Don Bosco e il colera.

Luigi Campanella, già Presidente SCI

Giá in un altro post ho parlato di Don Giovanni Bosco, la cui vita da me scoperta per caso mi ha affascinato per gli eventi straordinariamente precursori del nostro tempo. Avevo parlato della promozione, da parte di Don Bosco, della prima raccolta differenziata, in anticipo rispetto al presente di oltre 150 anni.

Voglio oggi parlare delle portentose precauzioni da lui suggerite contro le epidemie: anche in questo caso si è trattato di precorrere l’evento drammatico di questi giorni. Il riferimento è alle epidemie di colera degli anni dal 1860 al 1890 che  colpirono in particolare l’Italia nel triennio 1865-1867. Nel solo 1865 i decessi furono 11 mila: Don Bosco sospese le funzioni religiose e si dichiarò disponibile ad accogliere gli orfani dei genitori colpiti dalla malattia. Nel 1866 la seconda ondata di contagi trovò ancora Don Bosco vigile e disponibile, consigliando ed impegnandosi per limitazioni della libertà di movimento, una sorta di distanziamento sociale.

Terni, C., & Galli, M. (1896). Die Choleraepidemieen in der Provinz Bergamo. Zeitschrift Für Hygiene Und Infectionskrankheiten, 22(1), 209–227. doi:10.1007/bf02288377 

Ma il dramma più grande doveva ancora venire: nel 1867 con oltre 130.000 morti, con Bergamo (come oggi!) la citta più colpita Don Bosco ripeteva la sua raccomandazione :limitare gli spostamenti e mantenere l’unità delle cellule lavorative, in un certo senso finalizzando i ridotti spostamenti ad una prosecuzione ed intensificazioni dei lavori in corso con equipe confinate in se stesse. Questi suggerimenti ed intenzioni divennero nel 1884,quando ancora il colera infuriava, una direttiva di misure preventive da adottare dalla sua comunità rappresentata dalle case salesiane. Questa direttiva si basava su 4 parole: prudenza (limitare i contatti, proteggersi con sistemi schermanti), carità verso i malati (di certo praticata   oggi  da medici ed infermieri), igiene nei limiti delle possibilitá, condivisione dei mezzi, degli accorgimenti, delle conoscenze preziose per contrastare l’epidemia Sembrano parole scritte oggi, ma Don Bosco-come per la raccolta differenziata -le ha scritte oltre 150 anni fa.

 

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