Educare alla Sostenibilità: Esperienze all’ Università di Ferrara

a cura di Francesco Dondi* f.dondi@unife.it

  1. 1.              Premessa

L’Università di Ferrara ha sviluppato un progetto coerente di “Università Sostenibile” attraverso una serie di azioni e sulla base di importanti motivazioni di carattere etico ed  istituzionale.dondi1

Ho avuto l’onore di essere stato  nominato Delegato del Rettore per le Politiche della Sostenibilità all’Università di Ferrara ed in questo ambito ho svolto gran parte del progetto qui riportato.

Questa esperienza ha destato interesse in molti colleghi e volentieri accolgo l’invito del collega Claudio Della Volpe a presentare la nostra iniziativa. Sono a disposizione di quanti vorranno contattarmi: f.dondi@unife.it

Allego due pdf,  illustrativi  il primo dell’attività complessiva svolta (Sostenibile.unife e TESSI)  e ed il secondo  del percorso di  “Sostenibilità”  che uno studente potrà seguire durante il corso degli studi all’università attraverso il portale della sostenibilità (vedi bibliografia).

 

  1. 2.              Riferimenti Internazionali ed il Contributo di R. Ernst

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Le Diapositive da 2 a 4  illustrano i punti rilevanti del contesto internazionale da cui si è sviluppato il concetto della sostenibilità (Rapporto Brutland, Diapositiva  3)  a partire dal Principio di Responsabilità (anni ’60)  all’affermazione del Principio di Precauzione (Rio, 1992). Queste tappe sono state scandite da un aumento esponenziale del numero di trattati internazionali avente come tema gli aspetti della cura e della salvaguardia dell’ambiente.

L’ONU [1] e l’UNESCO  [2] hanno sottolineato l’importanza ed il ruolo della scuola nell’educazione alla sostenibilità dichiarando il decennio 2005-2015 dedicato all’educazione per uno sviluppo sostenibile con lo scopo di “integrare i principi, i valori e le pratiche dello sviluppo sostenibile in tutti gli aspetti dell’educazione e dell’apprendimento, al fine di affrontare i problemi sociali, economici, culturali ed ambientali che si dovranno affrontare nel presente 21mo secolo”. (Diapositiva n. 4) .

dondi5 dondi6La recente conferenza di Rio +20, ha ribadito il concetto di sostenibilità e la sua rilevanza come principio ispiratore nell’educazione. Il Segretario generale dell’ONU ha lanciato il progetto di Sustainable Development Solutions Network, cui son invitate a partecipare le Università di tutto il mondo (Diapositiva 6).

E’ nota la  necessità di portare l’Università nella Società e di  educare gli studenti alla cultura della Responsabilità. Il contributo dato da  Richard Ernst, Premio Nobel della Chimica in questa direzione  è stato assai  importante ed incisivo ed ad esso ci siamo ispirati (vedi Diapositiva n. 7 ed anche i due articoli pubblicati da R. Ernst su La Chimica e l’Industria nel 2007).

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In molte nazioni si sono intraprese azioni di educazione alla sostenibilità degli studenti, [3].

Passare da una cultura consumista ad una della sostenibilità, adottando politiche eco-compatibili, è oggi una necessità stringente ed una sfida globale, ma anche una straordinaria opportunità di innovazione. Porre la sostenibilità come colonna portante della ricerca,  ma anche per la formazione e la gestione delle procedure amministrative all’interno dell’Università è una esigenza inderogabile e quasi un obbligo per le università. Portare agli studenti i concetti di sostenibilità e proporre ad essi opportunità di attuare tali principi nel corso del loro curriculum significa dotarli di strumenti competitivi, portare il concetto della sostenibilità alle loro famiglie e quindi diffondere il paradigma della sostenibilità nella società.

