l’allungamento della vita media ha comportato problemi legati alla potenza sessuale nei maschi e l’esistenza della menopausa nella donne.

Questo ha fornito la motivazione alla ricerca e alla scoperta di farmaci dedicati a questi aspetti, considerati dei “disturbi”; probabilmente la questione è solo che l’evoluzione non ha avuto modo di lavorarci.

Per i maschi la soluzione è stata una classe di molecole (sildenafil, tadalafil e vardenafil) che facilità il permanere del sangue nell’organo sessuale maschile inibendo la PDE5, un enzima, ossia una fosfodiesterasi specifica che promuove la degradazione del cGMP, che regola il flusso di sangue nel pene.

Per le donne in premenopausa o menopausa la cosa è più complicata, non basta una azione tutto sommato meccanica come negli uomini. Le donne si sa sono diverse dai maschi.

Il desiderio sessuale è regolato dall’azione di varie sostanze e zone del cervello; la molecola approvata dall’FDA agisce proprio su questo aspetto non-meccanico, ma in un certo senso psicologico, variando il bilancio fra inibizione e stimolo fra I vari enzimi, e in definitiva incrementando “modestamente” il numero di eventi che terminano in un atto sessuale soddisfacente. La flibanserina è un agonista del recettore 5-HT1A, un agonista/antagonista molto debole del recettore D4 ed un antagonista del recettore 5-HT2A . (Ma ridurre l’amore a questo si può?)

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1-(2-{4-[3-(Trifluoromethyl)phenyl]piperazin-1-yl}ethyl)-1,3-dihydro-2H-benzimidazol-2-one

Sulla efficacia della molecola di flibanserina che è da prendere tutti i giorni, e che, come abbiamo detto, non è proprio l’equivalente del Viagra per l’uomo, c’è stata una dura polemica che è appunto durata 6 anni; la ditta che aveva provato per prima a far approvare il farmaco, la Boehringer Ingelheim trasferì i diritti nel 2010 alla Sprout Pharmaceuticals che ci è riuscita.

Trovate tutta la storia qui(http://www.fda.gov/downloads/AdvisoryCommittees/CommitteesMeetingMaterials/Drugs/DrugSafetyandRiskManagementAdvisoryCommittee/UCM449088.pdf) ed anche un interessante commento qui (http://www.forbes.com/sites/davidkroll/2015/06/14/the-true-significance-of-flibanserins-modest-boost-to-female-sexual-desire/print/).

Misurare il desiderio e quantificarne il risultato non è semplice e gli effetti collaterali dei farmaci esistono sempre; alla fine il numero di eventi favorevoli stimolati dalla flibanserina raddoppiano rispetto al gruppo di controllo, ma anche il gruppo di controllo ha spontaneamente incrementato i propri eventi “favorevoli” (scusate il gioco di parole, ma ……potenza del placebo!!) e quindi alla fine il vantaggio della flibanserina è di solo un evento al mese in più su 5; vedete voi se ne vale davvero la pena per le donne.

Ne varrà quasi certamente la pena per Sprout; la Sprout ha organizzato e finanziato un gruppo di lobbying, che come sapete è lecito negli USA, chiamato  Even the Score per fare pressione sulla FDA per approvare la flibanserina. Il gruppo ha enfatizzato che mentre per gli uomini esisteva un farmaco per trattare la difsunzione sessuale, non esisteva un farmaco per le donne.

Mio modestissimo parere, probabilmente sbagliato: Il dato di fatto è che le compagnie che hanno abbastanza fondi per fare pressione sulla FDA riescono ad approvare i loro farmaci anche se inizialmente trovano resistenza, che i farmaci servano o meno.

Per approfondire:

https://en.wikipedia.org/wiki/Flibanserin

http://www.fda.gov/downloads/AdvisoryCommittees/CommitteesMeetingMaterials/Drugs/DrugSafetyandRiskManagementAdvisoryCommittee/UCM449088.pdf

http://www.forbes.com/sites/davidkroll/2015/06/14/the-true-significance-of-flibanserins-modest-boost-to-female-sexual-desire/print/

Aldo Mieli

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo.

a cura di Gianfranco Scorrano, ex Presidente SCI

mieli1Aldo Mieli è nato il 4 dicembre 1879 da Mosè e da Marietta Balimbau, una famiglia ebraica che aveva vasti possedimenti terrieri, a Livorno. Da giovane si dedicò all’attività politica quale animatore di un circolo del partito socialista, tanto da essere eletto, nel 1901, Consigliere al comune di Chianciano. Fu tra gli organizzatori del primo sciopero dei contadini mezzadri della Valdichiana (aprile 1902) e iniziatore di attività sindacali. Nel dicembre 1902 la Sezione socialista di Chianciano venne sciolta e ricostituita senza Mieli espulso come “pederasta passivo”. Si dimise da consigliere comunale e di fatto il suo impegno politico divenne da allora meno intenso, tanto che dopo la prima guerra mondiale non fu politicamente impegnato.

