Sfida all’Espresso

L’Espresso del 6 marzo a firma di Piero Messina, ci informa
http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/03/06/news/da-gioia-tauro-all-inghiterra-ecco-dove-finira-l-arsenale-di-assad-1.156236
di un documento riservato del Ministero della Sanità sulle armi chimiche da trasferire a Gioia Tauro e scrive ad un certo punto ma senza indicare con esattezza le fonti della affermazione:

L’intera procedura è stimata in tre mesi di lavoro, con alla fine 5,7 milioni di litri di rifiuti. Dove verranno scaricati quei materiali. La scelta sembra essere quella di “affondarli” in mare aperto, in luoghi che verranno ritenuti non pericolosi per la pesca o per il transito navale. Sempre nel Mediterraneo.

Non ci sono spiegazioni su questa affermazione che fa pensare che “sembra” che almeno in parte  i 5.7 milioni di litri di residui saranno scaricati in mare. Ho sfidato nella pagina dell’articolo l’articolista a chiarire dove abbia preso questa informazione e se sappia farsi due conti. Dal tono sembrerebbe infatti che possa essere il volume milionario dei residui ad obbligare a questa forma di smaltimento.
Ma bastano due calcoli per rendersi conto che la cosa non ha molto senso. La nave Cape Ray, che si occuperà delle procedure di smaltimento ha una stazza lorda di almeno 31000 tonnellate e un peso morto di 22000 tonnellate a stare ai dati disponibili in rete; ne segue che la massima quantità di materiale trasportabile , data grossolanamente dalla loro differenza, è di quasi 9000 tonnellate.

http://en.wikipedia.org/wiki/MV_Cape_Ray_%28T-AKR-9679%29
oppure

http://navysite.de/akr/akr9679.htm

o ancora

http://www.marinetraffic.com/en/ais/details/ships/7530810/vessel:CAPE_RAY?_=89962de477459eb4b15b1152e25b5683

CAPE_RAY

Una immagine della Cape Ray nel porto di Norfolk in Virginia.

Data questa stazza la nave potrebbe ospitare anche tutti o comunque gran parte dei 5.700.000 litri ossia 5700 metri cubi (che data la densità di una comune soluzione acquosa sono attorno alle 6000 tonnellate) senza avere alcun problema e dovrebbe quindi essere in grado di contenere TUTTI i prodotti delle procedure di dismissione trasportandoli eventualmente in più volte poi allo smaltimento definitivo; tale smaltimento come è stato d’altronde ripetutamente affermato dalla OPAC (OPCW) a proposito delle procedure di smaltimento sarà effettuato sulla terraferma.

Giusto per dare due informazioni e senza pretesa di essere nel giusto: La nave è lunga 200 metri e larga 32 metri, e il volume necessario allo stoccaggio corrisponde grossolanamente ad un parallelepipedo di 10x20x30 metri o a quello di 250-300 containers da 20 piedi. Un portacontainer di dimensioni analoghe alla Cape Ray, come per esempio Encounter Bay, può trasportarne oltre 1500!!
In una recente conferenza tenuta a Trento, e di cui informeremo i lettori nei prossimi giorni, Ferruccio Trifirò, vicedirettore de La Chimica e l’Industria, e membro scientifico dell’OPCW ha affermato che i materiali di scarico saranno smaltiti nel modo più sicuro per l’ambiente e comunque non in mare.
Ho lasciato un messaggio sul sito sfidando Piero Messina a chiarire le sue allarmistiche affermazioni; occorre smetterla con notizie basate sul nulla o peggio sull’ignoranza. Sarebbe gravissimo se le cose non fossero fatte a regola d’arte ma fino a quando non avremo prove certe di malafede o di cattiva pratiche l’OPCW, che ha appena ricevuto il Nobel per la pace, è degna di tutta la nostra fiducia; su che base dovremmo non credere ai nostri colleghi? Mi sembra molto più più verosimile che ci troviamo di fronte al tradizionale allarmismo giornalistico, basato sull’ignoranza della Chimica e sulla teoria del sospetto e del complotto. Aspetto Piero Messina dietro il Convento delle Carmelitane; mi raccomando si accettano solo armi…..stechiometriche e discorsi trasparenti; ignoranza e malafede sono severamente bandite.

(cdv)

3 thoughts on “Sfida all’Espresso

  1. Caro Claudio vorrei fornirti una possibile …arma per il tuo duello con l’Espresso.
    Ho visto lo stralcio del documento del Ministero della Salute -Servizio SOAR pubblicato dal settimanale e ci sono due cose che mi insospettiscono già ad una prima rapidissima lettura:
    1) c’è scritto “sbarazzarsi” ed è un termine molto poco burocratico…
    2) si parla di “senape di zolfo” traduzione pessima di “mustard gas” che è sinonimo di iprite

    Che si tratti di un documento falso?

  2. Visto che siamo ricercatori e conosciamo l’importanza delle fonti originali ho cercato notizie su questo Servizio Osservazione Analisi e Risposta ed ho trovato SOLO 4 files pdf (datati 2010-2011) riguardanti uno la presenza di E. coli in salame di cervo, un altro dava info sulla scabbia, mentre gli altri due sono risultati inaccessibili. Nessuno di questi files si trova nel sito ufficiale del Ministero della Salute….

    Vogliamo vedere se oltre al fumo c’è anche l’arrosto? Facciamo una caccia al tesoro per scoprire come stanno le cose?

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