3. Progetto  Sostenibile. Unife

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La Diapositiva 8 illustra la struttura concettuale del  progetto di Campus sostenibile [4] sviluppato presso l’Università di Ferrara  che  consiste nella predisposizione di un portale specifico che sintetizza tutte le attività  riferibili al concetto sostenibilità,

La parte più rilevante dell’intero progetto è il “Policy Statement” (Diapositiva 9 come esempio) che è   la “Magna Charta” dell’Ateneo per la Sostenibilità. La specifica delibera del Senato è scaricabile dal sito.

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Nel Sito viene messa a disposizione una piccola biblioteca virtuale sulla Sostenibilità (Diapositiva  10)  ove i titoli più significativi vengono commentati.

dondi10Gli studenti possono accedervi, scaricare gratuitamente i manuali della sostenibilità ed accedere facilmente ai portali per il calcolo delle varie impronte (ecologica, del carbonio e dell’acqua) (Diapositiva 11). E’ disponibile la versione in italiano ed in inglese (per le parti più significative).

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La Diapositiva 12 presenta la lettura del portale come percorso formativo per lo studente, nei vari momenti dall’ingresso in Unife  fino alla sua uscita alla conclusione degli studi. Il Depliant completo è disponibile a parte.

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Nella Diapositiva 13 viene presentata una selezione di testi che riguardano il tema della  Sostenibilità nelle Università (esperienze in USA ed Europa). L’elenco completo è accessibile dal portale nella sezione della  Piccola Biblioteca.

Le Diapositive 13-16 illustrano vari progetti di ateneo, accessibili in modo dettagliato dal sito.dondi13 dondi14 dondi15

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4. Progetto TESSI

Le Diapositive 17 e 18 illustrano il progetto di educazione alla sostenibilità rivolto alle scuole medie superiori (TESSI, Teaching Sustainability across Italy and Slovenia) [5]: esso si articola  nella organizzazione di corsi per gli insegnanti, di concorsi a premi per progetti di sostenibilità (scuole, gruppi di studenti, singoli studenti) e  di una mostra multimediale (“Energia, Acqua, Riuso” Ferrara,  15 Febbraio-13 Aprile, 2014, Castello Estense, Camerini del Duca). E’ stato messo a punto un manuale di educazione al buon uso delle risorse idriche nell’ambito di questo progetto. Questo manuale sarà presto scaricabile gratuitamente dal sito.

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5. Ringraziamenti

La Diapositiva 19 riporta i ringraziamenti alle tante persone che hanno reso possibile questo progetto. In particolare ricordiamo il Rettore dell’Università di Ferrara, Prof. Pasquale Nappi, le Dott.sse Luisa Pasti e Silvia Riberti, il Dott. Fabio Tomasi del Consorzio AREA di Trieste (Progetto TESSI) e d il Prof. Paolo Frignani che sviluppa con noi il materiale multimediale

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*Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche, Università di Ferrara, via L. Borsari, 46, 44121 Ferrara

Bibliografia

[1] http://www.un-documents.net/a57r254.htm

[2] http://www.unescodess.it (sito italiano sul decennio educazione sviluppo sostenibile .

[3] http://www.sustainablecampus.org/universities.html

[4]  http://sostenibile.unife.it/

[5] http://www.tessischool.eu/

Depliant per gli studenti.DEPLIANT_SOSTENIBILE.UNIFE

Un commento all’assemblea di Federchimica.

a cura di Luigi Campanella, ex presidente SCI

squinziSiamo chimici, ma anche cittadini oppure al contrario siamo cittadini ma anche chimici. Questo ci obbliga a guardare con attenzione quanto avviene intorno a noi con riferimenti soprattutto alla nostra specificità. Si è svolta il 24 giugno u.s. l’annuale assemblea di Federchimica alla quale ha partecipato il Presidente di Confindustria, già Presidente di Federchimica, Squinzi.  Nel suo intervento ha messo in guardia il governo da passi falsi ed ha sottolineato che “se si può evitare l’entrata in vigore da subito dell’aumento dell’Iva è un fatto positivo, ma le priorità sono altre e cioè i pagamenti della pa; ci sono oltre 100 miliardi di debiti arretrati non pagati e che devono essere rimborsati alle imprese che stanno soffrendo disperatamente il credit crunch”. Il numero uno degli industriali italiani ha indicato poi un’altra priorità: “un intervento vero, serio, sul costo del lavoro, abbassandolo di almeno dieci punti”. Squinzi ha anche criticato il mondo politico perché “invece di rispondere al disagio sociale ed economico con uno scatto di orgoglio e rinnovamento si è perso in tatticismi, sprecando tempo ed energie preziosi”.