Trasferitosi a Pisa si impegnò negli studi universitari prima a scienze, successivamente a fisica ed infine a chimica in cui si laureò nel 1904. Nel semestre invernale del 1904-1905 fu a Lipsia per perfezionarsi nei laboratori di W.Ostwald: le concezioni di filosofia della scienza di Ostwald e di E.Mach ebbero poi grande influenza sulle sue concezioni epistemologiche,  che studiano i fondamenti, la validità, i limiti della conoscenza scientifica ( episteme).

milei3Al ritorno dalla Germania, fu accolto nell’Istituto di Chimica Generale dell’Università di Roma da Paternò e lì rimase fino al 1908 quando vinse la libera docenza. Dal 1906 al 1908 pubblicò sulla Gazzetta Chimica Italiana, sulla Rivista scientifico-industriale, e sui Rendiconti dell’Accademia dei Lincei. Per avere un’idea più precisa dell’attività come chimico del Mieli riporto i titoli dei lavori apparsi sulla Gazzetta:

Mieli A., Note di chimica cinetica. I. Sulla saponificazione del citrato di etile, 36,p.1,490-497 (1906)

Mieli A., Sulle velocità di reazione e sulle loro derivate rispetto al tempo, 37,p.b,155-166 (1907)

Mieli A., Sulle curve della potenza istantanea di calore determinata dalle reazioni chimiche,37,p.b.,636-647 (1907)

Bargellini G.,Mieli A., Influenza che esercita un sale in varie concentrazioni sulle velocità di decolorazione di soluzioni acquose di sostanze coloranti organiche sotto l’influenza della luce, 37, p.a., 417-422 (1907)

Paternò E.,Mieli A., Sui miscugli del trimetil carbinolo ed acqua, 37, p.b., 330-338 (1907)

Mieli A., Su un nuovo concetto di elemento, 38,p.b., 275-280 (1908)

Mieli A., Ancora Su un nuovo concetto di elemento (Risposta a una possibile obbiezione), 38, p.b., 280-284 (1908)

Parravano N., Mieli A., Fosfati acidi, 38,p.b.,535-544 (1908)

Paternò E., Mieli A., Sulla densità delle soluzioni di trimetil carbinolo e fenolo, 38, p.b., 137-142 (1908).

Come si vede dai titoli gli studi di Mieli furono tutti orientati a problemi di chimica fisica (cinetica e velocità di reazioni, calore, miscugli di composti vari e loro proprietà, elementi, etc.).

Nel 1908 Mieli divenne Libero Docente in Chimica Generale (un passaggio intermedio in cui il docente era riconosciuto professore). Nel 1912 lasciò poi definitivamente la chimica universitaria e cominciò ad occuparsi professionalmente di storia della scienza e di sviluppo del pensiero scientifico.

Dopo una serie di monografie e saggi sulla storia della scienza, nel 1919 fondò e diresse la rivista Archivio di Storia della Scienza che dal 1927 divenne Archeion. Archivio di storia della Scienza.

mieli2Nel 1928, preoccupato dal regime fascista, si trasferì a Parigi presso il Centre International de synthèse con il quale siglò un accordo che, in cambio della sua biblioteca, assicurava a Mieli un vitalizio. Prese parte all’organizzazione del primo comitato internazionale della scienza che organizzò il primo congresso internazionale della scienza a Parigi nel 1929. Nel 1932 il comitato divenne International Academy of the History of Science e la rivista di Mieli ne fu il giornale ufficiale. Purtroppo Mieli nel 1938, preoccupato dell’avvicinarsi delle truppe di Hitler, dovette lasciare la Francia, portando con sé l’amata biblioteca, e riparare in Argentina, presso la Universidad nacional del Litoral, nella città di Santa Fè, assunse la direzione dell’Instituto de historia y filosofia, continuando anche la pubblicazione di Archeion. Purtroppo,il governo militare argentino nel maggio del 1944 decretò la soppressione definitiva dell’Instituto. Mieli si stabilì a Florida, un quartiere periferico di Buenos Aires, in condizioni economiche disagiate e fu costretto a interrompere la pubblicazione di Archeion. Nel dopoguerra la pubblicazione fu ripresa a Parigi con il titolo Archives internationales d’histoire des sciences )Nouvelle Serie d’Archeion), direttore Mieli. Le pubblicazioni sono poi proseguite ed attualmente gli Archives Internationales d’Histoire des Sciences (ARIHS) sono pubblicati da Brepols Publishers.

Parallelamente agli interessi sulla storia della scienza, Mieli coltivò sempre quello degli studi sessuali essendo  interessato alla comprensione scientifica della sessualità umana e ad eliminare le discriminazioni nei confronti dei cosidetti “diversi”. Nel 1921 Mieli fondò la Rassegna di studi sessuali e la diresse fino al 1928.

Morì a Buenos Aires il 16 febbraio 1950 a poco più di settant’anni e 2 mesi

Tra la sua produzione di saggi e libri,di cui una consistente raccolta è presso la Biblioteca dell’Istituto e Museo di storia della scienza a Firenze, ci piace ricordare Gli Scienziati Italiani Dall’ Inizio del Medio Evo Al Nostri Giorni; Repertorio Biobibliografico Dei Filosofi, Matematici, Astronomi, Fisici, Chimici, Naturalisti, Biologi, Medici, Geografi Italiani. E’ del 1921. Lo si può trovare, in forma non perfettamente riprodotta, su internet a:

http://archive.org/stream/gliscienziatiita01mieluoft/gliscienziatiita01mieluoft_djvu.txt

In esso il Mieli è stato editore, ma ha anche contribuito con un articolo su Vannoccio Beringuccio che riporteremo sul blog prossimamente. Il libro (2 vol) è conservato nella biblioteca della Società Chimica Italiana.

Per saperne di più:

Ferdinando Abbri, Aldo Mieli in Dizionario Biografico-Treccani:

http://www.treccani.it/enciclopedia/aldo-mieli_(Dizionario-Biografico)/

Vedi anche

Marco Taddia https://ilblogdellasci.wordpress.com/2013/05/06/rilanciamo-la-storia-della-chimica/