Chimica e letteratura: La favola di Olga Ossigeno e Carlo Carbonio

Inizia oggi una nuova rubrica: Chimica e letteratura nella quale raccoglieremo contributi di contenuto chimico/naturalistico ma scritti come racconti, poesie o comunque testi non di tipo saggistico che i nostri lettori vorranno inviare o raccogliere e che siano liberi da copyright o comunque disponibili. Iniziamo con un testo che forse alcuni già conoscono, ma che apre degnamente la nostra rubrica, scritto da una Biologa, che si è occupata oltre che di scienza anche di didattica della Scienza. Questa nuova rubrica è aperta al contributo dei lettori.

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo

a cura di Annarosa Luzzatto*

annarosaluzzattoL’idea della favoletta mi era nata nell’ambito di un progetto sulla “Didattica delle Scienze” diretto da Maria Arcà e Paolo Guidoni con la partecipazione dell’allora maestro di terza elementare Paolo Mazzoli (anno 1987-88 circa).
Mi preoccupava il fatto che spesso ai bambini si cominciasse con l’insegnare un apparato per volta, prima la respirazione, poi la digestione e così via come se fossero fenomeni indipendenti ed anche piuttosto statici. Insomma, mi pareva importante dare per prima cosa ai bambini una sorta di spiegazione integrata, in cui ogni apparato assumesse il suo ruolo e tutti cooperassero per la sopravvivenza di una persona viva. Naturalmente un racconto globale ma necessariamente breve non poteva certo essere una descrizione esatta di tutti i processi, e questo doveva essere ben chiaro; così ho pensato alle favole. I bambini lo sanno bene, le favole sono invenzioni, ma in genere contengono qualche spunto di verità; stava ai bambini, insieme ai maestri, chiarire quali fossero gli aspetti “veri” delle nostre favole, e quali tra questi era possibile approfondire in una classe di bimbi di otto anni circa. Ho cominciato quindi con la favola di Olga Ossigeno e Carlo Carbonio, per cercare di unificare per prima cosa la respirazione e la digestione, almeno in parte.
La favoletta ha avuto successo ed è stata per anni presente in rete anche nella versione illustrata da una classe dove è stata letta senza la mia partecipazione. Questa versione illustrata è quella che vi presento oggi. Quando l’ho letta la prima volta in una classe i commenti terminavano con quello di una bimba che si è alzata in piedi, ha inspirato ed espirato lentamente, commentando: “Ecco. Quante cose succedono intanto!”.

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* Annarosa Luzzatto è Professore Associato (in pensione) di Biologia dello Sviluppo presso la Università Roma Tre; si è occupata di microscopia elettronica, ma anche di didattica della biologia ed è anche autrice di altri racconti autobiografici. Attualmente, oltre a fare la nonna, dà una mano alla redazione del nostro blog. Annarosa Luzzatto è la nipote di uno degli italiani  che hanno fatto il nostro paese, quel Fabio Luzzatto, udinese, che fu fra i pochi professori universitari (12 in tutto) che si rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo.

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