Squinzi non esclude che nella seconda parte dell’anno possa esserci un rimbalzo dell’economia ma questo “non vuol dire che siamo fuori dalla crisi e che siamo veramente ripartiti con la crescita”. Ha poi ricordato che lo scorso anno il Pil è sceso del 2,4% e quest’anno sembra avviato verso un ulteriore -1,8%. Quanto al miliardo di fondi europei per rilanciare l’occupazione “è un inizio ma non è sufficiente, in ogni caso il riassorbimento della disoccupazione giovanile non sarà una cosa immediata e non è con un incentivo che la cosa cambierà”. Infine, quello che più ci riguarda come chimici,  ha sottolineato l’importanza della chimica come “il turbo del made in Italy”: per questo, ha sottolineato, “si deve guardare alla chimica non come a un problema, ma come a una possibile soluzione per i problemi di competitività del nostro Paese”. Le imprese di questo settore, ha ricordato infatti, uniscono peculiarità che pochi altri comparti possono mostrare: dall’innovazione alla ricerca per nuovi materiali e nuove applicazioni. Il Presidente di Confindustria ha fatto riferimento anche alle regole sulla contrattazione che “nei prossimi mesi dovremo verificare”, perché, spiega, “siamo convinti che il contratto collettivo, in una realtà industriale caratterizzata da pmi continua ad avere un ruolo fondamentale”.

Da questi interventi emerge un carattere nuovo del termine sostenibilità e cioè quello economico a volte citato ma riferito quasi sempre alle disponibilità di risorse necessarie per portare avanti un progetto di sviluppo.

Al di là delle “nuove povertà nazionali” oggi almeno 1,8 miliardi di persone appartengono ormai alla classe media, cui si aggiungeranno entro il 2018 altri 193 milioni di individui con un reddito superiore ai 30.000 dollari l’anno. Mai, nel corso della storia, tante persone sono uscite dalla povertà tanto rapidamente.

Ma quantcampanellao dovrebbe ancora crescere la produzione per continuare a sopportare questi ritmi di sviluppo? E quanto sarà sostenibile questa crescita? Sarà, cioè, in grado di lasciare alle prossime generazioni ambienti naturali sufficientemente integri, oltre alle risorse di cui avranno bisogno? E ciò potrà avvenire in modo anche socialmente accettabile, che garantisca sicurezza, emancipazione sociale e sviluppo culturale equamente distribuiti?

Lo sviluppo della società umana deve essere affrontato in modo sostenibile, ovvero favorendo la crescita economica ma al tempo stesso conservando le risorse naturali, risolvendo il problema dell’energia e dei cambiamenti climatici e assicurando benessere, sicurezza e salute anche a chi non li ha.

Queste tre dimensioni – economca, ambientale e sociale – della sostenibilità vanno infatti di pari passo. Molti però pensano che non sia possibile e in particolare che la crescita economica richieda comunque un consumo eccessivo di risorse e un impatto inaccettabile sull’ambiente.

La chimica può dare un contributo determinante per vincere questa sfida decisiva per il nostro futuro. Come scienza e poi come industria, la chimica diventa essenziale ogni volta che usiamo o trasformiamo la materia, in qualsiasi ambito o settore produttivo è dunque un’interfaccia chiave in ogni nostro rapporto con il mondo materiale, quindi con l’ambiente. Sta a noi, naturalmente, utilizzarla bene, e sapere trovare le risposte che essa mette a disposizione per le nostre domande.

