14 gennaio 2017: ambiente e Italia cosa cambia?

Luigi Campanella, ex Presidente SCI.

La legge n.132 del giugno dello scorso anno ha istituito il SNPA, Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente. Di fatto con tale istituzione si riconoscono due principi fondamentali

snpa-Le matrici ambientali sono 3: acqua, aria, suolo con capacità di mobilità diverse, ma comunque destinate ad influenzarsi reciprocamente sicchè il controllo di una di esse non garantisce la qualità ambientale che è solo assicurata da un controllo sui  3 comparti. Mare, lago, fiume, atmosfera indoor ed outdoor, suolo agricolo e terreno industriale scambiano fra loro componenti ed inquinanti che pertanto, rispondendo a regole di distribuzione si ripartiscono fra le varie fasi.

L’aria inquinata inquina a sua volta acque e suoli, ma anche acque inquinate aggrediscono i suoli e suoli inquinati rilasciano in acqua  sostanze e composti nocivi. L’atmosfera poi, la più mobile dei comparti (si tratta di un aereifome in confronto a liquido e solido degli altri 2 comparti) esercita un’azione di trasferimento che supera le barriere geografiche, tanto da rendere problematiche le applicazioni di leggi nazionali, quasi che i confini possano essere reali ostacoli alla diffusione aereiforme

-si contrastano sull’ambiente due teorie:il riduttivismo e l’olismo. Ci si chiede cioè se la qualità ambientale possa essere ricondotta a criteri lineari e differenziali o se invece essa non debba essere affidata a valutazioni circolari ed integrali. Il SNPA contribuisce con la sua istituzione al chiarimento di queste ambiguità:in genere l’organizzazione deriva dall’approccio razionale adottato,in questo caso forse è essa stessa motivo di contributo alla razionalità ed allo sviluppo di una cultura ambientale.

Detto questo non si può fare a meno di guardare con una certa dose di preoccupazione al terzo integrale che sta dentro la legge,dopo quello dei comparti e quello degli indicatori: mi riferisco ai 22 Enti autonomi ed indipendenti che costituiscono il SNPA.Sapranno superare gelosie e corporativismi che a volte nella ricerca purtroppo compaiono? Sapranno darsi un’organizzazione non per Enti, ma per problemi creando vere e proprie matrici di gestione individuando per ciascuno dei 3 comparti problematiche di riferimento.Nel ns Paese è uno sforzo che è stato fatto in passato solo in occasione della nascita del Ministero della Ricerca Scientifica e Tecnologica staccato da quello di Scuola ed Università,circa 40 anni fa.Conterà molto,come contò allora,l’azione di chi guida questa impresa.Il mio augurio e quello del ns blog al presidente De Bernardinis.

Un minimo di storia (estratto dalle news di Arpa Toscana):

La legge 61/94 ha istituito l’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente (oggi Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici – ISPRA) e dato mandato alle Regioni e alle Province Autonome di istituire Agenzie per la protezione dell’ambiente nei loro territori.

La nascita delle Agenzie regionali e delle Province autonome inizia nell’aprile 1995 – tra le prime a partire Piemonte, Toscana ed Emilia Romagna – e si conclude nel 2006 con la nascita di ARPA Sardegna.

assoarpaA partire dalle disposizioni contenute nella sentenza della Corte Costituzionale n. 356 del 1994, le Agenzie locali hanno colto l’importanza di pervenire ad una forma di coordinamento che andasse oltre il mero coordinamento tecnico ed entrasse in una logica di Sistema.  E infatti si è istituito

  • Il Consiglio federale, presieduto dal Presidente di ISPRA e composto dai legali rappresentanti delle varie ARPA/APPA che ha tra l’altro il compito di approvare il Piano triennale di attività
  • e si è iniziata la partecipazione al Sistema Informativo nazionale ambientale (SINAnet) mirato alla razionalizzazione delle iniziative di monitoraggio e di gestione delle informazioni ambientali

I risultati ottenuti hanno spinto il legislatore a intraprendere un progetto di  riforma – il cui iter di approvazione è stato abbastanza lungo – che si è concluso con l’approvazione della legge 132 del 28/06/2016  che istituisce il Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA).

ispraNell’ambito del  Sistema – che entrerà in vigore il 14/1/2017 –   forte è, in questo momento, la necessità di confronto per il rafforzamento dell’identità di sistema, ma anche e soprattutto per una più efficace e omogenea tutela dell’ambiente.

Complementare al SNPA è AssoArpa – associazione con personalità giuridica che ha funzioni di rappresentanza delle Agenzie regionali e provinciali aderenti, con particolare rilievo per gli aspetti legali, i sistemi di finanziamento, l’organizzazione del lavoro, lo sviluppo delle risorse umane, la gestione dei rapporti di lavoro e delle relazioni sindacali.