C’è in effetti anche un’altra faccia della medaglia che si riferisce a quanto l’avanzamento della sostenibilità ambientale sia compatibile con la sopravvivenza di piccole industrie se non si interviene da parte dello Stato con infrastrutture adeguate, ridotta burocrazia e costi energetici contenuti. Il caso del regolamento REACH, citato da Squinzi, è emblematico.

A proposito di interventi dello Stato un altro tema di attualità riguarda la temuta privatizzazione dell’acqua, oggetto anche di un referendum.

In Europa è in discussione una Proposta di Direttiva sull’aggiudicazione dei “contratti di concessione”, che riguarda, tra l’altro, i contratti a titolo oneroso stipulati tra uno o più operatori economici e le “amministrazioni aggiudicatrici”, in primis, lo Stato e gli enti pubblici territoriali, aventi oggetto la prestazione di servizi pubblici essenziali.

Nella bozza della direttiva si legge che non vi è l’intenzione di incidere sulla libertà degli Stati membri di decidere fra fornitura diretta ed esternalizzazione. Tuttavia, l’obbiettivo della proposta e gli interessi che essa intende tutelare, sono chiari nel momento in cui si afferma che l’aggiudicazione delle concessioni di servizi con interesse transfrontaliero, pur soggetta al principio generale della libertà di circolazione delle merci, è aflitta da mancanza di certezza giuridica e ciò causa ostacoli per le imprese nell’accesso al mercato e perdita di occasioni commerciali per gli operatori economici. Ciò che conta, dunque, è il mercato e poter regolare ogni aspetto della vita tramite le sue regole. Concorrenza e mercato poco hanno a che fare, però, con solidarietà, accesso universale, equità, diritto alla vita, alla salute e alla dignità umana che dovrebbero regolare la fornitura di una risorsa essenziale come l’acqua. E’ chiaro che, in periodo di crisi del debito, fiscal compact e tagli agli enti locali, questi ultimi tendano a disfarsi della gestione dei servizi essenziali, come l’acqua. L’iniziativa dei cittadini europei (ICE) per l’acqua diritto umano in pochi mesi ha superato il milione e mezzo di firme ed è riuscita già a mettere in imbarazzo la Commissione Europea. Si tratta di uno strumento introdotto dal Trattato di Lisbona ed entrato in vigore ad aprile del 2012, attraverso il quale i cittadini possono proporre alla Commissione europea un’iniziativa legislativa che sia supportata da un milione di firme in almeno sette Stati membri. Il Commissario Europeo al Mercato Interno, Michele Barnier, ha dovuto prendere atto della grande mobilitazione sul tema dichiarando che il servizio idrico verrà stralciato dalla direttiva concessioni che è un provvedimento che rischia di accelerare ulteriormente le privatizzazioni dei servizi pubblici. Egli ha infatti firmato una dichiarazione sull’esclusione dell’acqua dalla direttiva sulle concessioni: negando che la Commissione abbia intenzione di forzare o incoraggiare le privatizzazioni, che rimangono eventualmente una scelta dello Stato membro, egli ribadisce che unico scopo della direttiva è appunto quello di stabilire un libero mercato di servizi.

Nella dichiarazione si fa esplicito riferimento alla prima Iniziativa dei cittadini europei (ICE) per affermare l’acqua quale diritto umano in tutti i Paesi membri.

Pur citando questa iniziativa e richiamando il milione e mezzo di firme raccolte in Europa, il commissario Michel Barnier afferma che, nonostante le numerose modifiche apportate al testo della direttiva sulle concessioni, questa, rispetto al settore idrico, non soddisfa nessuno: né ICE che dimostra l’attenzione dei cittadini rispetto al tema, dall’altro, né gli Stati in quanto la Direttiva concessioni sarebbe artefice di “frammentazioni nel singolo mercato”. Il punto è che se i cittadini firmano per l’acqua quale diritto umano, firmano implicitamente per l’acqua fuori commercio, bene vitale e non economico.